Costas Kadis sarà in Sicilia il 10 e 11 settembre 2026 per due appuntamenti dedicati alla pesca e alle comunità costiere. Il commissario europeo per la Pesca e gli Oceani parteciperà a Tesori dal Blu, a Mazara del Vallo, e il giorno successivo interverrà a Villa Filippina, a Palermo. Al centro del confronto ci saranno la strategia europea per le aree costiere, la pesca, l’acquacoltura e il governo dello spazio marittimo.
La rilevanza della visita sta nel momento in cui avviene. La Commissione ha già adottato la strategia per le comunità costiere e prepara entro la fine del 2026 l’European Ocean Act, destinato a intervenire anche sulla pianificazione marittima. La valutazione della Politica comune della pesca alimenterà inoltre la Visione europea per pesca e acquacoltura al 2040. Kadis arriva quindi con competenze dirette su dossier centrali per la Sicilia: accesso alle aree di pesca, concorrenza dei Paesi terzi, rinnovo della flotta e investimenti.
Due appuntamenti, lo stesso confronto con Bruxelles
Il 10 settembre Kadis sarà a Mazara del Vallo nell’ambito di Tesori dal Blu, la manifestazione in programma dal 9 all’11 settembre e realizzata in collaborazione dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e dal Comune. La partecipazione del commissario è stata annunciata dall’amministrazione comunale.
L’11 settembre il confronto si sposterà a Palermo. A Villa Filippina, nell’ambito di MADRÈA – La cooperazione in festa, Kadis parteciperà all’incontro “Nuova strategia per le aree costiere: blue economy, pesca, acquacoltura e governo dello spazio marittimo”, promosso dall’eurodeputato del PD Giuseppe Lupo, componente del gruppo S&D, e ospitato da Legacoop Sicilia.
Quella che arriva al confronto di Palermo non è, però, una strategia ancora da scrivere. Il documento è stato adottato dalla Commissione il 10 giugno. Il terreno aperto è quello dell’attuazione: come coinvolgere realmente le comunità nelle decisioni, attraverso quali strumenti sostenere le imprese e quale peso assegnare alla pesca quando più attività competono per gli stessi spazi marini.
Lupo e i dossier aperti della pesca siciliana
L’iniziativa di Lupo si inserisce in un confronto già avviato con Kadis. Nell’estate del 2025 l’eurodeputato aveva sollevato presso il commissario il problema della reciprocità nell’applicazione delle regole nel Mediterraneo, con particolare riferimento al fermo del gambero rosso e alla concorrenza esercitata dalle flotte dei Paesi terzi.
Per la pesca siciliana sostenibilità e competitività non possono infatti procedere su binari separati. Alle imbarcazioni europee vengono richieste riduzioni dello sforzo, fermi e investimenti per la transizione, mentre una parte della produzione importata proviene da sistemi sottoposti a condizioni operative differenti. È uno dei punti sui quali il confronto con Kadis può produrre indicazioni politiche più precise.
Il commissario ha inoltre la responsabilità di preparare la Visione per pesca e acquacoltura al 2040. La stessa Commissione ha riconosciuto che la ripresa degli stock resta troppo lenta e che i risultati economici ottenuti dal settore sono ancora insufficienti, anche a causa dei cambiamenti climatici, dei prezzi dell’energia e delle tensioni geopolitiche. Il futuro quadro europeo dovrà quindi tenere insieme tutela delle risorse, redditività delle imprese e sicurezza alimentare.
La strategia è adottata, ora inizia la fase attuativa
Il quadro di partenza è quello definito dalla strategia europea per le isole e le comunità costiere, che riconosce pesca e acquacoltura, insieme alle rispettive filiere, come struttura portante di molte economie costiere. Prosperità, resilienza e qualità della vita sono i tre obiettivi indicati da Bruxelles, con azioni dedicate alla bioeconomia blu, all’adattamento climatico, alla cogestione delle aree protette e alla partecipazione dei territori alla pianificazione marittima.
La strategia non istituisce un fondo autonomo. Collega strumenti diversi, tra i quali FEAMPA, fondi di coesione, BlueInvest, Banca europea per gli investimenti e futura programmazione finanziaria 2028-2034. Per le imprese, quindi, la differenza non sarà prodotta dall’enunciazione degli obiettivi, ma dalle risorse effettivamente disponibili, dalle condizioni di accesso e dalla capacità delle amministrazioni di trasformare gli indirizzi europei in misure utilizzabili.
Lo spazio marittimo è il vero banco di prova
Il punto più concreto dell’incontro sarà il governo dello spazio marittimo. Pesca, acquacoltura, aree marine protette, produzione energetica offshore, trasporto, turismo e difesa utilizzano porzioni dello stesso mare. Senza valutazioni cumulative e un coinvolgimento preventivo delle comunità, la crescita di alcune attività può tradursi nella progressiva esclusione delle flotte da aree tradizionalmente utilizzate.
Il Parlamento europeo, nella risoluzione del 20 maggio 2026 sull’impatto della pianificazione marittima sulla pesca, ha rilevato che l’attuale quadro non ha prodotto benefici soddisfacenti per pesca e acquacoltura e che nel Mediterraneo l’attuazione è meno avanzata rispetto ad altri bacini. Ha chiesto di prevenire la marginalizzazione della pesca, valutare gli effetti sociali e territoriali delle scelte e prevedere misure compensative quando altri usi del mare sottraggono spazi alle attività ittiche.
L’Italia ha approvato i propri piani di gestione dello spazio marittimo nel settembre 2024. La proposta di European Ocean Act, attesa entro la fine del 2026, punta ora a modernizzare la direttiva europea e a rafforzare la partecipazione delle comunità costiere. Per la Sicilia significa entrare nel merito di chi decide la distribuzione degli spazi, con quali dati e con quali garanzie per le imprese che operano in mare.
È su questo terreno che si misurerà il valore della presenza di Kadis. I passaggi del 10 e 11 settembre saranno rilevanti se consentiranno di ottenere indicazioni su tre questioni precise: il posto della pesca nella pianificazione marittima, l’accesso effettivo agli investimenti e la reciprocità delle regole con le flotte dei Paesi terzi. Sono questi, più del calendario degli appuntamenti, i dossier che collegano la visita del commissario al futuro della pesca siciliana.













