FAO. Raggiunto importante accordo per la riduzione di pericolosi “attrezzi fantasma"
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12 Febbraio 2018
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Con una decisione storica, sono state concordate tra i vari Paesi una serie di linee guida volontarie sulla marcatura delle attrezzature da pesca (Voluntary Guidelines on Marking Fishing Gear), facendo un grande passo in avanti verso mari più puliti e una navigazione più sicura.

Si prevede che le linee guida saranno approvate definitivamente dalla commissione per la pesca della FAO (FAO's Committee on Fisheries- COFI) nel luglio del 2018.

Realizzati prevalentemente in plastica, gli attrezzi da pesca, quando vengono abbandonati, persi o gettati via in mare, sono una componente significativa dei detriti marini e da decenni rappresentano una preoccupazione per la FAO.

Circa otto milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, di cui si stima che il dieci per cento provenga dal settore della pesca, finiscono nei nostri oceani ogni anno. Queste linee guida aiuteranno i paesi a sviluppare sistemi efficaci per marcare gli attrezzi da pesca in modo che possano essere ricondotti al proprietario originale.

Farlo sosterrà gli sforzi per ridurre i detriti marini e i suoi impatti nocivi sull'ambiente marino, gli stock ittici e la sicurezza della navigazione. Permetterà inoltre alle autorità locali di monitorare il modo in cui gli attrezzi da pesca vengono utilizzati nelle loro acque e chi li sta utilizzando, il che li rende uno strumento efficace nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN - IUU).

"La marcatura appropriata è uno strumento efficace per migliorare la gestione generale degli attrezzi da pesca, prevenirne l’abbandono, facilitarne il recupero e identificare potenziali operazioni di pesca illegale", ha affermato Árni M. Mathiesen(FAO).

Gli attrezzi da pesca sono spesso persi in circostanze incontrollabili, come tempeste o incidenti. Tuttavia, a volte gli attrezzi da pesca sono anche oggetto di dumping da parte di navi che praticano la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) nella speranza di eludere il rilevamento.

Col passare del tempo, le reti da pesca lasciate nell'oceano potrebbero frantumarsi in pezzi di microplastica, che diventano accessibili a un'ampia gamma di organismi tra cui piccoli pesci e plancton e possono causare gravi danni tossicologici alla fauna marina.

Considerando i livelli inaccettabili di detriti degli attrezzi da pesca negli oceani, l'industria globale della pesca e i governi hanno riconosciuto l'urgenza di affrontare la questione in tutti i settori pertinenti, compresi l'ambiente, la gestione della pesca e la regolamentazione.

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