[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/greenpeace-prende-di-mira-le-catene-di-fornitura-non-sostenibili\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/greenpeace-prende-di-mira-le-catene-di-fornitura-non-sostenibili\/","headline":"Greenpeace prende di mira le catene di fornitura non sostenibili","name":"Greenpeace prende di mira le catene di fornitura non sostenibili","description":"Dalla moda del sushi sostenibile alle attivit&agrave; contro la pesca illegale, le preoccupazioni circa la pesca eccessiva e lo stato volatile degli oceani del mondo sono ora pi&ugrave; riconosciuti che mai. Questo non necessariamente impone che la pubblicit&agrave; intorno al pesce sostenibile si sia tradotta in sashimi &ldquo;senza sensi di colpa&rdquo;. 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Questo non necessariamente impone che la pubblicit&agrave; intorno al pesce sostenibile si sia tradotta in sashimi &ldquo;senza sensi di colpa&rdquo;.Come illustra un nuovo report di Greenpeace, le catene di fornitura dei prodotti ittici sono ancora lungi dall&#8217;essere trasparenti, nonostante la crescente adozione di certificazioni di sostenibilit&agrave; ben note come il Marine Stewardship Council (MSC). &#8220;Il pesce sostenibile &egrave; stato una tendenza per molti anni,&#8221; ha detto a GreenBiz, David Pinsky, un attivista senior di Greenpeace. &ldquo;&Egrave; qualcosa che attira crescente attenzione, ma non &egrave; cos&igrave; semplice come ottenere una certificazione MSC&rdquo;. Continua quindi il consumo eccessivo di specie costituenti stock gravemente depauperati, pi&ugrave; in particolare il tonno. Il nuovo rapporto &#8220;Sea of Distress&#8221; fornisce agli imprenditori alimentari Sodexo, Compass Group e Aramark il massimo dei voti in un settore poco brillante costituito da 15 grandi distributori e societ&agrave; di gestione dei contratti. Le aziende sono state le uniche ad aver risposto a un sondaggio di sostenibilit&agrave; di Greenpeace.&ldquo;Greenpeace si rifiuta di unirsi al tavolo degli adulti per discutere di sostenibilit&agrave; basata si studi reali,&rdquo; ha riferito a SeafoodSource, Gavin Gibbons, portavoce per il National Fisheries Institute. &ldquo;Questo implicherebbe chiaramente pendere troppo tempo a discapito della raccolta di contanti dai donatori.&rdquo; Pinsky sostiene che Greenpeace ha deliberatamente profilato &#8220;i pi&ugrave; grandi players&#8221; nel settore dell&rsquo;approvvigionamento di cibo per diversi mesi. Le aziende meno efficienti profilate inclusi AVI Foodsystems, Elior Nord America e Reinhart Foodservice, che sono stati accusate per reati come il ritardo di informazione pubblica sulle linee guida di sostenibilit&agrave; o il continuo rifornirsi di specie sovrasfruttare come il tonno rosso.Thai Union Group, la societ&agrave; dietro &ldquo;Chicken of the Sea&rdquo;, un marchio di tonno in scatola, &egrave; un altro obiettivo familiare a Greenpeace. I clienti di Thai Union, come il gigante della distribuzione Sysco, sono stati segnalati per non aver esatto norme pi&ugrave; severe dai fornitori. &#8220;Ci sono un sacco di soldi nel settore alimentare&#8221;, ha detto Pinsky. &#8220;Una delle cose che abbiamo cercato di fare &egrave; illustrare che queste aziende sono ovunque.&#8221; La Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO) ha riportato all&#8217;inizio di quest&#8217;anno che il 90% degli stock ittici mondiali erano o esauriti o sovrasfruttati, lasciando poco spazio per un aumento della domanda dovuta alla popolazione mondiale crescente.&#8220;Lo stato della pesca del mondo non &egrave; migliorato nel complesso,&#8221; riporta il rapporto della FAO, aggiungendo che il pesce sar&agrave; probabilmente parte importante degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per sradicare la fame e la povert&agrave;. &Egrave; importante notare che l&#8217;industria della pesca globale non &egrave; negativa in tutti gli aspetti. L&#8217;acquacoltura, che ha i propri standard di sostenibilit&agrave;, &egrave; un mercato in crescita, relaziona la FAO. A partire dal 2014, l&#8217;agenzia stima che l&#8217;industria del pesce ha impiegato circa 56 milioni di persone in tutto il mondo, il 36% dei quali lavoravano a tempo pieno."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Greenpeace prende di mira le catene di fornitura non sostenibili","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/greenpeace-prende-di-mira-le-catene-di-fornitura-non-sostenibili\/#breadcrumbitem"}]}]