[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/agroittica-lombarda-innovatori-nel-dna\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/agroittica-lombarda-innovatori-nel-dna\/","headline":"Agroittica Lombarda, innovatori nel DNA","name":"Agroittica Lombarda, innovatori nel DNA","description":"In collaborazione con l\u2019Associazione Piscicoltori Italiani (API) prosegue il nostro focus sull&#8217;acquacoltura alla scoperta di realt\u00e0 imprenditoriali capaci di imporsi su mercati internazionali. Un&#8217;azienda che nasce nel segno dell\u2019innovazione quando ancora di innovazione si parla poco. 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Un progetto che inizia con l\u2019allevamento di anguille per proseguire poco dopo con quello di specie pi\u00f9 pregiate come lo storione. Una storia che parte dalla passione e dalla volont\u00e0 di affrontare sfide sempre nuove e che oggi porta la Agroittica Lombarda ad essere una delle aziende pi\u00f9 dinamiche ed affermate del panorama nazionale.Ripercorriamo insieme al Dott. Gian Carlo Ravagnan gli eventi che hanno maggiormente determinato il successo dell\u2019azienda di cui \u00e8 un amministratore.Agroittica Lombarda \u00e8 nata attorno la met\u00e0 degli anni \u201970 con lo scopo di recuperare uno spreco energetico e valorizzarlo nella produzione di pesce pregiato. Oggi descrivere questo schema \u00e8 molto pi\u00f9 semplice che in quegli anni, perch\u00e9 ancora non esisteva la terminologia per definirlo: tre attivit\u00e0 produttive diverse: cio\u00e8 il riciclo dell\u2019acciaio, l\u2019acquacoltura e l\u2019agricoltura sono state integrate in una logica di economia circolare per risparmiare l\u2019energia e razionalizzare l\u2019uso della risorsa idrica. Nel tempo l\u2019anguilla \u00e8 stata progressivamente sostituita dallo storione, anticipando quella che in seguito si rilever\u00e0 una crisi irreversibile dell\u2019anguillicoltura italiana. Dopo una decina di anni di esperienza con lo storione si \u00e8 arrivati alla produzione sperimentale di caviale, ma la vera svolta \u00e8 stata nel \u201998 quando l\u2019azienda ha deciso di investire in un ambizioso programma che non aveva precedenti, pianificare una produzione di caviale che potesse superare quella dell\u2019Iran.Quanto conta per voi la sostenibilit\u00e0 e quali sono le attivit\u00e0 attraverso cui la mettete in pratica?Come abbiamo detto l\u2019azienda \u00e8 nata in uno schema di circolarit\u00e0 produttiva applicata all\u2019energia termica e all\u2019acqua, ma la stessa filosofia che ha animato il progetto iniziale ha ispirato tutte le scelte degli anni successivi. Spesso non si \u00e8 trattato di grandi interventi, ma di una costante ricerca per migliorare sempre qualcosa. La gestione dell\u2019allevamento, per esempio, evolve continuamente, ma si basa su due fasi ben distinte e mira a garantire agli storioni il massimo benessere. Nei primi due anni di vita, i pi\u00f9 delicati, gli storioni vengono accuditi in vasche a temperatura costante, dalle superfici ben lisce e frequentemente alimentati, ma una volta raggiunte dimensioni adeguate, vengono spostati in veri e propri ecosistemi di circa 2000 m2 e allevati a bassa densit\u00e0. Qui maturano seguendo il ritmo delle stagioni, pascolando sulla ghiaia, che rappresenta per loro un substrato abituale anche nell\u2019ambiente selvatico. Gli storioni, smuovendola continuamente in cerca di cibo, la mantengono sempre ossigenata, garantendo cos\u00ec al microbioma che vi abita le migliori condizioni per ossidare i cataboliti azotati prodotti dal pesce ed innescare i naturali processi di auto-depurazione. L\u2019azoto, il fosforo e la CO2 infatti, vengono utilizzati dalle microalghe presenti nei bacini per produrre nuovi alimenti: proteine, carboidrati e i preziosi grassi omega-3 che entrano a far parte di un complessa rete alimentare. L\u2019energia del sole viene quindi sfruttata sia per incrementare la temperatura dell\u2019acqua, opportunamente regolata attraverso il ricambio idrico, sia per fissare la CO2tramite la fotosintesi.Gli storioni vengono alimentati giornalmente con alimenti formulati, ma hanno la possibilit\u00e0 di integrare la propria dieta grazie appunto alla presenza di molti organismi bentonici che crescono in questo ecosistema che viene a crearsi nei bacini di allevamento. Questa integrazione ottimizza l\u2019efficienza alimentare, migliora il benessere degli storioni, minimizza gli impatti sull\u2019ambiente e caratterizza la qualit\u00e0 dei nostri prodotti.La nostra filosofia \u00e8 quella di sfruttare al massimo i processi naturali, ma per incrementare la sostenibilit\u00e0 ovviamente applichiamo anche l\u2019evoluzione tecnologica, recentemente abbiamo inaugurato un impianto fotovoltaico di 5000 m2 che ha reso energeticamente autosufficiente l\u2019avannotteria, le vasche annesse esterne e parte dello stabilimento di lavorazione. Ora stiamo valutando ulteriori implementazioni di questo approccio.Calvisius Caviar, Cavalier Caviar Club, Ars Italica Caviar sono i brand di Agroittica Lombarda. Quali sono i loro tratti distintivi e a che mercato sono destinati rispettivamente?Cavalier Caviar Club \u00e8 destinato alla GDO, mentre Calvisius caviar e Ars Italica sono dedicati alla ristorazione e alle gastronomie. Abbiamo scelto due brand distinti per rappresentare le produzioni di due siti diversi di allevamento: rispettivamente la produzione di Calvisano (BS) e quella di Cassolnovo (PV), nel cuore del Parco del Ticino. La filosofia produttiva \u00e8 la stessa e tutto il caviale \u00e8 lavorato a Calvisano, ma le caratteristiche termiche ed ambientali dei due siti sono leggermente diverse e offrono a specie diverse di storioni condizioni ideali. Per esempio Lo storione dell\u2019Adriatico (Acipenser naccarii) viene allevato proprio nella storica area di frega di questa specie. Sfruttando le caratteristiche dei nostri siti produttivi, alleviamo in tutto sette specie di storioni. L\u2019approccio produttivo che ho prima descritto caratterizza la qualit\u00e0 dei prodotti e, come per il vino, riteniamo opportuno distinguerne l\u2019origine geografica.Il caviale Made in Italy come si posiziona nel mercato globale?Ai vertici della qualit\u00e0 e della reputazione internazionale, quantitativamente in Europa siamo i primi esportatori e i secondi nel mondo, ma la Cina per molti settori sembra usare una scala produttiva a parte. In Italia oggi si producono circa 60 tonnellate di caviale, sulle circa 400 prodotte annualmente in tutto il mondo.Qual \u00e8 il futuro dell\u2019acquacoltura in Italia?L\u2019acquacoltura mondiale \u00e8 in crescita costante, ma in Italia abbiamo assistito ad una progressiva contrazione, per il comparto acqua dolce, e una crescita stentata del marino. Di fatto aumenta progressivamente la quota di prodotti ittici importati. Pesca e acquacoltura nazionali rappresentano circa il 15% del consumo di pesce, l\u201985% viene importato da paesi terzi, prevalentemente extra europei per i prodotti di pesca. Il nostro particolare comparto, quello dello storione, pur rappresentando una nicchia, registra una crescita costante e vi sono buoni segnali per il futuro, credo quindi che l\u2019Italia continuer\u00e0 ad essere tra i paesi di riferimento per questa produzione. Dispiace un po&#8217; registrare che questo andamento positivo riguarda la produzione del caviale, mentre la carne di storione registra le difficolt\u00e0 del comparto che dicevamo prima.A suo avviso ci sono delle azioni che governo e istituzioni dovrebbero mettere in atto per supportare al meglio il settore dell\u2019acquacoltura?L\u2019acquacoltura italiana sarebbe ancora per sua natura molto legata alla sperimentazione e all\u2019innovazione, ma c\u2019\u00e8 una tendenza a normarla spesso anche troppo rigidamente. Alla visione comunitaria, le istituzioni italiane tendono ad aggiungere maggiore rigidit\u00e0 e una straripante burocrazia. Sarebbero possibili nuovi approcci verso una maggiore sostenibilit\u00e0, ma interpretare la normativa \u00e8 difficilissimo. Solo per fare un esempio: nonostante la UE spinga verso un\u2019acquacoltura ancora pi\u00f9 sostenibile e promuova i sistemi IMTA (i sistemi multitrofici), applicare questi concetti alla produzione ittica, integrandola con l\u2019allevamento di insetti, dal punto di vista normativo appare ancora impossibile.L\u2019aspetto burocratico e delle restrizioni normative e concessorie sono da molto segnalate dagli operatori come importanti fattori di freno allo sviluppo del settore.Riguardo aspetti di mercato, infine, spesso ci si sente soli contro una concorrenza straniera che trova nel mercato italiano uno sbocco importante e libero, ma non cos\u00ec per i produttori italiani che non riscontrano reciprocit\u00e0 in questo senso. Un problema questo che riguarda tutto il settore agro-zootecnico italiano, e non pu\u00f2 che essere risolto che a livello istuzionale e politico. Dal canto nostro siamo sempre a disposizione delle istituzioni con A.P.I., l\u2019associazione di categoria che rappresenta anche gli storionicoltori italiani, per supportare tecnicamente gli attori politici impegnati su questi fronti."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Agroittica Lombarda, innovatori nel DNA","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/agroittica-lombarda-innovatori-nel-dna\/#breadcrumbitem"}]}]