Acquacoltura russa. L’obbiettivo è quello di triplicare la produzione entro il 2030

L’acquacoltura russa sta attraversando un momento sbalorditivo. Secondo i dati diffusi dalla Agenzia federale per la pesca russa, nel 2017 la produzione di prodotti ittici ha raggiunto le 219.000 tonnellate (MT) (186.500 tonnellate di pesce e 33.100 tonnellate di sementi di pesce). Una crescita interessante rispetto al 2015 quando la produzione si era fermata a 153.200 MT.

Ma la notizia è che il paese ha intenzione triplicare la produzione, passando a 700.000 tonnellate (MT) entro il 2030. Gli investimenti nel settore negli ultimi tre anni fanno addirittura pensare che l’obbiettivo possa essere superato.

Considerando il potenziale geografico della Russia, paese ricco di acquee interne, si capisce che l’acquacoltura non è mai stata notevolmente tenuta in considerazione. Nel 2017 le catture in natura hanno raggiunto i 4,9 milioni di tonnellate e, dal momento che le acque russe producono così tanto pesce, il paese non è stato incentivato a considerare risorse provenienti dall’acquacoltura.

Il cambiamento è iniziato quando nel 2014 la Russia ha decretato il divieto di importare cibo in risposta alle sanzioni relative alla Crimea emanate dagli Stati Uniti, Canada, Australia, Norvegia e l’Unione Europea. Sempre nello stesso anno è stata firmata una legge federale sull’acquacoltura, che ha consentito di accelerare la crescita del settore. Il governo federale russo ha stanziato fondi per coadiuvare le imprese nell’acquisto di attrezzature moderne e mangimi.

Produzione russa da acquacoltura

Oltre il 63,5% di prodotti ittici allevati ​​nel paese è prodotto nel sud della Russia, con le regioni della penisola di Crimea, Krasnodarsky Krai, Rostov e Astrakhan che si concentrano principalmente su storione, ippoglosso e carpe. La Crimea è specializzata anche nell’allevamento di cozze e ostriche.

Il Nord-Ovest russo, Murmansk, Leningrado e la Repubblica della Carelia, producono principalmente salmone e salmerino. L’Estremo Oriente del paese si concentra su capesante, ostriche, cetrioli di mare, granchi, cozze e luccio sauro.

A tracciare il quadro della situazione pesca e acquacoltura in Russia è stato Ilya Shestakov, vice ministro dell’agricoltura della Federazione russa – Capo dell’Agenzia federale per la pesca, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Global Fishery Forum 2018 che si terrà a settembre a San Pietroburgo.