[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/efficientamento-energetico-pescherecci-motori-gasolio\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/efficientamento-energetico-pescherecci-motori-gasolio\/","headline":"Caro gasolio e motori, la pesca italiana alla prova dell\u2019efficienza","name":"Caro gasolio e motori, la pesca italiana alla prova dell\u2019efficienza","description":"Il recente rincaro dei prodotti petroliferi, provocato delle vicende belliche in atto nel Medio-Oriente, ha portato, tra le altre conseguenze, ad una notevole impennata dei prezzi dei carburanti amplificando cos\u00ec il gi\u00e0 allarmante problema dei costi energetici che anche le imprese marittime devono quotidianamente affrontare e che costituiscono una significativa voce di spesa nei propri [&hellip;]","datePublished":"2026-04-21","dateModified":"2026-04-21","author":{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/author\/federico-camilleri\/#Person","name":"Federico Camilleri","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/author\/federico-camilleri\/","identifier":2233,"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/29651238f75ed9c946b99fc21e60fcd96e4d5f0a5d27119d29e93cf6f309b80a?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/29651238f75ed9c946b99fc21e60fcd96e4d5f0a5d27119d29e93cf6f309b80a?s=96&d=mm&r=g","height":96,"width":96}},"publisher":{"@type":"Organization","logo":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/pesceinrete.png","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/pesceinrete.png","width":600,"height":60}},"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/efficientamento-energetico-dei-pescherecci.png","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/efficientamento-energetico-dei-pescherecci.png","height":375,"width":640},"url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/efficientamento-energetico-pescherecci-motori-gasolio\/","about":["In evidenza","News","Pesca","Sostenibilit\u00e0","Tecnologia"],"wordCount":1646,"keywords":["caro gasolio","efficientamento energetico","emissioni CO2","FEAMPA","flotta da pesca italiana","licenze di pesca","motori navali","pesca d\u2019altura","pesca marittima","pescherecci","Politica Comune della Pesca","potenza motore","regolamento controlli UE","Sicurezza in mare","sostenibilit\u00e0"],"articleBody":"Il recente rincaro dei prodotti petroliferi, provocato delle vicende belliche in atto nel Medio-Oriente, ha portato, tra le altre conseguenze, ad una notevole impennata dei prezzi dei carburanti amplificando cos\u00ec il gi\u00e0 allarmante problema dei costi energetici che anche le imprese marittime devono quotidianamente affrontare e che costituiscono una significativa voce di spesa nei propri bilanci a fronte di ricavi spesso non in grado di compensare adeguatamente questa ascesa delle suddette spese.Nel settore della pesca marittima italiana il fenomeno \u00e8 meglio conosciuto come il cosiddetto \u201ccaro gasolio\u201d, che da oltre un ventennio \u00e8 fonte continua di preoccupazione per il settore, parzialmente mitigata da appositi interventi pubblici finalizzati a fornire un ristoro nelle \u201cfasi emergenziali\u201d provocate dagli improvvisi innalzamenti dei prezzi dei prodotti petroliferi che generano un immediato stato di forte insostenibilit\u00e0 nella conduzione delle imprese siano esse piccole o di grandi dimensioni.Come detto sopra, studi specifici attestano che i ricavi registrano una generale tendenza opposta a quella della crescita della spesa energetica; tendenza determinata sia da intrinsechi fattori di competitivit\u00e0 commerciale e sia da politiche europee orientate ad una crescente attenzione ambientale con l\u2019adozione di forme di riduzione delle attivit\u00e0 di pesca in termini di quantit\u00e0 di catture e di giornate di svolgimento delle attivit\u00e0 stesse.Quanto appena illustrato ci permette di affrontare un argomento forse poco frequentemente dibattuto ma comunque fondamentale per le attivit\u00e0 di pesca e cio\u00e8 quello relativo ai motori delle navi da pesca.\u00c8 importante rammentare innanzitutto che, nell\u2019ambito del pi\u00f9 vasto Piano per la Politica Comune della Pesca (PCP), la propulsione di una nave da pesca rappresenta uno dei due fattori che determinano la gestione delle licenze per condurre l\u2019attivit\u00e0 di pesca.Difatti, poich\u00e9 la \u201ccapacit\u00e0 di pesca\u201d di una nave, oltre che ad essere determinata attraverso le sue dimensioni, espresse in tonnellate di stazza lorda (GT), viene determinata altres\u00ec attraverso la potenza del suo apparato motore, espressa in kilowattora (KW), ne deriva che anche la potenza motrice \u00e8 ormai da tempo soggetta a particolari divieti e limitazioni, soprattutto nei casi di sostituzioni di motori, aspetto che vedremo pi\u00f9 avanti alla luce delle recenti e innovative norme europee.Dall\u2019ultima Relazione Annuale disponibile sulla Pesca redatta dal Masaf, relativa all\u2019andamento nell\u2019anno 2024, si rileva che le misure di incentivazione alla fuoriuscita spontanea dei pescherecci nazionali, nell\u2019ambito della PCP, hanno gi\u00e0 portato ad un evidente ridimensionamento della flotta da pesca italiana rispetto agli anni precedenti sia in termini di numero, di stazza e di potenza motrice globale.Tuttavia la consistenza della flotta rimane ancora abbastanza significativa e, proprio per la situazione congiunturale che si sta vivendo, occorre porre l\u2019attenzione, dal punto di vista tecnico, sul cosiddetto \u201cefficientamento energetico\u201d e soprattutto su quanto questo obiettivo sia realmente applicabile nel settore della pesca marittima soprattutto in quella d\u2019altura.Ricordiamo che tale obiettivo richiede la capacit\u00e0 di ottenere lo stesso risultato, o migliore, utilizzando meno energia, riducendo cos\u00ec sprechi e impatto ambientale, risultando chiaro quindi che si debba necessariamente intervenire soprattutto sulla propulsione delle navi da pesca.\u00c8 pur vero che dal punto di vista costruttivo gli scafi hanno raggiunto ottimi livelli sia come impiego di materiali pi\u00f9 leggeri che come navigabilit\u00e0, per quanto questi applicabili a particolari mezzi nautici come quelli destinati all\u2019attivit\u00e0 di pesca marittima, richiedendo quindi potenze motrici minori, ma \u00e8 ben nota la vetust\u00e0 della nostra flotta da pesca, con pochissimi casi di subentro di nuove navi, risultando pertanto questo aspetto pressocch\u00e9 ininfluente sulla strategia globale che si vuole mettere in atto.Di conseguenza concreti interventi migliorativi possono realizzarsi soltanto favorendo la sostituzione dei motori con altri pi\u00f9 efficienti in termini di consumi e di emissioni.Proprio in questa direzione l\u2019Unione Europea ha inserito nell\u2019ambito degli obiettivi specifici del vigente FEAMPA 2021 \u2013 2027 un apposito sostegno finanziario, fino al 40% della spesa ammissibile, finalizzato ad aumentare l&#8217;efficienza energetica e ridurre le emissioni di CO2 attraverso la sostituzione o l&#8217;ammodernamento dei motori dei pescherecci.Tuttavia questa possibilit\u00e0 \u00e8 limitata alle navi da pesca che non superano i 24 metri di lunghezza fuori tutto ed alla contemporanea sussistenza di altre condizioni.Ma la questione resta, come rilevato anche dagli studi del CIRSPE, sulla fattibilit\u00e0 tecnica ed anche economica dell\u2019adozione di propulsioni alternative ai motori endotermici, ad esempio ibride o elettriche, che potrebbero magari trovare maggiore impulso sperimentale da questa fase emergenziale che si sta vivendo ma non sembrano esserci gli spiragli affinch\u00e9 possano essere dirottati sufficienti investimenti in tale direzione sia sul fronte sperimentale che su quello applicativo.Nell\u2019immediato resta quindi la soluzione di trovare maggiori benefici attraverso lo sviluppo tecnologico dei tradizionali motori endotermici, in termini di riduzione dei consumi, mentre bisogna attendere ancora ulteriori passi concreti per una eventuale possibilit\u00e0 di adozione di carburanti alternativi (GNL o idrogeno).D\u2019altronde l\u2019incertezza economica e la posizione, penalizzante sotto il profilo della redditivit\u00e0, assunta da tempo dall\u2019Unione Europea in materia di pesca non incoraggia certamente le imprese di pesca ad investire in tecnologie non ancora ampiamente e perfettamente collaudate assumendosi ulteriori rischi oltre quelli derivanti dalla corrente attivit\u00e0.Resta per\u00f2 il fatto che la dipendenza dai prodotti petroliferi per le imprese che esercitano soprattutto la pesca d\u2019altura le espone sempre pi\u00f9 frequentemente a fenomeni di improvvisi ed incontrollabili rialzi dei prezzi dei carburanti.Si potrebbe obiettare che le crisi energetiche colpiscono tutti i settori produttivi ma bisogna considerare la debolissima posizione del settore della pesca poich\u00e9 ad un fermo forzato della flotta da pesca nazionale i mercati reagiscono con un incremento delle importazioni, gi\u00e0 molto consistenti in tempi normali, compensando quindi, almeno dal punto di vista quantitativo, le carenze di approvvigionamento di prodotti ittici nazionali, con l\u2019accertata conseguenza che questi sbalzi di importazione difficilmente poi rientrano del tutto.Altro aspetto sulla potenza del motore delle navi da pesca, collegato al sistema gestionale delle licenze di pesca, \u00e8 che essa \u00e8 direttamente soggetta al vasto ed articolato sistema di controllo cui l\u2019Unione Europea sottopone le attivit\u00e0 di pesca e finalizzato al raggiungimento degli obiettivi della Politica Comune della Pesca (PCP).In particolare, secondo le modifiche al Regolamento n.1224\/2009 sui controlli apportate dal Regolamento n.2023\/2842, al fine di un \u201cregime di controllo ed esecuzione efficace, efficiente, moderno e trasparente della PCP\u201d, gli stati membri dell\u2019Unione Europea devono stabilire quali navi da pesca (\u201cnavi da cattura\u201d secondo la nuova terminologia) che utilizzano attrezzi trainati (ad esempio le \u201creti a strascico\u201d) ed aventi una potenza dell\u2019apparato motore superiore a 221 KW, dovranno essere obbligatoriamente dotate, a decorrere dal 10 gennaio 2028, di un sistema di monitoraggio continuo dell\u2019apparato motore.In pratica tali navi dovranno essere provviste di sistemi installati in modo permanente atti a misurare e registrare in maniera continua la potenza del motore ed assicurare la conservazione a bordo di tali dati.Per tutte le altre navi che non rientrano nel suddetto obbligo \u00e8 previsto comunque un piano di campionamento che pu\u00f2 sfociare anche in una verifica materiale della potenza motrice dichiarata o ad una imposizione di installazione di suddetti sistemi di monitoraggio continuo.Da segnalare che la D.G. MARE della Commissione Europea ha gi\u00e0 emanato a fine 2024 due manuali di cui uno riguardante le linee guida per l\u2019implementazione del sistema di monitoraggio continuo e l\u2019altro riguardante gli orientamenti tecnici per l\u2019esecuzione delle verifiche materiali sugli apparati motore.Resta da capire quale sar\u00e0 la posizione italiana sia sulle fasi operative di attuazione che su quelle economiche in quanto i costi dell\u2019istituzione di tali sistemi di monitoraggio potranno gravare integralmente sui fondi pubblici oppure potr\u00e0 essere richiesta una compartecipazione da parte delle imprese interessate.Tornando adesso agli aspetti amministrativi sulla sostituzione dei motori, il sostegno economico istituito dal FEAMPA 2021\/2027 \u00e8 riconosciuto per i piccoli pescherecci costieri a condizione che la potenza in kW del motore nuovo o ammodernato non superi quella del motore attuale mentre per gli altri pescherecci di lunghezza fuori tutto fino a 24 metri, viene posta l\u2019ulteriore condizione che il motore nuovo o ammodernato emetta almeno il 20 % di CO2 in meno rispetto al motore attuale.Anticipando quanto sar\u00e0 poi stabilito nel nuovo sistema di controllo sopra illustrato, questi motori devono essere sottoposti ad apposite verifiche fisiche.Per quanto riguarda il requisito della riduzione dell\u2019emissione della CO2, nel caso che non si riescano ad ottenere dirette informazioni sufficienti sul rispetto di tale requisito \u00e8 previsto che esso si possa ritenere soddisfatto se il nuovo motore utilizza una tecnologia efficiente sotto il profilo energetico e la differenza di et\u00e0 tra il nuovo motore e il motore sostituito sia di almeno sette anni oppure se il nuovo motore utilizza un tipo di combustibile o un sistema di propulsione che si ritiene emetta meno CO2 rispetto al motore sostituito ovvero utilizzi il 20 % di combustibile in meno rispetto al motore sostituito.Da notare, inoltre, che nel Piano Operativo Nazionale per il FEAMPA viene contemplata anche la possibilit\u00e0 di intervenire sull\u2019elica della nave, elemento fondamentale per il completamento dell\u2019efficienza dell\u2019apparato propulsore incidendo direttamente sulle prestazioni e sui consumi.Al di l\u00e0 delle specifiche esigenze energetiche ed ambientali \u00e8 comunque evidente che installare nuovi motori comporta notevoli vantaggi anche dal punto di vista della sicurezza a causa della conseguente ingovernabilit\u00e0 del mezzo in caso di avarie che durante condizioni meteorologiche avverse mettono in serio pericolo l\u2019intero equipaggio oltre che il mezzo stesso.Pertanto, si pu\u00f2 concludere che sono tante le motivazioni che possono spingere ad attuare una pi\u00f9 vasta azione di ammodernamento degli apparati motore delle navi da pesca sia attraverso sviluppi tecnologici, investimenti delle imprese e soprattutto con l\u2019incremento del sostegno finanziario pubblico svincolato da eccessive limitazioni e restrizioni che a mio parere ne frenano la diffusione.Ci\u00f2 potr\u00e0 essere realizzato se l\u2019argomento verr\u00e0 portato ai competenti tavoli istituzionali in maniera mirata approfondendo tutti gli aspetti fin qui esposti e con la concreta volont\u00e0 delle parti in causa di fornire indicazioni forti in occasione dei futuri piani di intervento nel settore della pesca marittima."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Caro gasolio e motori, la pesca italiana alla prova dell\u2019efficienza","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/efficientamento-energetico-pescherecci-motori-gasolio\/#breadcrumbitem"}]}]