[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/crisi-pesca-alto-adriatico-tavolo-mestre\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/crisi-pesca-alto-adriatico-tavolo-mestre\/","headline":"Pesca Alto Adriatico, il Tavolo interistituzionale prova a dare risposte a una crisi senza precedenti","name":"Pesca Alto Adriatico, il Tavolo interistituzionale prova a dare risposte a una crisi senza precedenti","description":"\u201cQuella che sta attraversando la pesca dell\u2019Alto Adriatico \u00e8 una crisi senza precedenti per estensione e profondit\u00e0, che colpisce contemporaneamente ambiente, economia e lavoro. 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Il nostro obiettivo da oggi \u00e8 riunire con frequenza tutti i soggetti coinvolti per individuare risposte concrete, immediate e fruibili: lo faremo attraverso il Tavolo Interistituzionale sulla Pesca, che a breve sar\u00e0 deliberato dalla Giunta regionale proprio per dargli valenza ufficiale. A chi ne far\u00e0 parte (rappresentanti e dirigenti regionali, categorie, parlamentari) chieder\u00f2 concretezza: fondi, emendamenti, strategie per sostenere un settore che versa in una situazione senza precedenti e che ha bisogno di risorse straordinarie\u201d.L\u2019assessore della Regione del Veneto alla Pesca Dario Bond ha riunito stamattina a Mestre eurodeputati, parlamentari, consiglieri regionali, categorie del settore pesca. Hanno partecipato assieme all\u2019assessore Bond il Direttore della Direzione del Presidente Marco Mazzoni, il dirigente regionale della Pesca Giuseppe Cherubini, il commissario straordinario al granchio blu Enrico Caterino, gli assessori regionali Stefano Zannier del Friuli Venezia Giulia, Luis Walcher della Provincia di Bolzano, Alessio Mammi dell\u2019Emilia Romagna; gli europarlamentari Paolo Borchia, Flavio Tosi, Sergio Berlato, Anna Maria Cisint; i parlamentari Luca De Carlo, Mara Bizzotto, Laura Cavandoli, Maria Cristina Carretta, Nadia Romeo; i consiglieri regionali Eleonora Mosco, Cristiano Corazzari, Claudia Barbera, Rosanna Conte, Alberto Bozza, Fabio Benetti, Jonatan Montanariello, Alessio Morosin; Marilena Fusco di Cia, Alessandro Faccioli di Coldiretti, Antonio Gottardo di Legacoop, Paolo Tiozzo di Confcooperative.La crisi attuale del comparto si articola in due linee distinte ma tra loro strettamente intrecciate. Da un lato, a partire dalla fine del 2023, si \u00e8 registrato un calo significativo e persistente del numero di imprese della pesca professionale e dell\u2019acquacoltura, conseguenza diretta di eventi eccezionali come l\u2019invasione del granchio blu e le anomalie climatiche.Dall\u2019altro lato \u2013 ed \u00e8 il tema centrale del tavolo di stamattina \u2013 si \u00e8 sviluppata una crisi ambientale di straordinaria gravit\u00e0 legata alla prolungata presenza di mucillagini e alle elevate temperature marine registrate nell\u2019estate 2024.\u201cGi\u00e0 nei mesi scorsi avevamo evidenziato come il comparto fosse sottoposto a pressioni eccezionali \u2013 ricorda Bond \u2013 ma oggi siamo di fronte a un punto di rottura che impone interventi strutturali oltre che emergenziali. La questione dell\u2019Alto Adriatico \u00e8 particolarmente grave, soprattutto dal 2024: le vongole sono completamente scomparse e la situazione \u00e8 comune a Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Oggi abbiamo 163 barche ferme e un indotto di circa mille persone coinvolte da questa crisi. Nell\u2019odierna riunione abbiamo voluto dimostrare che il problema \u00e8 s\u00ec produttivo, ma anche ambientale, ed \u00e8 legato a dinamiche del sistema nel suo complesso\u201d.Il fenomeno delle mucillagini &#8211; noto da tempo nell\u2019Adriatico settentrionale &#8211; ha assunto nell\u2019estate 2024 caratteristiche eccezionali per intensit\u00e0 e durata. Dopo un giugno particolarmente piovoso (+34% rispetto alla norma), i mesi di luglio e agosto sono stati tra i pi\u00f9 caldi degli ultimi trent\u2019anni, con temperature medie superiori anche di +1,8\u00b0 rispetto alla norma e picchi record nelle minime notturne, condizioni ideali per un\u2019esplosione del fenomeno mucillaginoso.Le conseguenze per il comparto sono state immediate e devastanti. Le mucillagini hanno progressivamente ostruito gli strumenti di pesca, rendendo pressoch\u00e9 inutilizzabili gli attrezzi di cattura. Ma gli effetti pi\u00f9 gravi si sono manifestati sul fondo marino. Con il deposito delle masse gelatinose e il perdurare delle alte temperature, si sono verificati fenomeni di anossia \u2013 ovvero carenza di ossigeno \u2013 che hanno soffocato gli organismi bentonici, in particolare i molluschi bivalvi. \u201cNon si \u00e8 trattato solo di un problema operativo per i pescatori \u2013 evidenzia l\u2019assessore \u2013 ma di un collasso dell\u2019ecosistema marino in intere aree di pesca\u201d.I dati sono drammatici: in numerosi areali della costa veneta si \u00e8 registrata una moria tra il 90% e il 100% delle popolazioni di molluschi bivalvi, in particolare della vongola di mare e dei fasolari. La situazione ha portato, nell\u2019ottobre 2024, all\u2019adozione di ordinanze da parte delle Capitanerie di Porto di Venezia e Chioggia che hanno vietato \u201cfino a revoca\u201d la pesca con draga idraulica, determinando la sospensione totale delle attivit\u00e0.Le conseguenze economiche sono state pesantissime: 102 imprese dedite alla pesca della vongola di mare risultano da un anno e mezzo completamente ferme, con produzioni azzerate e totale assenza di reddito. Nel corso del 2025, di fatto, la produzione di vongole e bivalvi nei compartimenti marittimi del Veneto \u00e8 stata pari a zero.La gravit\u00e0 della situazione \u00e8 stata riconosciuta anche a livello nazionale: con decreto del 12 marzo 2025 il Ministero dell\u2019Agricoltura ha dichiarato l\u2019eccezionalit\u00e0 dell\u2019evento, qualificandolo come calamit\u00e0 naturale. La Regione ha quindi attivato le procedure per consentire alle imprese di accedere al Fondo di solidariet\u00e0 nazionale della pesca e dell\u2019acquacoltura. \u201cIl riconoscimento della calamit\u00e0 \u00e8 un passaggio fondamentale \u2013 spiega Bond \u2013 ma ora servono risorse adeguate e tempi rapidi per sostenere le imprese. Il Tavolo di oggi serve proprio a questo: individuare risorse per i nostri operatori andando oltre l\u2019emergenza\u201d.Nel corso dell\u2019incontro, l\u2019assessore ha inoltre posto con forza il tema del coinvolgimento europeo: \u201cAbbiamo chiesto una collaborazione a livello UE e parlamentare. Altre risorse possono arrivare dal Regolamento (UE) 2024\/1991, noto come Nature Restoration Law ed entrato in vigore il 18 agosto 2024, che impone obiettivi giuridicamente vincolanti per il ripristino degli ecosistemi degradati su terra e mare. Nel contempo dobbiamo creare una diversificazione produttiva a livello di acquacoltura: ci sono progetti UE che hanno accesso diretto a risorse, anche per sperimentazioni innovative, che dobbiamo intercettare. Sappiamo che l\u2019Ue sta riducendo le risorse per la pesca fino al 60% e che i fondi Feampa andranno progressivamente a ridursi gi\u00e0 dal 2028, a favore dei fondi di coesione a disposizione dei singoli Stati. Proprio per questo \u00e8 fondamentale muoversi ora, con una strategia chiara e condivisa\u201d.Il Tavolo interistituzionale di oggi rappresenta quindi un momento chiave per definire le prossime azioni: \u201cDobbiamo affrontare l\u2019emergenza ma anche costruire una strategia di medio-lungo periodo \u2013 conclude Bond \u2013. Il cambiamento climatico e le nuove criticit\u00e0 ambientali impongono un ripensamento complessivo del settore. La pesca \u00e8 parte della nostra identit\u00e0 e della nostra economia: difenderla \u00e8 una priorit\u00e0 assoluta\u201d."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Pesca Alto Adriatico, il Tavolo interistituzionale prova a dare risposte a una crisi senza precedenti","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/crisi-pesca-alto-adriatico-tavolo-mestre\/#breadcrumbitem"}]}]