Osservatorio della Pesca del Mediterraneo. Marinerie d’Italia e d’Europa, incontro poco proficuo
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06 Dicembre 2017
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“Un incontro poco proficuo che non agevola per niente la flotta peschereccia siciliana, anzi addirittura la penalizza”, a dichiararlo Giovanni Lo Coco rappresentante regionale dell’associazione Marinerie d'Italia e d'Europa al termine della sessione internazionale dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo che si è tenuta ieri a Mazara del Vallo.

“L’assenza alla riunione della marineria mazarese, seppur libera da impegni lavorativi per via del fermo biologico, mi lascia immaginare una mancanza di fiducia verso il presidente del distretto Giovanni Tumbiolo e una disapprovazione di tutti questi tavoli che poco fanno realmente per la flotta peschereccia italiana”, ha proseguito Lo Coco.

“Mi chiedo in che modo Tumbiolo vorrebbe evitare gli abbordi e gli attacchi da parte delle autorità dei paesi libici e tunisini? Come vorrebbe rivedere i confini delle acque territoriali? Ricordo che la Libia ha rivendicato un mare territoriale di 12 miglia mentre noi tutti stavamo a guardare. Come può pretendere Tumbiolo di avere l’attenzione degli interlocutori rivieraschi?"

Lo Coco punta il dito anche verso il dirigente siciliano Dario Cartabellotta, a lui fa notare che i tanto acclamati progetti che mettono al centro gli interessi dei pescatori non sono a conoscenza di nessuno. Si tratta di progetti per i quali nessuna comunicazione ufficiale è stata fatta.

Lo Coco poi afferma: “Non penso che la soluzione per rivitalizzare il settore pesca sia la diversificazione o il trasferimento nei porti africani o ancora i 40 mila euro di copertura finanziaria per imbarcare giovani pescatori. A noi serve il lavoro! Non possiamo trasformarci in ristoratori.”

In merito alla proposta del CNR di considerare l’ipotesi di rilasciare delle autorizzazioni da pesca, a prescindere dalla licenza, per poter operare nel Canale di Sicilia, Lo Coco si domanda “quali criteri e quali motivazioni determinano il rilascio delle autorizzazioni?”

“Osservatori a bordo, cambio delle dimensioni delle maglie, obblighi e restrizioni per la nostra marineria che altri paesi rivieraschi non hanno.” Lo Coco conclude: “Penso che le cose da rivedere siano i contributi che vengono assegnati per le ricerche scientifiche e per i piani di gestione. La Regione finanzia oltre 3 milioni di euro ogni anno senza che il settore ne tragga benefici. Quei soldi potrebbero essere utilizzati invece per finanziare tutta l'intera flotta peschereccia per un fermo tecnico di almeno 3 mesi l'anno e per impiegare i pescatori in progetti didattici su cultura e storia alimentare”.

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