[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/economia-circolare-nel-largo-consumo-in-italia\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/economia-circolare-nel-largo-consumo-in-italia\/","headline":"Economia circolare nel largo consumo in Italia","name":"Economia circolare nel largo consumo in Italia","description":"Economia circolare nel largo consumo in Italia &#8211; Molto si sta gi\u00e0 facendo, molto si pu\u00f2 migliorare. 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Soprattutto se verranno scardinate le barriere di sistema che frenano la crescita di questo percorso virtuoso, favorevole non solo per le imprese ma anche per l\u2019intera societ\u00e0. \u00c8 questa, in estrema sintesi, la conclusione della nuova ricerca \u201cStato dell\u2019arte dell\u2019economia circolare nel largo consumo italiano\u201d, condotta da GS1 Italy, in ambito ECR e in collaborazione con l\u2019Istituto di Management della Scuola Superiore Sant\u2019Anna di Pisa.Partendo da Circol-UP \u2013 lo strumento di GS1 Italy che consente alle aziende di misurare e identificare le opportunit\u00e0\u0300 per massimizzare la circolarit\u00e0\u0300 dei processi produttivi, della filiera e dei prodotti \u2013 lo studio ha analizzato il livello di circolarit\u00e0 e le performance di 23 imprese italiane appartenenti a tre settori del largo consumo: alimentari e bevande, cura casa e cura persona, retail. Ne \u00e8 emerso un quadro proattivo e con un impegno strutturato verso una transizione in favore della circolarit\u00e0. Ma con margini di miglioramento.Il campione di 23 aziende ha infatti evidenziato un livello medio di circolarit\u00e0 del 53%. Il settore pi\u00f9 virtuoso \u00e8 quello di alimentari e bevande con il 61% di media, seguito dal cura casa e cura persona con il 48% e dal retail con il 45%.\u00abAbbiamo riscontrato un buon livello medio di circolarit\u00e0 e abbiamo rilevato numerose buone pratiche, di natura materiale e immateriale, messe in atto in ciascuna fase della value chain\u00bb spiega Silvia Scalia, ECR Italia e training director di GS1 Italy. \u00abQuesto dimostra, da un lato, che le imprese dispongono di un set composito di approcci e di metodi per ottimizzare i loro percorsi verso la circolarit\u00e0 e, dall\u2019altro, che li hanno gi\u00e0 integrati all\u2019interno delle proprie organizzazioni per definire strategie e compiere azioni coerenti\u00bb.Nel report \u201cStato dell\u2019arte dell\u2019economia circolare nel largo consumo italiano\u201d vengono analizzati in maniera aggregata i risultati delle 23 aziende partecipanti, ripercorrendo l\u2019applicazione di buone pratiche di circolarit\u00e0 lungo le sei fasi del ciclo di vita dei prodotti analizzate (approvvigionamento, design, produzione, distribuzione, utilizzo, gestione del fine vita e dei rifiuti) e approfondendo alcuni casi virtuosi nei tre settori raccontati in 12 schede dedicate.Nel mondo di alimentari e bevande la fase di design \u00e8 affidata alle case history sul packaging riutilizzabile di Nutella e sul design circolare degli imballaggi di Parmalat, quella di produzione ai casi dell\u2019efficientamento idrico dei processi di Auricchio e del programma Manufacturing Integrated Lean 6 Sigma di Mondelez, la fase distributiva alla logistica automatizzata di Bauli e quella di consumo alla app \u201cDove lo butto\u201d di Gruppo Nestl\u00e9 in Italia. Nell\u2019universo del cura casa e cura persona vengono presentati i packaging circolari di Sutter Industries e le attivit\u00e0 di comunicazione e sensibilizzazione del consumatore attuate da Procter &amp; Gamble Italia. Nel retail le case history riguardano invece il trasporto \u201cfranco fabbrica\u201d di Conad Logistics e il percorso di eco-valutazione dei fornitori delle private label di D.IT per la fase di approvvigionamento in ottica di circolarit\u00e0, i nuovi canali di comunicazione della sostenibilit\u00e0 adottati da Bennet per la fase di consumo, e l\u2019economia circolare nella gestione dei rifiuti di imballaggio applicata da Esselunga per la fase di fine vita.L\u2019analisi condotta da GS1 Italy ha permesso di individuare non solo cosa funziona, ma anche cosa non funziona nel percorso verso la piena circolarit\u00e0 delle imprese italiane.\u00abQuesto studio ha fatto emergere alcuni gap strutturali, determinati da barriere di sistema che ostacolano l\u2019implementazione di altre buone pratiche nelle aziende, come il trasporto intermodale o la raccolta differenziata di sotto-tipologie di rifiuti da imballaggio\u00bb aggiunge Fabio Iraldo, professore dell&#8217;Istituto di Management della Scuola Universitaria Superiore Sant&#8217;Anna di Pisa. \u00abPer questo nel report abbiamo raccolto e dettagliato le cinque condizioni abilitanti che, potenzialmente, potrebbero incidere in maniera significativa sulle performance dei singoli permettendo di generare un cambiamento sociale su larga scala\u00bb.Queste cinque condizioni abilitanti, che rappresentano un primo punto di partenza verso l\u2019implementazione di azioni mirate alla risoluzione progressiva delle barriere di sistema, sono:1. Redigere un\u2019agenda comune che permetta di allineare gli sforzi, definire l\u2019impegno e il ruolo di ogni organizzazione, mappare le competenze, determinare i flussi secondo i quali saranno condivisi i dati e le informazioni all\u2019interno e all\u2019esterno del gruppo.2. Definire un sistema di misurazione condiviso, in particolare per quanto riguarda gli indicatori usati per misurare gli effetti di ogni iniziativa. Su questo fronte il percorso realizzato tramite Circol-UP ha sviluppato un know-how vasto e valorizzabile in attivit\u00e0 future.3. Predisporre l\u2019ambito di azione di ogni organizzazione sulla base delle specifiche competenze. Formazione su competenze chiave, mappatura delle competenze, nonch\u00e9 contributo alla creazione di networking e sinergie tra aziende, sono attivit\u00e0 core rispetto a cui GS1 Italy potrebbe contribuire in modo decisivo.4. Condividere le informazioni. Tutti coloro che partecipano all\u2019attuazione dell\u2019azione di sistema dovrebbero avere uno scambio frequente e strutturato di informazioni, facilitato dalla digitalizzazione. L\u2019utilizzo degli standard globali e aperti GS1 agevola il raggiungimento del livello di efficienza richiesto dal concetto di economia circolare.5. Costruire la \u201cspina dorsale\u201d del progetto, ossia un gruppo indipendente di soggetti che faccia da \u201ccabina di regia\u201d, dedicandosi all\u2019iniziativa e guidandone la visione.Per approfondimenti, \u00e8 possibile visitare il sito di GS1 Italy e scaricare gratuitamente la ricerca.Economia circolare nel largo consumo in Italia"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Economia circolare nel largo consumo in Italia","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/economia-circolare-nel-largo-consumo-in-italia\/#breadcrumbitem"}]}]