Petruzzella, serve un confronto tra tutti gli attori della filiera ittica per superare le difficoltà
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07 Dicembre 2017
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“Il settore della pesca necessita di un rilancio che coniughi innovazione e sostenibilità e che coinvolga tutti i protagonisti della filiera ittica, la grande distribuzione organizzata e le istituzioni nazionali e europee. È infatti in sofferenza da tempo - in pochi anni sono andati persi 17.000 posti di lavoro - nonostante la domanda di pesce da consumare a tavola sia superiore all'offerta."

Il Dipartimento Pesca di Legacoop Agroalimentare, che rappresenta circa un quarto dell'intero comparto nazionale per Plv e occupati, ha lanciato le proprie proposte per il rilancio del settore nel corso del convegno "La filiera ittica tra sfide e innovazione", al quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il sottosegretario all'Agricoltura Giuseppe Castiglione, i top manager di alcune tra le principali catene della Gdo (Coop, Conad, Eataly) e il presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti.

"Il nostro obiettivo è stato quello di mettere a confronto tutti gli attori della filiera, perchè solo uno sforzo comune ci consentirà di superare le difficoltà del settore“ ha dichiarato Angelo Petruzzella, coordinatore nazionale Dipartimento Pesca.

“Le imprese stanno facendo la propria parte, e lo dimostrano i casi di eccellenza che abbiamo presentato, ma anche le istituzioni devono fare uno sforzo di equilibrio tra gli interessi in campo, riducendo vincoli spesso inutili, sostenendo con forza l'innovazione per favorire il ricambio generazionale e riformando l'apparato amministrativo pubblico, centrale e periferico. Anche la grande distribuzione organizzata - ha aggiunto Petruzzella - può dare un valido supporto all'imprenditoria della pesca italiana, valorizzando il prodotto locale per dare una risposta a un trend in crescita di consumo che chiede qualità e tipicità".

"Un comparto dalle grandi potenzialità ancora inespresse - conclude Petruzzella - è quello dell'acquacoltura: un modello di eccellenza fatto di 800 impianti che producono 140 mila tonnellate l'anno di prodotti freschi, i quali contribuiscono a circa il 40% della produzione ittica nazionale e al 30% circa della domanda di prodotti freschi. Lo sviluppo sostenibile di questo settore, attraverso la blue economy come modello di business a impatto zero, rappresenta una delle scommesse per il futuro della pesca italiana".

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