[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/greenpeace-sulle-cozze-da-piattaforma-ancora-molti-punti-da-chiarire\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/greenpeace-sulle-cozze-da-piattaforma-ancora-molti-punti-da-chiarire\/","headline":"Greenpeace: sulle \u201ccozze da piattaforma\u201d ancora molti punti da chiarire","name":"Greenpeace: sulle \u201ccozze da piattaforma\u201d ancora molti punti da chiarire","description":"Greenpeace non ritiene esaustive le risposte fornite da AUSL Romagna sulla salubrit&agrave; delle cosiddette &ldquo;cozze da piattaforma&rdquo;, i mitili che crescono su alcune piattaforme in mare di ENI, raccolti e messi in commercio dalle cooperative Nuova Coni Sub e Cooperativa La Romagnola. 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In particolare, la concentrazione di alcune sostanze pericolose nei sedimenti marini e nelle cozze che crescono sui piloni delle piattaforme sono risultate spesso superiori agli standard di qualit&agrave; ambientale fissati dal Ministero dell&rsquo;Ambiente.Per questo Greenpeace aveva ritenuto doveroso, a tutela dei consumatori, chiedere i dati dei controlli sulla commestibilit&agrave; di questi prodotti alle autorit&agrave; preposte ai controlli ambientali e sanitari. Il 6 aprile l&rsquo;AUSL Romagna ha inviato a Greenpeace le analisi effettuate sulle &ldquo;cozze da piattaforma&rdquo;, che nel triennio 2013-2015 hanno interessato campioni provenienti rispettivamente da 21, 26 e 24 impianti.Greenpeace ha confrontato questi dati con i monitoraggi di ENI contenuti nel rapporto &ldquo;Trivelle Fuorilegge&rdquo;. I dati confermano che le cozze monitorate dall&rsquo;AUSL Romagna non hanno mai superato (tranne in un caso, nel quale si &egrave; impedita l&rsquo;immissione in commercio del prodotto) le soglie ammesse nei prodotti alimentari. Greenpeace non ha motivo di dubitare della correttezza delle analisi e delle conclusioni dell&rsquo;AUSL Romagna, ma ha riscontrato vari punti da chiarire. Per quanto riguarda gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), per esempio, il confronto dei dati mostra evidenti contraddizioni: mentre nei campioni di cozze analizzati dalla AUSL Romagna essi non sono mai stati rilevati, i dati ENI evidenziano la presenza di queste sostanze, talvolta anche in concentrazioni estremamente elevate. Come si spiega questa disparit&agrave;, anche quando i prelievi sono stati effettuati negli stessi anni e sulle stesse piattaforme?Per quanto riguarda il mercurio, le conclusioni della AUSL Romagna sulla commestibilit&agrave; del prodotto sono assolutamente corrette, ma alla luce dei risultati evidenziati nelle relazioni di ENI &ndash; segnale inequivocabile sull&rsquo;alterazione dello stato dell&rsquo;ambiente intorno alle piattaforme &ndash; sarebbe logico aumentare la frequenza delle analisi nei mitili che crescono in prossimit&agrave; di attivit&agrave; estrattive, passando dai sei\/dodici mesi attuali, a una frequenza almeno bimestrale.Oltre a chiedere chiarimenti sulle ragioni per cui in alcuni campioni non &egrave; stato analizzato il contenuto di cadmio, come previsto dalle norme vigenti, Greenpeace segnala che, considerando i risultati del monitoraggio di ENI, sarebbe opportuno estendere sistematicamente le analisi chimiche anche al benzene e all&rsquo;arsenico (quest&rsquo;ultimo comunque oggetto di alcune analisi), almeno per le cozze provenienti da piattaforme attive ed eroganti.Oltre a chiedere informazioni sui criteri con cui la Regione Emilia Romagna classifica in modo equivalente, ai fini della raccolta di cozze, piattaforme attive ed eroganti e strutture non pi&ugrave; attive, Greenpeace domanda che si chiariscano le discrepanze tra la documentazione ricevuta dalla AUSL Romagna e quella che la stessa AUSL ha inviato alle cooperative di pesca interessate. Infine, crediamo sia utile che si spieghino le differenze sui vari &ldquo;numeri&rdquo; delle piattaforme interessate alla raccolta (la AUSL Romagna parla di 29 strutture mentre altre fonti lasciano intendere numeri superiori) e le ragioni per cui non tutte le piattaforme sono oggetto, ogni anno, del monitoraggio.Greenpeace ha gi&agrave; inviato la documentazione con cui chiede chiarimenti alla AUSL Romagna e attende fiduciosa una rapida risposta, certa che anche le questioni sopra elencate saranno celermente chiarite.Scarica il briefing di Greenpeace &ldquo;Sei domande sulle cozze da piattaforma&rdquo;"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Greenpeace: sulle \u201ccozze da piattaforma\u201d ancora molti punti da chiarire","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/greenpeace-sulle-cozze-da-piattaforma-ancora-molti-punti-da-chiarire\/#breadcrumbitem"}]}]