[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/eolico-offshore-pesca-intervista-mamone-aero\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/eolico-offshore-pesca-intervista-mamone-aero\/","headline":"Convivenza tra eolico offshore e pesca: la posizione di AERO","name":"Convivenza tra eolico offshore e pesca: la posizione di AERO","description":"La sfida della convivenza tra eolico offshore e pesca professionale \u00e8 entrata ufficialmente nella fase pi\u00f9 delicata. Mentre l\u2019Europa pianifica la transizione energetica puntando con decisione sulle rinnovabili marine, la filiera ittica \u2013 gi\u00e0 sotto pressione per crisi economiche, cambiamenti climatici e perdita di habitat \u2013 teme di essere spinta fuori dai propri spazi storici. 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Mentre l\u2019Europa pianifica la transizione energetica puntando con decisione sulle rinnovabili marine, la filiera ittica \u2013 gi\u00e0 sotto pressione per crisi economiche, cambiamenti climatici e perdita di habitat \u2013 teme di essere spinta fuori dai propri spazi storici.Il recente appello di Europeche, che ha parlato di \u201cmari europei a un bivio critico\u201d, ha riacceso i riflettori su un tema troppo a lungo marginalizzato. Nel frattempo, in Italia, il MASAF ha annunciato la realizzazione di una mappa nazionale dello sforzo di pesca, uno strumento destinato a incidere sui processi decisionali legati alla Pianificazione dello Spazio Marittimo (PSM).In questo contesto, Pesceinrete ha intervistato Fulvio Mamone Capria, presidente e consigliere delegato di AERO \u2013 Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, per raccogliere la voce di chi, oggi, rappresenta il cuore industriale della transizione energetica in mare. Ne emerge una visione chiara: serve dialogo, serve metodo, servono verit\u00e0.Presidente Mamone, AERO \u00e8 favorevole all\u2019istituzione di un tavolo tecnico permanente con funzioni operative nella PSM?Da sempre siamo favorevoli a tutti quegli strumenti e quelle azioni, e tra queste anche la nascita di tavoli specifici, che possano chiarire e meglio pianificare alcuni aspetti legati alla coesistenza di attivit\u00e0 storiche come la pesca con le nuove esigenze di produzione di energia rinnovabile. La priorit\u00e0 \u00e8 rendere il nostro Paese indipendente energeticamente, anche nell&#8217;interesse di imprese e cittadini, senza stravolgere le attivit\u00e0 della filiera ittica, ma coinvolgendole. Una governance coordinata eviterebbe anche quel proliferare di notizie false che ancora circolano anche nel mondo della pesca. Un esempio: sono stati presentati 130 progetti al Mase per un potenziale di connessione alla rete Terna di oltre 80 GW (sarebbe pi\u00f9 del totale di tutte le fonti rinnovabili attualmente installate in Italia). Di questi solo 26, per circa 18 GW, sono in fase di Valutazione di Impatto Ambientale e 4 sono gi\u00e0 stati approvati per un totale di 2,2 GW. Se le analisi di pianificazione venissero attivate per tutti i 130 progetti credo che, oltre ad essere una perdita di tempo, si rischi soltanto di allarmare il settore della pesca perch\u00e9 ci si immagina un&#8217;occupazione di aree marine che in realt\u00e0 non si avverer\u00e0 mai. Lavoriamo, invece, sui progetti che sono in fase di V.I.A. cos\u00ec saremo pi\u00f9 credibili e ridurremo una conflittualit\u00e0 che spesso non ha nessuna ragione di esistere.La mappa dello sforzo di pesca pu\u00f2 essere uno strumento utile o rischia di diventare un ostacolo?Partiamo dall&#8217;assunto che la Pianificazione marittima in Italia \u00e8 partita in ritardo, \u00e8 carente, insufficiente. Una responsabilit\u00e0 che ha pesantemente condizionato anche la scelta dei siti da parte degli sviluppatori dei progetti di eolico offshore e fotovoltaico galleggiante che si sono trovati senza una mappatura delle aree idonee. E deve essere chiaro a tutti che qualsiasi intervento futuro di pianificazione non potr\u00e0 non tener conto delle richieste progettuali gi\u00e0 avanzate negli scorsi anni ai ministeri competenti.Come tutte le azioni di conoscenza generale dei settori produttivi riteniamo che la mappa nazionale dello sforzo di pesca sia molto importante per diversi fini. Innanzitutto perch\u00e8 ci offrir\u00e0 un quadro ampio di quelle che sono le zone dove l&#8217;attivit\u00e0 di pesca rischia di essere superiore al ritorno economico per le stesse marinerie, nonch\u00e8 anche insostenibile da un punto di vista ambientale: aree dove non si riesce pi\u00f9 a rigenerare in tempo biodiversit\u00e0 e stock ittici, causando crisi finanziarie al comparto pesca e danni ecologici irreparabili. Una mappa che sicuramente torner\u00e0 utile per verificare con certezza la sovrapposizione di alcune aree di pesca con quelle scelte da alcune imprese per sviluppare progetti di rinnovabili marine.Sul valore decisionale della mappa non \u00e8 mio compito decidere, ma l&#8217;analisi di quei dati deve anche tener in considerazione l&#8217;eccessivo prelievo ittico in alcune zone, il tema dei cambiamenti climatici e la perdita di habitat, coinvolgendo gli esperti di Ispra e del Mase. Senza un quadro ampio, rischia di essere uno strumento di parte e parziale. A noi fa piacere il confronto con tutti gli attori economici che vivono in mare per stemperare tensioni e per costruire insieme un futuro sostenibile e redditizio. Non siamo arroccati su una torre (eolica).Ci sono esperienze di coesistenza tra eolico e pesca? AERO sta lavorando su questo?Non solo ci sono, ma sono gi\u00e0 attive. Nei mari del Nord Europa esistono esempi di convivenza positiva tra impianti offshore e attivit\u00e0 di pesca e molluschicoltura. Certo, ci sono anche criticit\u00e0. Ma si lavora.In Italia, i nostri soci con progetti gi\u00e0 approvati \u2013 come quelli di Ravenna, Rimini, Barletta\/Bari e Marsala \u2013 hanno gi\u00e0 avviato interlocuzioni con il mondo cooperativistico e industriale della pesca. Alcuni accordi sono gi\u00e0 firmati, altri in via di definizione.Abbiamo anche istituito un gruppo di lavoro permanente sul rapporto tra pesca e rinnovabili, che si confronta con ambientalisti, ricercatori e operatori.Il nostro obiettivo \u00e8 costruire progetti che non distribuiscano solo \u201ccompensazioni\u201d, ma che incentivino giovani a restare nel settore, innovare, monitorare, partecipare. L\u2019eolico pu\u00f2 generare nuove opportunit\u00e0 se lo si guarda senza pregiudizi.Europeche chiede che la pesca sia riconosciuta come interesse pubblico prioritario. Cosa ne pensa?Non serve contrapporre chi pesca a chi produce energia. Serve una visione integrata. Il mare \u00e8 sempre pi\u00f9 fragile e complesso: c\u2019\u00e8 la pesca, ma anche il cambiamento climatico, le rotte commerciali, gli usi militari, l\u2019estrazione, le nuove esigenze energetiche.Il nostro obiettivo al 2050 \u00e8 contribuire con l\u2019eolico offshore ad almeno il 10% del fabbisogno elettrico nazionale. Non \u00e8 un capriccio industriale, ma una necessit\u00e0 strategica.Se non sviluppiamo la filiera dei carburanti alternativi (ammoniaca, idrogeno, metanolo), dipenderemo da altri Paesi anche in futuro.Se si proceder\u00e0 con una revisione della Direttiva PSM, andr\u00e0 fatto tenendo conto di tutto questo. Noi ci siamo, con spirito di collaborazione e con dati concreti. Il nostro obiettivo \u00e8 costruire futuro, non creare scontri.Iscriviti alla newsletter settimanale di Pesceinrete per ricevere notizie esclusive del settore.NEWSLETTER"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Convivenza tra eolico offshore e pesca: la posizione di AERO","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/eolico-offshore-pesca-intervista-mamone-aero\/#breadcrumbitem"}]}]