
Il giorno di Tutti i Santi o Ognissanti che dir si voglia, è una festa legata alla tradizione cristiana celebrata il primo giorno di novembre. Le celebrazioni di questa giornata risalgono alla cultura celtica la cui tradizione divideva l’anno solare nel periodo di nascita e prosperità della natura e nel periodo in cui invece la natura entrava in letargo passando a un periodo di riposo. Il giorno di inizio della morte e letargo della natura cadeva a metà autunno, il primo giorno di novembre appunto.
Anche gli oceani e i mari hanno i loro santi, il pesce San Pietro è uno di questi!
La leggenda narra che sia stato proprio il pesce San Pietro a riempire le reti di San Pietro (Simone il pescatore), infatti le evidenti macchie scure cerchiate di chiaro sarebbero le impronte del pollice e dell’indice della mano dell’apostolo che con questo pesce pagò l’obolo per il tributo richiesto dai romani.
Il Pesce San Pietro (Zeus faber – Linnaeus, 1758) è una specie ittica bentopelagica presente in tutti gli oceani e nello stesso Mar Mediterraneo

Distribuzione Zeus faber – Fonte aquamaps.org.
Tale specie ittica è caratterizzata da un corpo particolarmente alto e fortemente schiacciato lateralmente, con pelle sottile e liscia e può raggiungere dimensioni prossime agli 90 cm di lunghezza (Karrer, C. and A. Post, 1990) e 8 kg di peso. Normalmente, nel Mar Mediterraneo si pescano esemplari intorno ai 40 cm di lunghezza.
Il pesce presenta una pinna dorsale con dei lunghi raggi spinosi che terminano con dei processi filiformi, anche le pinne ventrali appaiono particolarmente sviluppate. Nonostante le dimensioni la bocca è davvero enorme e protrattile. Per quanto riguarda la colorazione la stessa si presenta verdastra o grigiastra con presenza di riflessi dorati. Caratteristica peculiare di tale specie è la presenza di una macchia tondeggiante presente al centro di entrambi i lati. Tali macchie appaiono di colore bruno con bordo chiaro e sono all’origine di numerose leggende.
È una specie ittica che vive sia su fondali sabbiosi/fangosi che rocciosi in grado di ottime capacità mimetiche. Molto vorace, si nutre prevalentemente di molluschi e pesci. Caccia le sue prede attraverso la realizzazione di una imponente aspirazione dell’acqua. Viene principalmente catturato con il sistema a strascico ma è possibile anche pescarlo con palangari e bolentino. Ha carni molto delicate ma la resa è davvero bassa, circa il 30-40%.











