[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/fao-tecnologie-per-ridurre-la-pesca-fantasma-preoccupazione-per-impatto-attrezzature-pesca-perse-o-abbandonate\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/fao-tecnologie-per-ridurre-la-pesca-fantasma-preoccupazione-per-impatto-attrezzature-pesca-perse-o-abbandonate\/","headline":"FAO, tecnologie per ridurre la pesca fantasma. Preoccupazione per impatto attrezzature pesca perse o abbandonate","name":"FAO, tecnologie per ridurre la pesca fantasma. Preoccupazione per impatto attrezzature pesca perse o abbandonate","description":"Le tecnologie moderne che rendono pi&ugrave; facile rintracciare le attrezzature da pesca andate perse stanno contribuendo agli sforzi per ridurre la cosiddetta &#8220;pesca fantasma&#8221; e i suoi effetti negativi sugli stock ittici e sulle specie in pericolo. 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La crescente preoccupazione su questo problema, insieme alla sempre maggior disponibilit&agrave; di queste tecnologie, ha spinto la FAO ad iniziare la stesura di linee guida internazionali per regolamentare un&#8217; efficace contrassegno delle attrezzature da pesca come modo per ridurre i livelli di rifiuti marini dannosi per l&#8217;ambiente. Quella che &egrave; conosciuta come attrezzatura da pesca abbandonata, persa o altrimenti dismessa (ALDFG l&#8217;acronimo inglese) costituisce una parte consistente dei rifiuti presenti in mare, un problema crescente per gli ecosistemi marini. I livelli di ALDFG sono cresciuti notevolmente negli ultimi decenni come conseguenza dell&#8217;aumento della scala delle operazioni di pesca e dell&#8217; ampio uso di materiali sintetici di lunga durata. Attualmente, le attrezzature da pesca abbandonate, perse o dismesse costituiscono circa un quinto dei rifiuti marini globali, il che vuol dire centinaia di migliaia di tonnellate annue. Queste attrezzature sono tra i rifiuti marini pi&ugrave; dannosi, perch&eacute; possono permanere negli oceani per anni, spesso portando avanti il processo di cattura per il quale erano state progettate, intrappolando e uccidendo pesci ed altri animali marini &#8211; fenomeno appunto conosciuto come &#8220;pesca fantasma&#8221;. &#8220;Un sistema efficace per contrassegnare le reti da pesca in aree marine molto sfruttate &egrave; cruciale per prevenirne lo smarrimento e proteggere gli ecosistemi marini,&#8221; afferma Petri Suuronen, esperto FAO di industria ittica. &#8220;Anche i pescatori potranno trarre beneficio dall&#8217;uso di nuove tecniche per contrassegnare le reti, che consentiranno loro di minimizzare i rischi di perdere potenziali catture e attrezzature costose, e allo stesso tempo di ridurre i tempi per rintracciare le attrezzature andate perse&#8221; ha detto. Le reti abbandonate o perse costituiscono anche un pericolo per la navigazione poich&eacute; possono incastrarsi nei sistemi di propulsione e nelle eliche delle navi. Contrassegnare le attrezzature pu&ograve; contribuire a prevenire tali tipi di incidenti e pu&ograve; anche aiutare a combattere la pesca illegale, non dichiarata e non regolamenta (IUU acronimo inglese), consentendo alle autorit&agrave; di controllo di monitorare chi le utilizza e in che modo, nelle proprie acque di competenza. Nuove tecnologie per monitorare le attrezzature andate perse Oggigiorno, i progressi nelle tecnologie di contrassegno stanno cominciando ad offrire nuove possibilit&agrave; per un&#8217;efficace monitoraggio e recupero delle attrezzature perse, modificando il modo in cui il problema viene affrontato. Ad esempio, i chip di segnalazione cifrati (coded wire tags &#8211; CWTs) sono stati testati come potenziale strumento per ridurre i rischi che mammiferi, tartarughe e altri animali marini di grosse dimensioni restino intrappolati nelle reti. I minuscoli CTWs incisi col laser vengono impiantati nelle reti da pesca senza alcun effetto sulla loro capacit&agrave; di cattura, ma rendendole rintracciabili da sensori speciali. Le boe satellitari ad energia solare sono ora comunemente usate nelle operazioni industriali con reti di circuizione, consentendo una copertura spaziale illimitata e dei tempi di operazione lunghissimi. Altri sensori, come i ricevitori GPS, possono essere attaccati ad una radio-boa ed essere utilizzati per trasmettere dati. Anche la tecnologia acustica, che sfrutta le propriet&agrave; dell&#8217;acqua marina di trasmettere il suono, pu&ograve; aiutare a localizzare le attrezzature disperse. I pinger attivi emettono suoni a determinate frequenze una volta in acqua, mentre i riflettori sonar passivi riflettono fanno rimbalzare gli input sonori nuovamente verso la fonte. Le luci sono a lungo state una parte integrale dei sistemi di segnalazione notturna delle reti, ma oggi ai LED a risparmio energetico vengono accostati dei pannelli solari che ne amplificano l&#8217;efficacia. Linee guida in preparazione I tentativi effettuati in passato di sviluppare delle linee guida internazionali sono stati molto frammentati. Vi sono poche richieste sistematiche da parte dei governi riguardo il contrassegno delle attrezzature, e non esistono n&eacute; una legislazione, n&eacute; delle linee guida o delle pratiche comuni a livello internazionale per le aree marine al di fuori delle giurisdizioni nazionali. La situazione sta tuttavia cominciando a cambiare, per via dei crescenti problemi di congestione nelle acque costiere, di rischi per una navigazione sicura e di morti accidentali della fauna marina. Per aiutare ad affrontare il problema, la FAO ha cominciato un processo consultativo volto a sviluppare un corpo di Linee Guida Tecniche Internazionali per il Contrassegno delle Attrezzature da Pesca. Un primo abbozzo di linee guida &egrave; stato discusso durante un incontro di esperti tenutosi presso la sede centrale della FAO all&#8217;inizio di Aprile. I risultati saranno presentati alla Commissione FAO sull&#8217;Industria Ittica che si riunir&agrave; a Luglio 2016 per valutare i risultati e delineare le prossime tappe. &#8220;Ci&ograve; di cui abbiamo bisogno &egrave; un sistema semplice e accessibile che permetta di identificare facilmente a chi appartiene l&#8217;attrezzatura, la pesca di origine e la sua posizione in mare,&#8221; ha detto Suuronen. &#8220;Lo sviluppo di standard riconosciuti internazionalmente per il contrassegno di tutte le attrezzature da pesca ci aiuter&agrave; a capire meglio le ragioni del loro smarrimento e ad individuare delle misure preventive appropriate.&#8221;"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"FAO, tecnologie per ridurre la pesca fantasma. 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