Ricerca. Molluschi e crostacei ottimi alleati per la salute dell’uomo

Se è vero che mangiare pesce fa bene alla salute, è pur vero che molluschi e crostacei sono ricchi di nutrienti essenziali e dovrebbero trovare sempre più spazio nella dieta di ognuno di noi. Questo è quanto sostiene la professoressa Baukje de Roos, vicedirettore del Rowett Institute at Scotland’s University of Aberdeen e scienziata nutrizionista riconosciuta a livello internazionale.

Baukje de Roos, in un recente intervento alla conferenza dell’Associazione dei produttori di molluschi scozzesi a Oban, in Scozia, ha aggiornato la platea sui principali benefici per la salute umana con il consumo di prodotti ittici e ha sottolineato l’importante ruolo di molluschi e crostacei.

La professoressa de Roos ha ricordato al suo pubblico che gli acidi grassi omega-3 aiutano a proteggere dall’ictus e ad abbassare il rischio di mortalità per malattia coronarica, mentre la vitamina D è essenziale per la crescita e il mantenimento di ossa sane; e la vitamina B12 è coinvolta nel funzionamento del sistema nervoso, nella formazione dei globuli rossi e nella produzione di energia.

“I micronutrienti come il selenio, lo iodio e lo zinco si trovano anche in abbondanza nei molluschi e tutti hanno importanti funzioni”, ha affermato Baukje de Roos.

Per quanto riguarda l’Europa, Baukje de Roos ha sottolineato che ogni paese offre diverse raccomandazioni per il consumo complessivo di pesce, che vanno da 125 grammi a persona a settimana nei Paesi Bassi, a 450 grammi in Norvegia. Tuttavia, solo in Spagna e in Scozia il livello è superato, in quest’ultimo caso con un consumo quasi del doppio dei 375 grammi raccomandati a persona. Nella maggior parte dei paesi, il consumo di pesce scende al di sotto dei limiti raccomandati.

In tutti i paesi sono gli anziani i principali consumatori di pesce, con adolescenti di entrambi i sessi che ne mangiano in quantità minima. Si tratta di una tendenza preoccupante che deve essere invertita, ha affermato de Roos.

Osservando i livelli complessivi degli omega 3 nei pesci e nei crostacei, ha sottolineato che i pesci grassi come lo sgombro, l’aringa e il salmone, che andrebbero mangiati almeno una volta alla settimana, contengono livelli tra 1,1 e 2,4 grammi per 100 grammi di carne. Cozze, ostriche e capasante rientrano tutti in questo range, mentre la polpa di granchio ne contiene più di 3 grammi in100 grammi di polpa. Inoltre, lo scampo e l’aragosta contengono livelli più alti di omega 3 rispetto ai pesci bianchi.

La percentuale totale di acidi grassi è risultata essere sostanzialmente simile indipendentemente dalla stagione, mentre la vitamina B12, il selenio, lo zinco e lo iodio possono variare nel corso dell’anno.

“Le ostriche  sono ad alto contenuto di zinco e sarebbero una buona aggiunta alla dieta di chiunque sia consapevole di avere una carenza”, ha detto de Roos.

Secondo i dati emersi da uno studio effettuato recentemente, mangiare tre porzioni di cozze da 85 grammi a settimana per 12 settimane è risultato molto benefico per la salute, i livelli dell’indice di omega-3 sarebbero di gran lunga superiori a quelli attribuiti ad un consumo regolare di salmone. 

“Cozze, ostriche, capesante, granchio, aragosta e scampi sono una preziosa fonte di acidi grassi omega-3. Cozze, ostriche, capesante e la polpa di granchio marrone sono ad alto contenuto di acidi grassi omega-3 “, ha affermato de Roes.

 

Fonte: Sefood Source