Oloturie. Divieto di pesca fino a dicembre 2019
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06 Aprile 2018
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Le oloturie o “cetrioli di mare” non sono molto note in Italia, dove normalmente non vengono consumate, tuttavia in Oriente sono molto richieste tanto da essere considerate non solo una delle loro cinque prelibatezze, ma anche un rimedio contro la vecchiaia e per le articolazioni. Tutto ciò ha fatto sì che l’Oriente si rifornisse in modo massiccio nell’Indopacifico, portando ad un collasso degli stock selvatici, che avviene quando la probabilità che due gameti si incontrino è pari a zero. L’alta richiesta di prodotto ha quindi aumentato l’esportazione da altri paesi all’Oriente, anche perché i prezzi di vendita sono davvero esorbitanti: possono arrivare anche a 600 dollari al chilo!

Per questo motivo in Italia si è iniziata una pesca mirata alle oloturie. Tuttavia, non erano presenti linee guida per questa risorsa, poiché mancavano i dati dei recuperi e quindi non si sapevano le specie pescate e le quantità.

All’inizio di marzo è stato approvato il decreto MIPAAF n.156 del 27/02/18 che stabilisce il divieto di pescare (comprese anche le catture accessorie), detenere a bordo e sbarcare esemplari di oloturie fino a dicembre 2019.

Il sottosegretario Giuseppe Castiglione spiega: “Le oloturie rischiavano di essere pescate in quantità eccessive, con il principio di precauzione siamo intervenuti invece per tutelare l’ecosistema e la biodiversità”. I “cetrioli di mare” infatti sono fondamentali per gli ecosistemi, poiché sono detritivori e mantengono il fondale ossigenato, impedendo un accumulo di sostanze nocive nel substrato.

È opportuno anche ricordare che alcune specie hanno un potenziale per essere allevate, infatti in Oriente, visto il largo consumo, si sono sviluppati alcuni allevamenti. In Italia, ad Alghero, in Sardegna, l’anno scorso era stata fatta una concessione demaniale per l’allevamento estensivo delle oloturie, così da poterle vendere all’Oriente (in particolare Giappone, Cina e Indonesia). Tuttavia era ancora una sperimentazione, poiché ovviamente non si avevano dati pregressi di allevamenti in questo paese.

Speriamo che questo decreto possa portare non solo ad una tutela degli ecosistemi, ma anche nuove opportunità di allevamento in Italia sia per il ripopolamento dei nostri fondali sia per il consumo come alimento orientale.

Luna Lorito

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