Fish 2.0: sei start-up per la sostenibilità
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05 Ottobre 2015
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Con l'aumento della popolazione mondiale e gli stock ittici selvatici in declino, c'è un grande bisogno di modi nuovi e sostenibili per la produzione, la cattura e la commercializzazione dei pesci. Se non si cambia il modo di pescare oggi, non ci sarà sufficiente pesce da assaporare domani. Il pesce diventerà una specialità e non un pasto di tutti i giorni.

Fortunatamente, molti avvenimenti positivi stanno caratterizzando la pesca sostenibile. Secondo Monica Jain, fondatrice del contest Fish 2.0, stanno nascendo molte start-up in uno scenario fiorente di investitori. Jain ha scelto per Fast Company, alcune delle 37 start up giunte alla fase finale del contest che si svolgerà a Stanford nel mese di novembre. Di seguito sei scelte che coprono diversi aspetti del settore.

INPUT E TECNOLOGIE

I mangimi per pesci utilizzati in acquacoltura sono costituito da una miscela di pesce essiccato, oli di pesce e “filler” come il grano. Ma non sempre costa poco. Secondo Fish 2.0, che produce anche rendiconti e analisi di mercato, i prezzi sono aumentati fino al 300% negli ultimi 20 anni.

Entofoods, dalla Malesia, usa in alternativa al pesce essiccato: gli insetti. "Ci sono alcune proteine ​​e sostanze nutritive che si trovano solo negli insetti. In alternativa si è in grado di reperirlo solo da pesci selvatici " dice Jain. In più, Entofoods cresce i suoi insetti con rifiuti alimentari, risparmiando quindi materie prime fresche per ottenere i suoi mangimi.

Jain cita anche SabrTech, produttrice del RiverBox, un sistema modulare per la produzione di biomassa algale. Ospitate in un container, le alghe si nutrono di scarti di pesce, per poi diventare cibo per pesci a sua volta riducendo gli scarti per gli allevamenti ittici. La società per canadese sta attualmente testando la RiverBox con un partner a Singapore.

CATTURA E PRODUZIONE

TimberFish, nella parte occidentale di New York, sta sviluppando un nuovo modo per crescere i pesci in ambienti controllati, senza l'inquinamento che spesso consegue dall'acquacoltura. Utilizzando piante e insetti, il sistema elimina quasi completamente la necessità di altre fonti d'alimentazione.

Nel frattempo, Acadia Harvest, nel Maine, sta sperimentando l’allevamento di pesci di mare, come la ricciola del Pacifico, in allevamenti ittici. Fino ad oggi, la maggior parte degli stabilimenti d’acquacoltura a terra ha coltivato specie d'acqua dolce, come la trota. Allo stesso tempo la società è in grado di sviluppare mangimi per pesci dai suoi prodotti di scarto.

DISTRIBUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE

Love Wild Fish lavora più sul consumatore finale. Confeziona pesci come la trota rossa con salse preconfezionate, una facile e salutare opzione per una pasto veloce . "Questo è molto importante perché la gente spesso dice che cucinare il pesce è difficile. Con questo prodotto basta un forno per guastare un buon piatto di pesce" spiega Jain.

Ed infine Bureo, che non produce pesce o mangimi ma sta avendo un forte impatto sul settore della pesca. Dal Cile, pagano la gente per raccogliere reti di scarto per la pesca, dalla quale produce skateboard e occhiali da sole.

"Tutte queste reti sono state gettate in modo incurante sulle spiagge del Cile e creando inquinamento e deturpando la bellezza delle coste del paese" spiega Jain.  "E' una idea guidata dal buon senso per convincere i consumatori a contribuire a ridurre i rifiuti sulle spiagge. "

 

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