Briano, è necessario costruire collaborazioni forti fra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo
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11 Aprile 2018
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Di incontro molto utile per il futuro del comparto hanno parlato i partecipanti all’incontro che si è tenuto lunedì mattina a Villa Devoto tra l’assessore dell’Agricoltura, competente anche per la Pesca e acquacoltura, Pier Luigi Caria e la vice presidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo, Renata Briano. Al tavolo anche i rappresentanti dei Gruppi di azione costiera (Flag nord Sardegna, Flag Sardegna orientale e Flag Sardegna sud occidentale), dell’AMA (Associazione mediterranea acquacoltori), i direttori generali dell’Assessorato e dell’Agenzia Laore, Sebastiano Piredda e Maria Ibba, tecnici ed esperti del settore pesca della Regione. Al centro dell'incontro le opportunità di crescita e di sviluppo per l’intero comparto attraverso un confronto costante con Bruxelles e attraverso gli strumenti finanziari messi a disposizione dall’Unione europea con i fondi del FEAMP.

Caria ha ricordato le azioni messe in campo dall’Assessorato partendo dalla pubblicazione dei bandi sulle misure del FEAMP dove sono giunte richieste di sostegno da parte delle imprese per oltre 21milioni di euro su un totale di 25milioni stanziati. Il componente della Giunta ha poi affrontato la questione delle quote tonno dove la Sardegna chiede che vengano aumentate le quantità pescabili. “Siamo disponibili a fare squadra con le altre regioni – ha precisato l’assessore – a patto che vengano riconosciuti e garantiti ai pescatori sardi i loro diritti. Sul tema dell’acquacoltura invece abbiamo approvato proprio di recente una nuova legge che regolarizza i canoni di concessione dove, fino a poco tempo fa, c’erano squilibri incredibili”. Caria ha quindi illustrato i passi avanti raggiunti con i pescatori in numerose vertenze affrontate in stretta collaborazione: una fra tutte quella della pesca dei ricci di mare.

Briano ha spiegato che per lavorare bene a Bruxelles è necessario visitare i territori per raccoglierne esigenze, proposte e peculiarità diverse da zona a zona. Non esiste infatti una ricetta unica nonostante la normativa europea spesso intervenga non tenendo conto delle specificità regionali. Ci sono interventi che possono andar bene nei mari del nord Europa e magari meno bene per il Mediterraneo. “La Sardegna era una tappa che volevo assolutamente fare – ha osservato Briano – e mi pare che la Regione sia sulla buona strada nel cercare di velocizzare la spesa dei fondi europei che è tema critico un po’ in tutta l’UE. Da un lato infatti ci sono i fondi e dall’altro le regole, dove i primi sono necessari per far rispettare le seconde. Se l’Unione impone delle limitazioni compensate con delle risorse destinate ai pescatori è impensabile che tali aiuti siano rallentati dalle lungaggini della burocrazia. In Europa – ha aggiunto la vice presidente – è necessario avere più Italia. È necessario costruire collaborazioni forti e fare squadra soprattutto fra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo così da spiegare bene a Bruxelles le specialità e le tradizioni che caratterizzano la pesca nei nostri mari. Sul versante dell’acquacoltura – ha concluso la rappresentante dell’UE – stiamo costruendo un report, che interesserà anche la Sardegna, dove la riduzione dei prelievi dal mare deve essere controbilanciata da un prodotto che viene dagli allevamenti”.

 

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