Come leggere l’etichetta dei prodotti ittici per capire provenienza e qualità del pesce – Il legame tra gli uomini ed il mondo marino risale a tempi antichi, quando il pesce e gli altri prodotti ittici rappresentavano una fonte primaria di sostentamento, soprattutto nelle comunità costiere che vivevano al mare o vicino le sponde dei fiumi e laghi. Negli ultimi decenni, grazie ai progressi nell’industria della pesca, dell’acquacoltura, ed alle moderne tecnologie di conservazione e distribuzione, i prodotti ittici sono sempre più presenti sulle nostre tavole.
In Italia, il consumo di pesce ha registrato una crescita costante, superando la media europea con 28 kg pro-capite all’anno. Il Ministero della Salute, riconoscendo i notevoli benefici nutrizionali, raccomanda di consumare pesce 2-3 volte alla settimana, come parte di una dieta varia e bilanciata.
I prodotti ittici sono una preziosa fonte di proteine ad alto valore biologico, contenendone circa il 15-20% che sono più facilmente digeribili rispetto a quelle della carne. Sono ricchi di sali minerali come fosforo, iodio e calcio, e forniscono anche importanti quantità di ferro, magnesio e zinco, soprattutto i molluschi bivalvi.
La percentuale di grassi nei prodotti ittici può variare considerevolmente, distinguendoli in tre categorie: magri, semimagri e grassi. Questa differenza si ripercuote sulle scelte dietetiche e sulle varie preparazioni in cucina, offrendo una vasta gamma di opzioni per ogni gusto e necessità nutrizionale.
Prodotti ittici magri: con un contenuto di grassi inferiore al 3%, come acciughe, merluzzi, sogliole, branzini, aragoste, polpi, vongole e cozze.
Prodotti ittici semimagri: con un contenuto di grassi compreso tra il 3% e l’8%, come dentici, orate, cefali, spade, triglie e sardine.
Prodotti ittici grassi: con un contenuto di grassi superiore all’8%, come sgombri, tonni e salmoni.
Una corretta lettura dell’etichetta è fondamentale per favorire un acquisto consapevole e sostenibile. Difatti l’etichetta fornisce una serie di informazioni cruciali sulla provenienza, sulla modalità di produzione, composizione del prodotto, informazioni nutrizionali, e consente ai consumatori di fare scelte informate che rispettino, la propria alimentazione, l’ambiente marino e le risorse ittiche.

Cosa è presente su un’etichetta?
Denominazione commerciale e nome scientifico: questa doppia denominazione è fondamentale per identificare con precisione il prodotto e prevenire frodi. Ad esempio: Merluzzo sudafricano (Merluccius capensis).
Metodo di produzione: indica se il prodotto è stato pescato o allevato. Si utilizza “Pescato” se proveniente dal mare, “Pescato in acque dolci” se proveniente da fiumi o laghi, e “Allevato” se da acquacoltura. Nel caso di prodotto pescato, è necessario specificare l’attrezzo utilizzato, come ad esempio “reti da traino“, “nasse e trappole“, “ami e palangari“, ecc.
Zona di cattura o di allevamento: specifica l’origine del pesce, fornendo informazioni sulla zona FAO o sul fiume/lago di provenienza. Per i pesci catturati in mare, si indica la zona FAO di cattura; per quelli provenienti da acqua dolce, si specifica il nome del fiume o lago; nel caso di pesce allevato, si indica il Paese di produzione.
Prodotto Decongelato: per i prodotti preimballati, l’indicazione decongelato deve figurare insieme alla denominazione commerciale. Questa indicazione non è necessaria se fanno parte degli ingredienti del prodotto finito, sono stati precedentemente congelati per motivi di sicurezza sanitaria, scongelati prima di subire affumicatura, salatura, essiccazione, marinatura.
Termine minimo di conservazione/data di scadenza: tutti i prodotti preimballati non altamente deperibili devono indicare il termine minimo di conservazione; quelli altamente deperibili devono riportare la data di scadenza. (La data di scadenza ha l’indicazione “da consumarsi entro …”, mentre il termine minimo di conservazione dall’indicazione “da consumarsi preferibilmente entro …”).
Nel caso dei molluschi bivalvi vivi, si sostituisce il termine minimo di conservazione con “Questi animali devono essere vivi al momento dell’acquisto“. Indicazioni degli allergeni: Per i prodotti preimballati, è obbligatorio indicare la presenza di allergeni nell’elenco degli ingredienti, usando un carattere chiaro e distintivo rispetto agli altri ingredienti. Anche per i prodotti non preimballati o confezionati nei punti vendita, è obbligatoria l’informazione sugli allergeni, stabilite a livello nazionale.
Riflettere su come le nostre scelte influenzano gli ecosistemi marini è fondamentale per garantire la sostenibilità delle risorse ittiche per le generazioni future. La consapevolezza del nostro impatto sull’ambiente marino ci deve spingere a compiere scelte alimentari responsabili, preservando la biodiversità e la salute dei nostri mari, imparare a leggere e etichette può aiutarci in tutto questo.
Come leggere l’etichetta dei prodotti ittici per capire provenienza e qualità del pesce












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