[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/emissioni-chimiche-parchi-eolici-offshore-spiegazione-2025\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/emissioni-chimiche-parchi-eolici-offshore-spiegazione-2025\/","headline":"Eolico offshore: pi\u00f9 di 200 sostanze chimiche rilasciate nell\u2019acqua","name":"Eolico offshore: pi\u00f9 di 200 sostanze chimiche rilasciate nell\u2019acqua","description":"Nel dibattito sulla transizione energetica, le emissioni chimiche dei parchi eolici offshore sono un tema nuovo ma concreto. Una revisione peer-reviewed uscita su Marine Pollution Bulletin ad aprile 2025, rilanciata da ICES il 12 agosto 2025, spiega cosa sappiamo oggi e cosa manca ancora per una valutazione corretta. Che cosa significa, in pratica. 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Una revisione peer-reviewed uscita su Marine Pollution Bulletin ad aprile 2025, rilanciata da ICES il 12 agosto 2025, spiega cosa sappiamo oggi e cosa manca ancora per una valutazione corretta.Che cosa significa, in pratica. Le turbine e le strutture in mare usano rivestimenti contro la corrosione, oli e lubrificanti, fluidi di raffreddamento e sistemi antincendio. Nel tempo, piccole quantit\u00e0 di queste sostanze possono entrare in acqua. Uno studio coordinato dall\u2019ILVO ha raccolto e ordinato la letteratura disponibile: ad oggi sono state mappate 228 sostanze con numero CAS e propriet\u00e0 note.I numeri chiave aiutano a capire la scala. Sessantadue di queste sostanze compaiono in liste europee di priorit\u00e0, quindi richiedono attenzione. La maggior parte appartiene alla famiglia dei composti organici, seguita dagli inorganici. Le fonti principali sono i sistemi anticorrosione; a seguire ci sono oli e lubrificanti. Non \u00e8 allarmismo: in condizioni normali i rilasci possono essere contenuti, ma la crescita degli impianti impone di guardare agli effetti cumulativi nel tempo.Perch\u00e9 questo riguarda la filiera ittica. La qualit\u00e0 dell\u2019acqua e dei sedimenti \u00e8 la base di allevamenti sani, trasformazione affidabile e reputazione di prodotto. Per questo la revisione propone un approccio semplice: misurare prima dei cantieri, poi durante l\u2019esercizio, usando protocolli standard e modellando come le sostanze si muovono e si accumulano. \u00c8 il modo pi\u00f9 diretto per evitare sorprese e proteggere certificazioni e mercati.Il quadro delle regole non \u00e8 uniforme. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito le possibili emissioni entrano nella revisione dei progetti. In Germania i proponenti devono presentare gi\u00e0 in pianificazione un piano delle emissioni e aggiornare gli studi dopo l\u2019autorizzazione. Regole chiare e comparabili aiutano tutti: sviluppatori, autorit\u00e0 e imprese della pesca e dell\u2019acquacoltura.Ci sono anche soluzioni tecniche disponibili. Si pu\u00f2 ridurre alla fonte con sistemi anticorrosione alternativi, circuiti di raffreddamento chiusi e materiali o lubrificanti pi\u00f9 biodegradabili. Non servono rivoluzioni: servono scelte progettuali trasparenti, dati condivisi e una collaborazione strutturata tra chi costruisce parchi eolici e chi lavora in mare ogni giorno.Le aziende possono chiedere che i capitolati includano inventari dei materiali, piani di campionamento e indicatori chiari per acqua, sedimenti e organismi. Le associazioni possono promuovere tavoli tecnici per armonizzare metodi e frequenza delle misure. Con pochi passi concreti, transizione energetica e valore della filiera ittica possono crescere insieme.Il 2025 porta una fotografia pi\u00f9 nitida: esistono potenziali emissioni chimiche dai parchi eolici offshore, mappate in 228 sostanze, e 62 richiedono pi\u00f9 attenzione. La risposta \u00e8 misurare prima e durante, scegliere soluzioni tecniche pi\u00f9 pulite e lavorare con regole comparabili. \u00c8 cos\u00ec che si tutela l\u2019ambiente e si d\u00e0 certezza alla filiera.L&#8217;eolico in Italia?In Italia l\u2019eolico offshore segue un\u2019autorizzazione unica rilasciata dal MASE; la VIA \u00e8 di competenza statale per gli impianti ubicati in mare e definisce, progetto per progetto, la baseline pre-cantiere e i monitoraggi in esercizio.Dal 2 luglio 2024 \u00e8 in vigore il Decreto Aree Idonee, mentre la RED III richiede alle autorit\u00e0 la designazione delle zone di accelerazione entro febbraio 2026. In assenza di linee guida nazionali specifiche sulle emissioni chimiche dell\u2019eolico offshore, i controlli si ancorano ai programmi su acque marino-costiere e Strategia Marina gestiti da ISPRA\/SNPA e alle prescrizioni VIA.Dal marzo 2025 \u00e8 disponibile un Vademecum MASE che rende omogenea la documentazione per l\u2019iter autorizzativo.In sintesi: iter unico nazionale, pianificazione in evoluzione e monitoraggi \u201csu misura\u201d, con spazio a soluzioni progettuali che riducono a monte i potenziali rilasci.Iscriviti alla newsletter settimanale di Pesceinrete per ricevere notizie esclusive del settore.NEWSLETTER"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Eolico offshore: pi\u00f9 di 200 sostanze chimiche rilasciate nell\u2019acqua","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/emissioni-chimiche-parchi-eolici-offshore-spiegazione-2025\/#breadcrumbitem"}]}]