In Italia aumentano import ed export di prodotto ittico
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16 Agosto 2017
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Come emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat e registro imprese degli anni 2017, 2016 e 2015, l’export lombardo del pesce conservato e lavorato nel 2016 fa registrare un +12,6% rispetto allo stesso periodo del 2015 raggiungendo 158 milioni di euro.

È Como, con l’81,4% del totale regionale, a fare partire il maggior quantitativo di pesce lavorato e conservato. Seguono Brescia con il 6,4%, Milano con il 3,6% e per finire Lecco con l’1,7%.

Nel 2016 sono Germania e Grecia i maggiori importatori con un decimo del quantitativo in uscita, anche se il Canada a segnare la crescita più consistente con un +32%.
Nel 2017 c’è stata una crescita del 5,2% delle imprese ittiche che tra pesca, produzione e commercio di pesce fresco e conservato sono attive in Lombardia, 1.583 in tutto. Si tratta per lo più di commercianti all’ingrosso (908, +8,1%), dettaglio ambulante (255) e pescherie (183, +2,8%). Il maggior numero di attività, ben 703, si trovano a Milano, segue Brescia con 220, Varese con 128, e Bergamo con 104.

È la Spagna il maggior paese ad esportare verso la Lombardia con un totale nell’ultimo anno di circa 290 milioni di euro (+2,8%). Il pesce arriva anche dall’Ecuador (80 milioni, +28,2%) e dai Paesi Bassi (71 milioni). In forte crescita la Polonia che nell’ultimo anno ha fatto registrare una crescita del 74,5%.

Con oltre 4 miliardi di euro, nell’ultimo anno l’Italia ha importato dieci volte di più di quanto esportato, sia import che export sono aumentate rispettivamente del 10,5% e del 1,3%.

A livello nazionale, tra produzione e commercio di prodotti ittici, con oltre 30 mila imprese la prima citta è Napoli con 2.269 attività, seguono Rovigo con 2.157, Ferrara, Roma e Venezia.

“La pescheria di fiducia è punto di riferimento per il consumatore non soltanto per la garanzia su qualità e freschezza, ma anche per i suggerimenti che permettono al cliente di poter preparare al meglio i vari prodotti ittici acquistati – afferma Angelo Valentini, consigliere Assofood (Confcommercio Milano) e presidente settore dettaglianti ittici –. È sempre richiesto il pesce da mangiarsi crudo, ma resta, in generale, la preoccupazione per il calo dei volumi, sia per il pescato nazionale, sia per il pescato di qualità proveniente dall’estero. Conseguenza di ciò constatiamo, purtroppo, un continuo aumento dei prezzi all’origine”.

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