[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/crisi-stretto-hormuz-allarme-fao-sicurezza-alimentare\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/crisi-stretto-hormuz-allarme-fao-sicurezza-alimentare\/","headline":"Crisi dello Stretto di Hormuz: l&#8217;allarme FAO sui sistemi agroalimentari globali","name":"Crisi dello Stretto di Hormuz: l&#8217;allarme FAO sui sistemi agroalimentari globali","description":"Continua a pesare sul settore ittico, come sull&#8217;intera filiera agroalimentare, la pressione generata dalla crisi nello Stretto di Hormuz e dal rincaro di energia e materie prime che ne \u00e8 derivato. 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Una pressione che la FAO ha scelto di affrontare in modo diretto: ieri, alla 180\u00aa sessione del Consiglio dell&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Alimentazione e l&#8217;Agricoltura, il Direttore Generale Qu Dongyu ha dedicato il proprio intervento alle ricadute della crisi del Golfo sui sistemi agroalimentari mondiali, lanciando un appello a una risposta politica coordinata.&#8220;Pace e stabilit\u00e0 sono prerequisiti per la sicurezza alimentare, e il diritto al cibo \u00e8 un diritto umano fondamentale&#8221;: con queste parole il Direttore Generale ha aperto i lavori, sottolineando come la chiusura delle principali rotte marittime stia generando interruzioni significative nell&#8217;approvvigionamento globale di energia, fertilizzanti e input agricoli.Un corridoio strategico paralizzatoLo Stretto di Hormuz \u00e8, in condizioni ordinarie, un crocevia essenziale del commercio mondiale. Vi transitano circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a un quarto del greggio scambiato via mare, oltre a volumi consistenti di gas naturale liquefatto e fertilizzanti. A seguito della crisi il traffico delle petroliere \u00e8 crollato di oltre il 90%, di fatto paralizzando il corridoio.Gli effetti sui mercati sono gi\u00e0 misurabili. I prezzi dell&#8217;urea granulare di provenienza mediorientale sono saliti di quasi il 20% in una sola settimana. A met\u00e0 aprile l&#8217;urea risultava aumentata del 52% negli Stati Uniti e del 60% in Brasile. Tra 1,5 e 3 milioni di tonnellate di fertilizzanti al mese sono rimaste bloccate, con conseguenze potenzialmente pesanti sulla produttivit\u00e0 agricola.&#8220;Il calendario delle colture \u00e8 fondamentale per comprendere l&#8217;urgenza della crisi dei fertilizzanti&#8221;, ha sottolineato Qu. &#8220;Le applicazioni devono essere perfettamente allineate con i periodi di semina, che non possono essere riprogrammati senza perdite permanenti di raccolto&#8221;.Quattro canali di impattoIl Direttore Generale ha individuato quattro vie attraverso cui il conflitto sta colpendo i sistemi agroalimentari. La prima \u00e8 l&#8217;interruzione delle importazioni alimentari: i Paesi del Golfo dipendono dall&#8217;estero per il 70-90% del proprio approvvigionamento di base. La seconda \u00e8 il rincaro energetico, che si traduce in maggior costo della vita e prezzi al consumo pi\u00f9 alti. La terza \u00e8 la compressione dei margini agricoli, schiacciati dall&#8217;aumento simultaneo di energia e fertilizzanti, con possibili ricadute sui raccolti futuri. La quarta \u00e8 la riduzione dei flussi di rimesse verso le famiglie di Asia meridionale, Sud-Est asiatico e Africa, conseguenza delle pressioni economiche sulle economie del Golfo.Particolarmente esposti i Paesi fortemente dipendenti dalle importazioni. Il Bangladesh, che riceve dal Golfo il 53% dei propri fertilizzanti, presenta un profilo di rischio elevatissimo, mentre l&#8217;Iran subisce una pressione enorme sulle importazioni di grano e mais. L&#8217;analisi FAO segnala inoltre che gli shock sovrapposti potrebbero spingere al rialzo l&#8217;inflazione alimentare e aggravare la fame: in Libano circa 874.000 persone si trovano in grave insicurezza alimentare, mentre in Yemen oltre 17 milioni convivono con livelli elevati di insicurezza.Le linee d&#8217;azione della FAOPer i prossimi 90 giorni le misure indicate dal Direttore Generale comprendono lo sviluppo di rotte commerciali alternative, il rafforzamento del monitoraggio dei mercati, la rinuncia a restrizioni sull&#8217;export di energia e fertilizzanti e il sostegno finanziario agli agricoltori. Sul medio periodo l&#8217;attenzione si sposta sulla diversificazione delle fonti di importazione e sull&#8217;aiuto ai Paesi pi\u00f9 vulnerabili tramite sostegno alimentare d&#8217;emergenza. Sul lungo, le priorit\u00e0 sono agricoltura sostenibile e investimenti nelle energie rinnovabili.Sul piano operativo la FAO ha gi\u00e0 attivato quattro linee di lavoro: un monitoraggio in tempo reale dei movimenti navali e dei noli, un coordinamento con i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo per prevenire acquisti precauzionali simultanei, un&#8217;analisi di corridoi alternativi per le merci deperibili e un programma di accesso prioritario ai fertilizzanti destinato ai Paesi a basso reddito e privi di sbocco al mare.&#8220;Abbiamo le competenze tecniche, ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno ora sono le risorse per agire, in linea con il nostro mandato, prima che questa chiusura abbia un impatto catastrofico sui nostri sistemi agroalimentari e sulla sicurezza alimentare globale&#8221;, ha concluso Qu, aggiungendo un richiamo destinato a restare: &#8220;La storia giudica le organizzazioni non dalle crisi che hanno previsto, ma dalle sofferenze che hanno evitato&#8221;."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Crisi dello Stretto di Hormuz: l&#8217;allarme FAO sui sistemi agroalimentari globali","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/crisi-stretto-hormuz-allarme-fao-sicurezza-alimentare\/#breadcrumbitem"}]}]