[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/acquaponica-una-tecnica-per-linnovazione-sociale\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/acquaponica-una-tecnica-per-linnovazione-sociale\/","headline":"Acquaponica: una tecnica per l&#8217;innovazione sociale","name":"Acquaponica: una tecnica per l&#8217;innovazione sociale","description":"I media, i politici, i genitori, gli insegnanti, gli anziani, i giovani, non fanno che ripetere che \u201cci hanno rubato il futuro\u201d. Che poi verrebbe da chiedersi chi ha la responsabilit\u00e0 di questo ladrocinio. Ognuno scarica la colpa sull&#8217;altro. 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Che poi verrebbe da chiedersi chi ha la responsabilit\u00e0 di questo ladrocinio.Ognuno scarica la colpa sull&#8217;altro. I partiti sull&#8217;opposizione, i genitori sugli insegnanti e questi sui politici, i giovani sugli anziani e questi ultimi ci definiscono\u00a0bamboccioni, reticenti al cambiamento. Il capro espiatorio per antonomasia comunque rimane l&#8217;immigrato: \u201clo straniero che ci viene a fregare il lavoro\u201d.La cosiddetta\u00a0Generazione Y\u00a0 vede nell&#8217;imprenditoria sociale l&#8217;unico mezzo per portare avanti una rivoluzione culturale che non determini depressione economica e violenza. Sono molti i giovani che nell&#8217;acquaponica\u00a0intravedono le potenzialit\u00e0 di un&#8217;innovazione sociale ad ampio spettro, perch\u00e9 rappresenta uno dei tanti passi verso la realizzazione di comunit\u00e0 autosufficienti, non solo a livello energetico, ma anche in una produzione alimentare sostenibile. \u00c8 una\u00a0tecnologia alla portata di tutti\u00a0che contribuir\u00e0 a creare quei\u00a0cerchi oceanici\u00a0che teorizzava il Mahatma Gandhi nella sua visione economica: &#8220;realt\u00e0 costituite da comunit\u00e0 di individui integrate in comunit\u00e0 sempre pi\u00f9 ampie, fino a comprendere l&#8217;intera umanit\u00e0.&#8221;Noi\u00a0produciamo pi\u00f9 cibo di quello che consumiamo. La fame nel mondo sussiste non perch\u00e9 non ci siano i mezzi o le conoscenze per dare da mangiare a tutti, ma perch\u00e9 la produzione di massa \u00e8 indirizzata al soddisfacimento dell&#8217;ingordigia di pochi. Le nostre societ\u00e0 ultra-avanzate devono sempre di pi\u00f9 far fronte all&#8217;aumento esponenziale di casi clinici di obesit\u00e0 patologica, mentre 795 milioni di persone nel mondo muoiono di denutrizione.La demagogia di molte politiche anti-migranti si basa sull&#8217;assunto che solo una piccola percentuale degli immigrati che solcano il mare in direzione delle coste italiane siano in fuga da una guerra. In effetti, la maggioranza dei profughi che accogliamo sono\u00a0rifugiati ambientali, il che sta a significare che stanno cercando ricovero da condizioni climatiche talmente estreme da mettere a serio rischio la loro sopravvivenza.Il depauperamento dei terreni ad opera di colture intensive di cereali per il foraggio di animali da allevamento e il conseguente disboscamento che ne deriva e che a sua volta contribuisce alla perdita di acqua preziosa per la fertilit\u00e0 della terra. La\u00a0scarsit\u00e0 di pesce\u00a0nei bacini idrici, dovuti all&#8217;inquinamento provocato dallo scarico abusivo di prodotti tossici da parte delle multinazionali e, nel caso del mare, della\u00a0pesca estensiva\u00a0a strascico\u00a0protratta per troppi anni.Queste e molte altre sono le conseguenze di una produzione di massa incontrollata che hanno comportato le impressionanti migrazioni di cui siamo testimoni.Non c&#8217;\u00e8 modo di arrestarle perch\u00e9 l&#8217;istinto di sopravvivenza umano supera qualsiasi muro e pericolo e ci fa sopportare anche le sofferenze pi\u00f9 inaudite. D&#8217;altro canto noi possiamo imparare molto da queste culture fuggiasche. Ad esempio, potremmo riavvicinarci a quell&#8217;idea di \u201ccomunit\u00e0\u201d che nelle nostre quotidianit\u00e0 \u00e8 stata sostituita dalla \u201ccommunity\u201d dei social network. Potremmo riscoprire l&#8217;importanza di una\u00a0produzione alimentare casalinga, invece che massificata. Potremmo finalmente aprire gli occhi sull&#8217;enormit\u00e0 dell&#8217;emergenza ambientale\u00a0a cui bisogna far fronte gi\u00e0 nel proprio con piccole accortezze.Vorrei a questo proposito parlare dell&#8217;acqua\u00a0e dell&#8217;urgenza di non sprecarla. Nelle nostre citt\u00e0 l&#8217;acqua corrente arriva in tutte le cose senza nessuna restrizione, quindi molti di noi non si rendono davvero conto dell&#8217;emergenza siccit\u00e0 in atto. Gli stessi agricoltori, pur perdendo ampie porzioni di raccolto, non sanno decidersi a riqualificare le proprie strutture in vista di quello che sar\u00e0 un completo capovolgimento climatico; anzi si scagliano contro le innovazioni in questo settore, che invece potrebbero procurar loro immediati benefici. In Italia la cultura dell&#8217;agricoltura tradizionale \u00e8 estremamente radicata. \u00c8 molto difficile quindi indirizzare i capitali d&#8217;investimento verso delle tecniche che stravolgono il paradigma della tipica \u201cazienda agricola\u201d.Uno dei benefici principali dell&#8217;acquaponica \u00e8 che garantisce il\u00a090 % di acqua risparmiata. Questo vantaggio \u00e8 molto sentito in Paesi in cui i bacini idrici non sono abbondanti o sparsi omogeneamente sul territorio come i nostri. In Italia, nonostante il problema dell&#8217;inquinamento e del prosciugamento delle falde acquifere si stia verificando, non c&#8217;\u00e8 ancora la coscienza condivisa fra la popolazione dell&#8217;urgenza di sostituire i vecchi sistemi di produzione agroalimentare di massa con tecniche nuove ad inferiore impatto ambientale.Lo stesso principio investe il consumo della carne, la cui produzione incide esageratamente in termini ambientali. Noi consumiamo troppa carne. Un sostituto pi\u00f9 sano e decisamente molto pi\u00f9 ecosostenibile \u00e8 rappresentato dal\u00a0pesce allevato in impianti di acquacoltura RAS\u00a0(a ricircolo chiuso) e in\u00a0acquaponica.Gli investimenti pubblici in questo settore sono esigui, ma non perch\u00e9 non abbia delle enormi potenzialit\u00e0, ma per l&#8217;ignoranza in materia della classe politica che dovrebbe incentivarne i progressi.Nei Paesi del Nord Europa, in particolare, necessit\u00e0 ha davvero fatto virt\u00f9; infatti per produrre nonostante le condizioni climatiche avverse, sono stati realizzati dentro ex capannoni industriali riqualificati impianti di acquacoltura e acquaponica urbana all&#8217;avanguardia. Le loro stesse esperienze imprenditoriali potremmo replicarle qui in Italia, adattandole a quelli che sono i bisogni attualmente sentiti dalla gente, come un lavoro dignitoso.Io, come molti altri insieme a me, vedo nell&#8217;acquaponica l&#8217;opportunit\u00e0 di un indotto tale da creare\u00a0nuovi posti di lavoro\u00a0e quindi una produzione economica decentrata entro comunit\u00e0 autosufficienti ma interdipendenti le une dalle altre.Ora, ci sono ancora molti ostacoli da superare, come ad esempio l&#8217;abbattimento dei costi iniziali per realizzare un impianto produttivo e degli onerosi costi fissi legati al consumo elettrico e termico. \u00c8 su queste questioni che \u00e8 focalizzata la nostra attivit\u00e0 di ricerca e sensibilizzazione. Sfruttare le competenze e le tecnologie esistenti per trovare delle soluzioni economiche e sostenibili che rendano concretamente l&#8217;acquaponica un&#8217;alternativa popolare e democratica, accessibile a tutti.In Italia poi, come gi\u00e0 detto, bisogna scontrasi continuamente contro l&#8217;ignoranza della classe politica ed il conservatorismo degli operatori del settore, oltre che alla gelosia che mostrano nei riguardi dei segreti del settore. Il futuro per\u00f2 \u00e8 open source e nessuno potr\u00e0 pi\u00f9 barricarsi dietro conoscenze gi\u00e0 maturate, bisogner\u00e0 profondere i propri sforzi nel supporto alla ricerca e all&#8217;aggiornamento di nuove soluzioni ed intuizioni.Probabilmente questa \u00e8 una delle ragioni per cui guardo all&#8217;acquaponica come ad una delle professioni del futuro, che permetter\u00e0 un continuo progresso nello studio e nell&#8217;innovazione, senza troppo allontanarsi dal contatto con il ciclo vitale, in cui ogni componente vivente, anche quello pi\u00f9 minuscolo \u2013 il batterio \u2013 contribuisce con il proprio esistere alla sinergia di un equilibrio fragilissimo. Quale miglior mezzo allora per insegnare e mostrare alle nuove generazioni quanto basti poco per sbilanciare un ecosistema vivente! Quanto certe pratiche siano fondamentali per la preservazione di un mondo in cui interagiscono tanti organismi cos\u00ec diversi e peculiari!La mia idea di impresa si basa su questi presupposti.Per me l&#8217;acquaponica \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 inestimabile per ridare dignit\u00e0 al lavoro, superando al contempo la dicotomia lavoro\/salute e ambiente. La mia rivoluzione silente parte da qui; e la vostra?Giulia Di Crescenzo"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Acquaponica: una tecnica per l&#8217;innovazione sociale","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/acquaponica-una-tecnica-per-linnovazione-sociale\/#breadcrumbitem"}]}]