L’API plaude all'equiparazione tra imprese di acquacoltura e cooperative e chiede legge nazionale
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29 Marzo 2018
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L’Associazione Piscicoltori Italiani (API) di Confagricoltura accoglie con piacere l'approvazione della Legge della Regione Sardegna “Disposizioni in materia di pesca”, che disciplina, tra l’altro, i canoni demaniali per l'acquacoltura. Per L’API è un ulteriore passo verso una soluzione legislativa a livello nazionale che metta finalmente ordine, armonizzando, dopo 14 anni, i canoni di concessione demaniale per tutte le imprese di pesca e di acquacoltura.

L’Associazione Piscicoltori ricorda che il D.Lgs 154/2004 aveva escluso, per le società non cooperative, l’applicazione del canone meramente ricognitorio per le concessioni ad uso acquacoltura. Le società cooperative hanno, quindi, continuato a godere di canoni agevolati, mentre tutti gli altri operatori, in particolare le imprese di acquacoltura, sono stati assoggettati ad un canone ordinario, mediamente 1,8 €/mq contro lo 0,00448 €/mq applicato alle società cooperative.

Anche la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome aveva richiesto allo Stato, già nel 2015, un intervento normativo per dare uniformità nella determinazione dei canoni di concessione demaniale a tutte le imprese di pesca e di acquacoltura indipendentemente dalla loro natura giuridica.

L’API ritiene che una soluzione nazionale si renda urgente e necessaria per poter garantire lo sviluppo dell’acquacoltura in Italia, in linea con quanto previsto dalle Politiche di Sviluppo UE per Pesca ed Acquacoltura.

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