[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/formazione-settore-ittico-export-peru-europa\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/formazione-settore-ittico-export-peru-europa\/","headline":"La formazione \u00e8 leva strategica per l\u2019export ittico","name":"La formazione \u00e8 leva strategica per l\u2019export ittico","description":"Nel vivace mercato globale dove i margini competitivi si misurano sempre pi\u00f9 sulla capacit\u00e0 di gestire normative e piattaforme digitali complesse, la formazione nel settore ittico per l&#8217;export non rappresenta pi\u00f9 un aspetto accessorio ma una vera leva strategica. In particolare, quando il mercato di destinazione \u00e8 altamente regolamentato \u2013 come nel caso dell\u2019Unione Europea [&hellip;]","datePublished":"2025-08-20","dateModified":"2026-01-09","author":{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/author\/candida-ciravolo\/#Person","name":"Candida Ciravolo","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/author\/candida-ciravolo\/","identifier":2236,"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b3eb357f178676e8248b884bf8f66bde5d4d9babf77edbbe64de1ddaf29e17c6?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/b3eb357f178676e8248b884bf8f66bde5d4d9babf77edbbe64de1ddaf29e17c6?s=96&d=mm&r=g","height":96,"width":96}},"publisher":{"@type":"Organization","logo":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/pesceinrete.png","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/pesceinrete.png","width":600,"height":60}},"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/formazione-nel-settore-ittico-per-lexport.png","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/formazione-nel-settore-ittico-per-lexport.png","height":375,"width":640},"url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/formazione-settore-ittico-export-peru-europa\/","about":["In evidenza","Mercati","News","Sostenibilit\u00e0","Tecnologia"],"wordCount":737,"keywords":["acquacoltura","certificazioni sanitarie","export ittico","formazione","Italia","Norvegia","Per\u00f9","pesca","Spagna","UE"],"articleBody":"Nel vivace mercato globale dove i margini competitivi si misurano sempre pi\u00f9 sulla capacit\u00e0 di gestire normative e piattaforme digitali complesse, la formazione nel settore ittico per l&#8217;export non rappresenta pi\u00f9 un aspetto accessorio ma una vera leva strategica. In particolare, quando il mercato di destinazione \u00e8 altamente regolamentato \u2013 come nel caso dell\u2019Unione Europea \u2013 l\u2019adeguamento ai requisiti sanitari e l\u2019interoperabilit\u00e0 con i sistemi ufficiali richiedono operatori qualificati, aggiornati e perfettamente consapevoli delle procedure necessarie per garantire la conformit\u00e0 dei prodotti.Il Per\u00f9Il Per\u00f9 lo ha compreso in modo pragmatico. Il Ministero della Produzione peruviano (Produce), in collaborazione con l\u2019Autorit\u00e0 nazionale per la salute e la sicurezza nella pesca e nell\u2019acquacoltura (Sanipes), ha avviato un piano di formazione destinato agli operatori della pesca e dell\u2019acquacoltura che intendono esportare verso l\u2019UE. Solo nella regione di Piura sono stati coinvolti 80 professionisti, formati sull\u2019utilizzo del sistema Traces NT per la gestione della certificazione sanitaria e sulle procedure per il rilascio dei certificati TUPA 38 e TUPA 39, indispensabili per la movimentazione commerciale dei prodotti ittici.L\u2019investimento nelle competenze tecniche consente alle imprese di evitare errori formali, ridurre i tempi di validazione delle pratiche doganali e posizionarsi come fornitori credibili agli occhi delle autorit\u00e0 europee, che da tempo richiedono standard stringenti in termini di tracciabilit\u00e0, sicurezza alimentare e autenticit\u00e0 dei certificati. Le sessioni formative promosse da Sanipes includono anche aspetti operativi poco visibili ma fondamentali, come l\u2019autenticazione a due fattori per l\u2019accesso sicuro alla piattaforma e la gestione di eventuali restituzioni o riesportazioni.\u00c8 un approccio sistemico, esteso ad altre regioni del Paese con il coinvolgimento di circa 50 operatori a evento e ulteriori sessioni gi\u00e0 pianificate per i prossimi mesi. La stessa autorit\u00e0 sanitaria stima per il 2025 l\u2019emissione di circa 1.200 certificati TUPA 38 e oltre 300 TUPA 39, a beneficio delle imprese esportatrici e della loro capacit\u00e0 di consolidare relazioni commerciali con l\u2019Europa.L&#8217;EuropaQuesto approccio non \u00e8 isolato. Anche alcuni Paesi europei che esportano fuori dal proprio perimetro \u2013 dalla Norvegia, che ha costruito un sistema di formazione continua per preparare le imprese ittiche ad affrontare la complessit\u00e0 normativa dei mercati asiatici (Giappone, Corea del Sud, Singapore), alla Spagna, che in collaborazione con l\u2019agenzia per il commercio estero ha attivato moduli formativi specifici sulle procedure di esportazione verso Stati Uniti e America Latina \u2013 dimostrano che la formazione nel settore ittico per l&#8217;export \u00e8 ormai considerata un investimento strategico di politica industriale. Non si tratta solo di trasmettere informazioni tecniche, ma di accompagnare concretamente le aziende nella gestione dei certificati sanitari, nell\u2019uso dei sistemi digitali di tracciabilit\u00e0 e nell\u2019interpretazione delle normative locali, evitando blocchi alla dogana, rigetti della merce o contestazioni sulle certificazioni. In questo modo, la formazione diventa una leva per aumentare la reputazione del Paese e facilitare l\u2019ingresso in mercati ad alto valore aggiunto.L&#8217;Italia?Di fronte a questi esempi, una domanda sorge spontanea: l\u2019Italia sta davvero investendo abbastanza nella formazione degli operatori ittici per affrontare mercati complessi e distanti, oppure continua a muoversi con approcci poco coordinati, rischiando di perdere terreno rispetto ai concorrenti internazionali?Al momento, le iniziative formative presenti nel nostro Paese tendono a concentrarsi sugli aspetti tecnico-produttivi e sulla conformit\u00e0 ai requisiti europei, mentre risultano ancora sporadiche \u2013 e spesso affidate alla buona volont\u00e0 delle singole imprese \u2013 le attivit\u00e0 orientate alla preparazione delle aziende per l\u2019export verso mercati extra-UE.In assenza di un percorso strutturato e condiviso, le imprese italiane rischiano di trovarsi impreparate davanti a requisiti sanitari, documentali o digitali sempre pi\u00f9 articolati, con tempi di accesso ai mercati pi\u00f9 lunghi e un posizionamento meno competitivo. Non \u00e8 soltanto un tema tecnico: \u00e8 una vera scelta di politica industriale. Investire in formazione significa trasformare la conoscenza in valore, sostenere l\u2019intera filiera sui mercati globali e preservare il ruolo internazionale dell\u2019Italia nel settore ittico.Il caso Per\u00f9 e l\u2019esperienza di Paesi europei come Norvegia e Spagna dimostrano che solo con un investimento sistematico in formazione nel settore ittico per l&#8217;export \u00e8 possibile competere in mercati regolamentati e lontani. Ed \u00e8 su questo punto che l\u2019Italia \u00e8 chiamata oggi a interrogarsi.Se siete a conoscenza di corsi o iniziative di formazione nel settore ittico in Italia dedicate all\u2019export, segnalateli alla redazione di Pesceinrete scrivendo a redazione@pesceinrete.com: contribuire alla diffusione delle buone pratiche significa rafforzare l\u2019intera filiera.Iscriviti alla newsletter settimanale di Pesceinrete per ricevere notizie esclusive del settore.NEWSLETTER&nbsp;"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"La formazione \u00e8 leva strategica per l\u2019export ittico","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/formazione-settore-ittico-export-peru-europa\/#breadcrumbitem"}]}]