Ad Aquaculture Innovation Summit le innovazioni di Finless Foods

Si è tenuto a Londra dall’11 al 12 settembre Aquaculture Innovation Summit, lo scopo era quello di discutere le attuali tendenze in materia di salute e nutrizione nel settore dell’acquacoltura e delineare gli obiettivi di investimento e innovazione per il futuro.

Perfettamente contestualizzata nell’ambito del summit la presenza di Finless Foods, che ha lanciato la sfida di reimmaginare completamente il futuro della produzione ittica.

“Come biochimico penso ai pesci come a tre tipi di cellule: le cellule muscolari che forniscono la proteina, le cellule adipose che per lo più forniscono il gusto e i tessuti connettivi che forniscono la consistenza del pesce”, così è intervenuto Mike Selden, CEO di Finless Foods, startup californiana fondata nel 2017 e con sede a Emeryville.

Finless Foods è una delle numerose startup che utilizzano la cosiddetta agricoltura cellulare per sostituire metodi antichi di produzione alimentare: agricoltura, allevamento e, in questo caso, pesca. Le cellule animali vengono coltivate da cellule staminali e incubate in un “bioreattore” in un tessuto che può essere “raccolto” e formato in alimenti familiari come polpette e bastoncini di pesce.

Selden crede che le persone possano ancora godere del gusto, della consistenza e della nutrizione del pesce senza saccheggiare gli oceani. Finless Foods, utilizza l’agricoltura cellulare per coltivare pesci in laboratorio, utilizzando cellule progenitrici prelevate da un piccolo pezzo di carne di pesce.

Utilizzando la tecnologia adattata dalla stampa 3D degli organi, l’azienda spera di aggiungere consistenza al pesce.

Questa è tecnologia di livello medico e stiamo cercando di ridurla ai livelli delle materie prime. Cerchiamo di produrre qualcosa di più simile alle bistecche, ai filetti e al sashimi con cui le persone hanno più familiarità”, ha detto Selden.

I vantaggi rispetto alla produzione convenzionale a detta di Selden sono moltissimi, produzioni maggiori in spazi e tempi minori, assenza di sprechi e di danni ambientali.

La sfida

La principale sfida ora per l’azienda è ridurre i costi di produzione – abbassando i costi delle sostanze nutritive fornite alle cellule, allevando selettivamente le cellule per creare linee cellulari più efficienti e creando sistemi di riciclaggio più efficienti per i nutrienti nei sistemi.