[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/controllo-e-lotta-alla-pesca-illegale-intervista-a-daniela-mainenti\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/controllo-e-lotta-alla-pesca-illegale-intervista-a-daniela-mainenti\/","headline":"Controllo e lotta alla pesca illegale. Intervista a Daniela Mainenti","name":"Controllo e lotta alla pesca illegale. Intervista a Daniela Mainenti","description":"Pesca colma di regole dal mare ai mercati poich\u00e9 il settore \u00e8 uno dei pi\u00f9 ricchi di leggi e regolamenti. La politica nazionale sulla pesca \u00e8 fortemente condizionata dalla competenza in materia da parte dell&#8217;Unione europea con la Politica comune della pesca (PCP) introdotta, per la prima volta, negli anni &#8217;70 e aggiornata pi\u00f9 volte. 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L&#8217;ultimo aggiornamento \u00e8 entrato in vigore il 1\u00ba gennaio 2014, per il nuovo periodo di programmazione finanziaria 2014-2020.Di controlli e pesca illegale, abbiamo parlato con Daniela Mainenti, docente di diritto processuale penale (Link Campus University) che meno di un mese fa \u00e8 stata ascoltata come esperta, per parlare del regolamento sul controllo e lotta alla pesca illegale dalla DGMARE a Bruxelles.Da dove parte il sistema del controllo?Il sistema del controllo UE sulle attivit\u00e0 di pesca nasce nei primi anni 80 con il regolamento CE n. 2057\/82, del 29 giugno 1982, con cui vennero istituite alcune misure di controllo sulle attivit\u00e0 esercitate dai pescherecci degli Stati membri.Seguirono numerosi interventi, susseguitisi nel tempo, che si sono integrati con il regolamento di base, ossia la riforma della PCP, (Politica Comune delle Pesca) sancita dal regolamento (UE) n. 1380\/2013 volta a promuovere un approccio sostenibile, ecosistemico e precauzionale alla gestione della pesca e a garantire la coerenza tra le sue dimensioni interna e esterna.Secondo la riforma della PCP e l\u2019adesione agli accordi internazionali, tra cui il piano d&#8217;azione internazionale della FAO per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IPOA- IUU), l\u2019UE dovrebbe essere in grado di sorvegliare la propria flotta ovunque essa operi e a prescindere dal quadro in cui si svolgono le sue attivit\u00e0.A distanza di anni quale lo scenario?Per affrontare adeguatamente gli obiettivi della nuova PCP e assicurare la coerenza con il regolamento sul controllo si rende per\u00f2 necessario rivedere decisamente il regolamento vigente. Purtroppo i regolamenti non sono stati attuati in modo coerente, visto i differenti approcci tra gli Stati Membri.Infatti i diversi modi di applicazione della normativa Eurounitaria in materia di sanzioni, all\u2019 interno di ciascuno Stato, hanno causato un forte pregiudizio per l\u2019uniformit\u00e0 delle condizioni operative nel mercato interno EU, fornendo, semmai, un incoraggiamento ad attuare abusi della stessa negli Stati membri che non prevedono sanzioni penali per tali reati e, in alcuni casi, paradossalmente, anche un pericoloso incentivo alla violazione della norma.Se da un lato, quindi, il legislatore comunitario ha previsto che ciascuno Stato Membro debba recepire la normativa, implementandola all\u2019interno del proprio ordinamento, dall\u2019altro non vi e\u0300 stata una risposta unanime e completa da parte degli Stati stessi. La mancanza di uniformit\u00e0 nella lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, si e\u0300, pertanto, tradotta nel fallimento della politica di armonizzazione sul settore.Quale \u00e8 la valutazione dell\u2019impatto delle scelte del legislatore nazionale e della conseguente azione amministrativa?In Italia , per tali ragioni, sebbene fortemente contrastata in sede di elaborazione, e approvata senza tener conto dei rilievi critici, la riforma europea del sistema di controllo delle attivit\u00e0 di pesca continua a rappresentare uno dei principali motivi di malessere per gli operatori del comparto, a causa della estrema complessit\u00e0 degli adempimenti e della sua sostanziale difficolta\u0300 applicativa nella specifica realt\u00e0 della pesca italiana, che rischia di aggravare gli effetti della gi\u00e0 pesantissima crisi produttiva, economica ed ambientale che investe la filiera ittica del nostro Paese.Di conseguenza si sono posti serissimi problemi sia in termini di adeguatezza e di proporzionalit\u00e0 che di rispetto del principio di uguaglianza tra i cittadini.Quale il livello della performance normativa in termini di efficacia ed efficienza?Lo scenario attuale \u00e8 \u00a0sconfortante e mostra con chiarezza la necessita\u0300 di un approccio diverso, basato sui principi della semplificazione, adeguamento del processo decisionale al trattato di Lisbona, rafforzamento dell\u2019approccio a lungo termine in materia di conservazione e gestione delle risorse (inclusa la ricerca di una soluzione al problema dei rigetti), regionalizzazione, pi\u00f9\u0300 ampio coinvolgimento delle parti interessate e maggiore responsabilizzazione del settore (ossia promozione di una cultura del rispetto delle norme).Allo stesso tempo\u00a0 \u00e8 necessario ed improcrastinabile individuare e proporre adeguati rimedi in ambito nazionale, quanto tentare di invertire una pericolosa e inaccettabile tendenza negativa che in pochi anni ha portato il livello delle catture della flotta italiana da 288 mila a 190mila tonnellate, con una perdita annuale media di 50 milioni di euro &#8211; pari, quindi, a circa 500 milioni di euro di perdite per il settore in dieci anni -, fattore che ha certamente contribuito a determinare una costante contrazione della consistenza della flotta, pari ad oltre il 20% in tutte le sue componenti.Dati drammaticamente indicativi del corrispondente incremento del prodotto estero importato destinato al consumo nazionale a danno della pesca artigianale e della perdita del diritto per una alimentazione sostenibile e all\u2019accesso alla materia prima locale.Di conseguenza l\u2019attenzione crescente a livello globale sui fenomeni criminali internazionali aventi ad oggetto l\u2019ambiente e le sue risorse. Sono proprio queste ultime, spesso trasformate in risorse economiche e, purtroppo, infelicemente regolamentate, che, divenute obiettivo di soggetti e soprattutto d\u2019 interessi criminali. finiscono col depauperare l\u2019ambiente naturale. Questo processo \u00e8 stato sottoposto, nel corso degli ultimi decenni, all\u2019azione fagocitante \u2013 sia di importanti multinazionali che \u2013 di organizzazioni criminali.La pesca illegale, dunque, da attivit\u00e0 marginale per pochi soggetti rischia di diventare attivit\u00e0 prevalente e foriera di interessi economici cospicui.Quali i pericoli principali della pesca illegale?Si tratta di un\u2019attivit\u00e0 che viola le regole del mercato, determina gravi violazioni della libera concorrenza, pericoli per la salute dei consumatori e per gli equilibri ecologici marini internazionali. In alcuni casi, questa attivit\u00e0, soprattutto nell\u2019area del Mediterraneo, e in particolare in Italia, pu\u00f2 essere associata ad attivit\u00e0 tipicamente criminali che finiscono col rafforzare il potere economico dei clan mafiosi, arrivando ad estendersi lungo l\u2019intera filiera ittica e comprendendo, ad esempio, le attivit\u00e0 di commercializzazione del pesce, i mercati ittici e della nutrizione umana ed animale.Tali attivit\u00e0 criminali operano nelle acque costiere, come in alto mare, nel Mediterraneo come negli oceani e nei grandi fiumi e contribuiscono ad impoverire le riserve ittiche e a compromettere le misure per la tutela e il recupero delle risorse ecologiche, aggredendo spesso anche le aree protette e le cosiddette nursery. Sono pratiche che non rispettano le norme di sicurezza e igiene previste dalla relativa normativa nazionale che portano sui nostri piatti un prodotto dannoso e insalubre.Spesso, infatti, societ\u00e0 collegate con organizzazioni criminali operano sotto forma di societ\u00e0 di export nei paesi frontalieri mediterranei controllando il flusso del prodotto di contrabbando proveniente dall\u2019Africa e dai bacini oceanici.Quali le dimensioni del fenomeno?\u00a0Per comprendere la globalit\u00e0 del problema, bisogna considerare il forte peso degli scambi internazionali di prodotto ittico. Considerando solo l\u2019Italia, secondo i dati ISTAT, nel 2016 l\u2019import ha superato 1 milione e mezzo di tonnellate di prodotto, con una crescita del 3% sul 2015, corrispondente a quasi 7 miliardi di euro. A livello europeo, invece, sono quasi 7 milioni le tonnellate importate nel solo 2015. Ci\u00f2 determina importanti danni alla nostra economia, al patrimonio ittico e, pi\u00f9 in generale, all\u2019ambiente marino.Il numero pi\u00f9 alto di infrazioni penali \u00e8 stato riscontrato proprio tra i prodotti ittici: pesci, crostacei, novellame, molluschi e datteri i prodotti nel mirino della criminalit\u00e0 del commercio ittico.\u00a0Quali i consigli?Mai comprare pesce da ambulanti per strada o in pseudo mercati ittici a cielo aperto senza indicazioni chiare nelle etichette. Cos\u00ec come \u00e8 opportuno verificare la zona FAO nelle etichette in pescheria e preferire il pesce delle aree 37.1 e 37.2 che corrispondono al nostro Mediterraneo. Chiedere informazioni sul tipo di attrezzo usato e il metodo di congelamento dei gamberi e gamberoni sarebbe poi il massimo.E i rimedi?Trattandosi\u00a0 di una necessit\u00e0 legata ai molti tentativi di sfruttamento della risorsa ittica, mediterranea e non solo, da parte di pescherecci in alcuni casi legati, in modo diretto e indiretto, alla criminalit\u00e0 organizzata, non servono molte norme penalizzanti per l\u2019attivit\u00e0 peschiera in generale basterebbe ipotizzare la configurazione a pieno titolo\u00a0 della pesca illegale come reato ambientale per il quale, data la seriet\u00e0 dei rimedi previsti e delle possibilit\u00e0 di indagine, soprattutto nei segmenti della commercializzazione per l\u2019industria di trasformazione, della commercializzazione al dettaglio e di quella verso la ristorazione, gli strumenti di contrasto sarebbero di gran lunga pi\u00f9 efficaci e, di sicuro, maggiormente dissuasivi."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Controllo e lotta alla pesca illegale. 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