Friend of the Sea e fair-fish insieme per il benessere dei pesci grazie a Open Philantropy Project
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18 Gennaio 2018
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Friend of the Sea, certificazione internazionale che attesta la sostenibilità ambientale dei prodotti da pesca e acquacoltura, e l’associazione fair-fish international ricevono un grant da Open Philanthropy Project, prestigiosa organizzazione americana con base a San Francisco, per promuovere i principi di benessere animale tra le aziende di acquacoltura certificate Friend of the Sea.

Il progetto, della durata di due anni, consiste nella verifica da parte di un team dedicato di ricercatori - FishEthoBase - dello stato del benessere dei pesci presenti negli allevamenti già certificati Friend of the Sea.

I risultati ottenuti tramite l’osservazione diretta dei metodi e delle pratiche di allevamento vigenti si tradurranno in raccomandazioni tagliate su misura per ogni singola azienda certificata. Tali raccomandazioni potranno essere utilizzate per sviluppare i criteri di benessere animale, di cui si valuterà l’inserimento all’interno nello standard Friend of the Sea. Friend of the Sea e fair-fish si impegnano inoltre a condividere i risultati della loro ricerca nell’ambito di eventi pubblici, conferenze accademiche e di settore.

“Friend of the Sea vuole introdurre gradualmente i requisiti di benessere dei pesci nella sua certificazione” spiega Paolo Bray, fondatore e direttore di Friend of the Sea. “Il benessere animale è strettamente legato alla sostenibilità ambientale ed è parte integrante di quello che i consumatori si aspettano da un’azienda di acquacoltura responsabile”.

Secondo una definizione di FishEthoBase, il benessere dei pesci è garantito quando al pesce è consentito vivere al massimo del potenziale della specie a cui appartiene e sviluppare la propria individualità. Nel tempo, numerose campagne di sensibilizzazione hanno portato all’introduzione dei principi di benessere animale nella legislazione di diversi stati europei e non, come accaduto in Svizzera, ad esempio, nel 2008.

Nonostante i passi in avanti, il benessere dei pesci è sempre stato considerato un aspetto di secondaria importanza. Studi recenti hanno confermato che anche le specie acquatiche, come altre specie animali, sono senzienti e aperto la strada ad una nuova ondata di iniziative in favore del benessere animale, come nel Regno Unito, dove il Ministro dell’Ambiente Michael Grove ha di recente promosso una proposta di legge che mira a cambiare la normativa vigente, riconoscendo agli animali la facoltà di sentire dolore.

“Da oltre 20 anni, fair-fish international si batte per il rispetto dei bisogni naturali dei pesci tenuti in cattività” ha commentato Billo Heinzpeter Studer, fondatore e direttore di fair-fish international e responsabile scientifico del grant. “Tuttavia, gradualmente, le cose hanno cominciato a cambiare. Insieme ad altre organizzazioni internazionali come Friend of the Sea, abbiamo iniziato a scambiarci riflessioni e obiettivi e stiamo adesso lavorando per rendere i produttori più consapevoli dell’importanza del benessere animale”.

Il progetto di ricerca congiunto Friend of the Sea e fair-fish international verificherà la performance delle aziende di acquacoltura certificate secondo alcuni parametri base di benessere animale applicati ai pesci: la qualità dell’acqua e dell’ambiente, lo stato comportamentale e fisiologico, l’alimentazione e la formazione del personale.

Il primo turno di visite sul campo inizierà nel mese di gennaio 2018 e coinvolgerà gli allevamenti situati in Italia, Croazia, Spagna, Turchia, Grecia e Australia.

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