[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/cera-una-volta-il-mare-nostrum\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/cera-una-volta-il-mare-nostrum\/","headline":"C\u2019era una volta il Mare Nostrum","name":"C\u2019era una volta il Mare Nostrum","description":"Come suddividere le risorse del Mare Mediterraneo, sia viventi \/ rinnovabili (organismi marini) sia non viventi \/ non rinnovabili (idrocarburi fossili), fra i diversi paesi rivieraschi? Ci fossero ancora gli antichi Romani, il precedente problema (noto come \u201cdell\u2019allocazione delle risorse\u201d) non sussisterebbe. 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Ci fossero ancora gli antichi Romani, il precedente problema (noto come \u201cdell\u2019allocazione delle risorse\u201d) non sussisterebbe. Con un lento processo iniziato alla fine delle guerre puniche e completato intorno al 30 ante era volgare, la Repubblica Romana raggiungeva il dominio totale sul Mediterraneo ed era, quindi, la sola autorit\u00e0 che decideva chi poteva navigare e pescare appunto nel Mare Nostrum (certo, a quei tempi, nessuno immaginava che un giorno sarebbe stato necessario discutere anche per i permessi per le piattaforme d\u2019estrazione offshore).Nella pi\u00f9 recente et\u00e0 contemporanea, il tema \u201ccome allocare le risorse\u201d appare di gran lunga pi\u00f9 complicato vista la crescente competizione dei vari paesi mediterranei per aumentare sempre pi\u00f9 i prelievi di pescato, gas e petrolio in uno spazio sempre pi\u00f9 angusto, dato l\u2019incremento delle flotte sia peschereccie sia commerciali.Limitandoci, per sinteticit\u00e0, ai pesci, crostacei e molluschi, la complessit\u00e0 di cui prima, se non risolta in modo non ambiguo, pu\u00f2 sfociare in \u201cguerre del pesce\u201d dove le tre parole non indicano una metafora, ma effettivi e concreti scontri in mare con sequestri di pescherecci, senza escludere qualche raffica di mitraglia.Che fare allora?Nel recente passato, diciamo dopo il secondo conflitto mondiale, si \u00e8 tentato un compromesso assegnando ai vari paesi il diritto esclusivo di sfruttamento delle risorse pescabili sulla fascia di mare prospiciente le linee di base disegnate sulle loro coste per 12 miglia nautiche (le cd acque territoriali). Il resto del Mediterraneo, le cd acque internazionali (pi\u00f9 poeticamente, l\u2019alto mare) veniva lasciato a \u201cliberi tutti\u201d o a \u201cpascolo abusivo\u201d (la definizione pi\u00f9 aulica \u00e8 Res nullius o anche Res communis omnium). Il compromesso ha garantito una certa pace sino a quando alcuni paesi hanno deciso che le 12 miglia erano troppo \u201cstrette\u201d per le loro esigenze e, di conseguenza, hanno allargato, unilateralmente, le loro acque territoriali; il caso pi\u00f9 eclatante \u00e8 stata la Libia che nel 2005 ha chiuso il Golfo di Sirte ponendo il suo limite a 70 miglia dalla costa.A questo punto, ci si dovrebbe chiedere \u201cSu che basi la Libia ha preso una simile decisione?\u201dCertamente, il tradizionale desiderio di espandere le proprie acque territoriali \u00e8 stato fortemente \u201criscaldato\u201d dalla celeberrima Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) il cui punto di svolta si pu\u00f2 fissare nel 1982 con le prime firme dei vari paesi a Montego Bay.L\u2019accordo ha introdotto il principio delle cd Zone Economiche Esclusive (ZEE) limitatamente allo sfruttamento delle risorse del mare viventi (o rinnovabili) e non viventi (o non rinnovabili). Per farla semplice, l\u2019accordo stabilisce che la fascia di mare su cui un paese pu\u00f2 esercitare un\u2019esclusivit\u00e0 per le risorse viene allargata a 200 miglia nautiche (370 km) dalla linea di base sulla costa.Ovviamente, le scelte unilaterali di alcuni paesi mediterranei (come la Libia) di allargarsi adottando le ZEE non sempre trovano d\u2019accordo i paesi frontalieri o frontisti pi\u00f9 lenti o distratti nel gestire i loro mari (come l\u2019Italia) e da qui si rinfiammano le diatribe diplomatiche e le guerre del pesce.Di conseguenza, sono certamente lodevoli le recenti iniziative legislative da parte di parlamentari italiani di introdurre le ZEE anche in Italia e magari pi\u00f9 in generale in tutto il Mediterraneo (l\u2019argomento \u00e8 trattato in molti siti web e, non ultimo, anche da Pesce in Rete).Ci sono per\u00f2 due piccoli problemi.Il primo \u00e8 come affrontare un limite geografico. Il secondo consiste nel capire se si tratta di una novit\u00e0 o di un qualcosa gi\u00e0 vista (un d\u00e9j\u00e0 vu). Per il limite geografico, basta guardare una cartina del Mare Mediterraneo per capire che un\u2019adozione generale del principio delle 200 miglia implicherebbe la disponibilit\u00e0 di un tratto di mare fra i due paesi largo pi\u00f9 di 400 miglia nautiche (740 km!) cosa non sempre possibile da rispettare in un mare certamente non comparabile con le vastit\u00e0 degli Oceani (Atlantico o Pacifico). In pi\u00f9, se ci sono isole di mezzo, la situazione si complica ulteriormente perch\u00e9 le 200 miglia varrebbero anche per le isole.Che fare allora per risolvere il limite geografico?Ecco il lampo di genio! Dati due paesi che si affacciano sullo stesso tratto di mare pi\u00f9 stretto di 400 miglia, la soluzione \u00e8 quella di tracciare una linea a met\u00e0 strada (mediana, di equidistanza o a \u201cmet\u00e0 acqua\u201d). Le risorse al di qua di questa \u201clinea di mezzeria\u201d spetterebbero al paese A, mentre quelle al di l\u00e0, toccheranno al paese B. Tutto risolto? Non proprio, perch\u00e9 rimane da affrontare il secondo problema di seguito esposto.Si tratta di una brillante quanto nuova soluzione dei conflitti e delle guerre del pesce?Certo che no! Si tratta di un d\u00e9j\u00e0 vu come dimostrano le Figure 1 e 2 dove si vede la linea di mezzeria nei vari mari Italiani, definiti in linea teorica per la penisola e la Sardegna, ma rispettata, almeno dai ricercatori dell\u2019Istituto CNR di Mazara, per quanto riguarda la separazione fra Sicilia e Nord Africa.Figura 1 \u2013 I tratti continui e tratteggiati indicano la definizione delle linee di base sulla costa e le corrispondenti linee di mezzeria per i mari italiani. Da Caffio (2007). La fonte originale \u00e8 nel sito NU, Oceans and law of the Sea: www.un.org.\/depts\/los\/index.htmFigura 2 \u2013 L\u2019area di studio definita nel 1985 dal CNR di Mazara per la realizzazione della prima campagna sperimentale di pesca a strascico. Il limite che guarda la Tunisia riflette la linea di mezzeria in Figura 1. Da notare la Zona di Pesca Esclusiva Maltese (l\u2019ellisse di ca 25 miglia intorno a Malta), dove i pescherecci stranieri (foranei) possono accedere solo se provvisti di permesso.Ma se c\u2019erano gi\u00e0 le linee di mezzeria della Figura 1 perch\u00e9 si ripropongono le ZEE?Almeno per la Sicilia, una delle risposte \u00e8 che all\u2019epoca della prima linea (1970 \u2013 1980), una gran parte delle flotte da pesca siciliane operava nelle cd acque interazionali del vasto tratto di mare definito come Stretto di Sicilia sensu lato. In succo, l\u2019attuazione della linea di mezzeria della Figura 2 avrebbe determinato il blocco delle attivit\u00e0 peschereccie italiane con conseguente crollo del pescato almeno in attesa di stipulare nuovi accordi bilaterali con Tunisia e Libia.Le ipotetiche ZEE dei mari Italiani caddero, quindi, nel dimenticatoio, ma rimasero, sempre pi\u00f9 cocenti, le guerre del pesce con gli altri paesi. Per la pesca siciliana, in particolare, i conflitti con i paesi Nord Africani peggiorarono specialmente dopo che anche la Tunisia decise di allargarsi a 25 miglia dalla costa e far valere la sua esclusivit\u00e0 anche sul famoso \u201cmammellone\u201d (che cade oltre le 12 miglia Tunisine), dopo l\u2019irrigidimento della Libia e l\u2019ulteriore allargamento unilaterale da parte dell\u2019Algeria.Come si suol dire, per\u00f2, ci\u00f2 che esce dalla porta rientra dalle finestre e cos\u00ec sembra essere stato anche per le ZEE mediterranee, ma stavolta gli enti decisionali hanno fatto ricorso al pi\u00f9 classico metodo machiavellico o bizantino per realizzare concretamente il principio di Montego Bay, almeno per le risorse pescabili.Per capirlo, basta rappresentare l\u2019attuale suddivisione geografica del Mediterraneo (Figura 3) adottata, a partire dal 2001, dall\u2019entit\u00e0 internazionale teoricamente preposta a garantire il razionale (adesso si dice sostenibile) quanto equo sfruttamento degli stock da pesca: la Commissione Generale della Pesca del Mar Mediterraneo (GFCM).Figura 3 \u2013 Le attuali entit\u00e0 geografiche minime di riferimento per la pesca marittima individuate in ambito GFCM. Fonte: http:\/\/www.fao.org\/gfcm\/data\/map-geographical-subareas\/en\/).Per farla semplice, ogni paese ha il compito (obbligatorio non opzionale almeno per i paesi della Unione Europea, UE) di analizzare lo stato della pesca e dei corrispondenti stock nelle entit\u00e0 assegnategli dal GFCM (denominate Geographical sub areas o GSA). Ogni paese deve poi presentare i risultati delle loro analisi ed i relativi piani di intervento per la conservazione delle risorse agli organi di vigilanza della UE.Nel caso specifico, all\u2019Italia spetta il monitoraggio della pesca in 7 GSA (9, 10, 11, 16, 17, 18 e 19). Da notare che le GSA 17 e 18 sono condivise con i paesi prospicienti (cfr. Figura 1). La GSA 16, di contro, \u00e8 di esclusivo dominio italiano, rappresentando per\u00f2 quasi 1\/3 dello Stretto di Sicilia sensu lato (dove i pescatori siciliani operavano tradizonalmente).A questo punto, immagino gi\u00e0 la domanda che i lettori di Pesce in rete, notoriamente curiosi ed attenti, potrebbero porre allo scrivente:\u201cE allora? Che ci azzeccano le GSA del GFCM con le ZEE?\u201dE qui che si \u00e8 manifestata la creativit\u00e0 bizantina degli organi decisionali della UE, del GFCM e dei governi nazionali (fra cui l\u2019Italia) che hanno aderito, volenti o nolenti, alle GSA.Dato che una gestione razionale delle risorse pescabili \u00e8 probabilmente inefficace se non si ha il controllo totale delle attivit\u00e0 da pesca, \u00e8 evidente che il corollario implicito delle GSA sarebbe dovuto essere il diritto esclusivo di sfruttamento, valutazione e gestione degli stock in una data GSA da parte del paese al quale la stessa GSA era stata assegnata.Ci\u00f2, ovviamente, non esclude la possibilit\u00e0 di aprire la GSA a flotte peschereccie di altri paesi mediterranei, ma solo tramite accordi (bilaterali o sotto l\u2019egida del GFCM) come accade attualmente, per esempio, con la Zona di Pesca Esclusiva Maltese.Invece, le regole sia del GFCM sia della UE ci dicono che il diritto di uso esclusivo degli stock nelle GSA si limita solo alla parte ricadente nelle acque territoriali di quel paese, rimanendo le acque cd internazionali \u201cpascolo abusivo\u201d o Res nullius.Come ci si poteva aspettare, il combinato disposto precedentemente descritto non solo non ha risolto le guerre del pesce, ma ha aumentato ambiguit\u00e0, conflitti ed iniquit\u00e0 nell\u2019allocazione delle risorse.Sempre limitandoci al caso Siciliano, gli stock della GSA 16 di pertinenza italiana, vengono pescati in esclusiva dai siciliani solo entro le 12 miglia, ma oltre questo limite, i fondali da pesca della GSA 16 diventano praterie aperte e pienamente accessibili ai pescherecci battenti altre bandiere, specialmente quelli provenienti dai paesi Nord Africani. Di contro, i pescherecci italiani possono operare solo nei residui spazi \u201cinternazionali\u201d delle 5 GSA assegnate a Algeria, Tunisia e Libia, mentre debbono chiedere un permesso per pescare all\u2019interno della Zona Esclusiva maltese.Dulcis in fundo, gli sforzi italiani per migliorare lo stato degli stock della GSA 16, riducendo le loro attivit\u00e0 da pesca e le loro flottiglie (a suon di centinaia di milioni di euro di denaro pubblico), sembrano essere vanificati dal contemporaneo incremento delle attivit\u00e0 da pesca da parte delle flotte dei paesi Nord Africani dato che solo i pescatori siciliani sono tenuti a rispettare i regolamenti stabiliti dalla UE, indipendentemente da dove gli stessi operino.A questo punto, immagino gi\u00e0 la nuova domanda che i lettori di Pesce in rete, notoriamente curiosi ed attenti, potrebbero porre allo scrivente:\u201cE allora? Ancora non si capisce cosa ci azzeccano le GSA con le EZZ?\u201dPer capirlo occorre andare a spulciare i primi documenti attuativi delle GSA prodotti dal GFCM.In uno di questi documenti si pu\u00f2 trovare la Figura 4 e, parafrasando un tipico gioco delle riviste di enigmistica, il lettore \u00e8 invitato a trovare le differenze rispetto all\u2019omologa Figura 3.Figura 4 \u2013 Una delle prime rappresentazioni della ripartizione del Mediterraneo da parte del GFCM. Si chiede al lettore di trovare le differenze con la Figura 3.Il lettore avr\u00e0 sicuramente notato (a parte la quadrettatura) come la denominazione originale delle sub aree non era GSA bens\u00ec Unit\u00e0 di Gestione (Management Unit, MU), termine che ha senso solo se un\u2019unica entit\u00e0 ha il controllo della MU.Ma perch\u00e9 il GFCM ha cambiata la denominazione da MU a GSA?Probabilmente, c\u2019\u00e8 stato un momento di panico quando si sono realizzate pienamente le implicazioni geo \u2013 politiche di una concreta e completa attuazione delle Unit\u00e0 di Gestione.In conclusione, almeno per le risorse pescabili, piaccia o non piaccia, le ZEE nel Mar Mediterraneo non costituiscono una \u201cdirompente novit\u00e0\u201d, come si legge in qualche sito web, dato che le stesse esistevano gi\u00e0 nel passato ed esistono ancora oggi, seppure in un formato leggermente diverso, certamente ambiguo e che non recepisce in pieno i principi di Montego Bay e queste ZEE sono le 27 GSA stabilite dal GFCM.Si spera che questa oggettiva verit\u00e0 sia tenuta in debito conto da chiunque proporr\u00e0 nuovi interventi legislativi sulle ZEE nel Mare Mediterraneo, come la recente proposta di legge presentata dai parlamentari Iolanda Di Stasio ed altri. Infatti, come si \u00e8 cercato di spiegare in questa nota, pi\u00f9 che Istituire le ZEE si dovrebbe fare chiarezza nella tematica \u201callocazione delle risorse rinnovabili e non rinnovabili\u201d, una tematica estremamente complicata, difficile da gestire e fortemente divisiva.Infine, un ultimo suggerimento: cerchiamo di evitare di introdurre altre entit\u00e0 geografiche (come le cd Zona di Protezione Ecologica o Zpe) in un contesto gi\u00e0 di per s\u00e9 complesso e confuso. La trasformazione delle Unit\u00e0 Gestionale \u2013 GSA in moderne ZEE dovrebbe implicare tutti gli aspetti gestionali inclusi quelli relativi a zone con ecosistemi marini che necessitino particolare protezione.Bibliografia essenzialeAndreoli M.G., Levi D. &amp; P.M. Angelo (1982) Premi\u00e8re \u00e9valuation des biomasses du poisson d\u00e9mersal dans le Canal de Sicilie, \u00e0 l\u2019aide des donn\u00e9es commerciales de chalutiers italiens. FAO Fish. rep., 266: 111-123.Anon. (2020) ZEE nei mari italiani. Opportunit\u00e0 reale per la nostra pesca? Pesce in rete, 30 novembre 2020: 2 pp.Caffio F. (2007) Glossario di Diritto del Mare. III Edizione. Supplemento alla Rivista Marittima, n 5, maggio 2007: 321 pp. Per un aggiornamento sul tema, sempre dello stesso autore, vedi https:\/\/www.startmag.it\/energia\/a-che-punto-e-la-zona-economica-esclusiva-italiana\/Fiorentino F., G. Norrito, S. Ragonese, M. Camilleri &amp; M.L. Bianchini (2002) An attempt to compare the status of the groundfish resources within the Maltese Exclusive Fishing Zone and the surrounding bottoms of the Strait of Sicily. In: Management Regime for Maltese 25-mile Conservation Zone, Ministry for Agriculture and Fisheries, Malta, 2nd May 2002.GFCM (2001) General Fisheries Commission for the Mediterranean, Scientific Advisory Committee. Working Group on Management Units. Alicante (Spain), 23-25 January 2001.Sergio Ragonese &#8211; Ricercatore senior presso l\u2019Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (IRBIM), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Sede Secondaria di Mazara, Via Luigi Vaccara, 61, 91026, Mazara del Vallo (TP), Italia. E-mail: ragonesesergio@gmail.com"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"C\u2019era una volta il Mare Nostrum","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/cera-una-volta-il-mare-nostrum\/#breadcrumbitem"}]}]