[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/gs1-italy-convenienza-una-nessuna-centomila\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/gs1-italy-convenienza-una-nessuna-centomila\/","headline":"GS1 Italy. Convenienza: una, nessuna, centomila","name":"GS1 Italy. Convenienza: una, nessuna, centomila","description":"GS1 Italy. Convenienza: una, nessuna, centomila &#8211; Di cosa parliamo quando discutiamo (e lo facciamo ogni giorno) di convenienza del carrello della spesa? Come questo valore sta permeando l\u2019offerta di supermercati e ipermercati? E come si coniuga con le grandi tendenze che guidano le scelte d\u2019acquisto degli italiani? 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Convenienza: una, nessuna, centomila &#8211; Di cosa parliamo quando discutiamo (e lo facciamo ogni giorno) di convenienza del carrello della spesa? Come questo valore sta permeando l\u2019offerta di supermercati e ipermercati? E come si coniuga con le grandi tendenze che guidano le scelte d\u2019acquisto degli italiani? A rispondere \u00e8 la dodicesima edizione dell\u2019Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che ha dedicato il suo dossier di approfondimento proprio al tema della convenienza, analizzato da tre punti di vista:1. La mappatura dell\u2019offerta a scaffale per fasce di prezzo.2. La convenienza nei cinque principali fenomeni alimentari.3. La convenienza in etichetta e il profilo del consumatore medio.Il tutto con l\u2019approccio innovativo e trasversale che da sempre caratterizza questo studio, che ogni sei mesi monitora l\u2019evoluzione della spesa degli italiani incrociando le informazioni presenti sulle confezioni dei prodotti digitalizzate dal servizio Immagino di GS1 Italy con i dati elaborati da NielsenIQ su venduto e consumo nella GDO.1. La mappatura dell\u2019offerta a scaffale per fasce di prezzo\u00abLa nostra prima chiave di lettura del ruolo della convenienza nel carrello della spesa \u00e8 stata la segmentazione per fasce di prezzo dei 130 mila prodotti di food &amp; beverage, cura casa e cura persona, che fanno parte del nostro paniere statistico, in modo da mappare il posizionamento dell\u2019offerta di supermercati e ipermercati\u00bb spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy.L\u2019Osservatorio Immagino ha, quindi, calcolato il prezzo al volume di ogni singola referenza (ad esempio, al kg\/litro), indicizzandolo sulla categoria di riferimento e, in base ai risultati, ha distribuito i prodotti in tre fasce di prezzo. Risultato: il 26,3% di vendite dell\u2019assortimento totale del grocery si posiziona nella fascia bassa (ossia ha un indice di prezzo inferiore a 85 contro il valore 100 della media), il 43,1% \u00e8 allocato in fascia media (86-130) e il restante 30,6% \u00e8 in fascia premium (oltre 131).Guardando all\u2019andamento delle vendite di questi tre cluster si notano la contrazione dei prodotti classificati nella fascia bassa (-2,7% a volume rispetto al -1,3% a valore) e la tenuta dei prodotti della fascia alta, sostenute anche da un aumento della quantit\u00e0 dei prodotti venduti (Figura 1).Figura 1. La variazione delle vendite del grocery per fasce di prezzo\u00abEvidentemente, la crescita dei prodotti con un pricing pi\u00f9 alto \u00e8 stata sostenuta anche da una variazione minima dei prezzi, e quindi dall\u2019aumento dei volumi. Invece, nelle fasce media e bassa, gi\u00e0 nell\u2019anno terminante a giugno 2022 i consumatori hanno cominciato a ridurre le quantit\u00e0 di prodotto acquistate per riuscire a far fronte all\u2019aumento pi\u00f9 consistente dei prezzi\u00bb commenta Marco Cuppini.2. La convenienza nei cinque principali fenomeni alimentariIn seconda battuta l\u2019Osservatorio Immagino si \u00e8 focalizzato sul posizionamento di prezzo e sull\u2019andamento dei panieri relativi ai principali fenomeni monitorati nell\u2019universo alimentare (free from, rich-in, intolleranze, italianit\u00e0 e lifestyle) per mapparne il posizionamento rispetto al tema della convenienza.Da quest\u2019analisi \u00e8 emerso che il paniere dei prodotti \u201csenza\u201d \u00e8 posizionato soprattutto nel terreno del mainstream. La fascia media di prezzo contribuisce per quasi il 50% al giro d\u2019affari del paniere free from, una quota decisamente pi\u00f9 alta rispetto alla media del food, acqua minerale e alcolici esclusi (44,9%). Invece la fascia alta ha un\u2019incidenza inferiore alla media (24,7% contro 28,8%) e quella bassa \u00e8 allineata al valore del paniere food (26,0%). Nei 12 mesi analizzati, il carrello free from mostra per\u00f2 una forma di \u201cpremiumizzazione\u201d degli acquisti: la crescita delle vendite sia a valore (+1,5%) sia a volume (+0,7%) \u00e8 stata infatti trainata dall\u2019espansione delle vendite dei prodotti di fascia media e alta (Figura 2).Anche se la quota di prodotti in fascia media di prezzo (45,3%) \u00e8 superiore a quella media del food, acqua minerale e alcolici esclusi, il paniere dei prodotti rich-in spicca per l\u2019alta quota dei prodotti di fascia premium (30,2%). Ed \u00e8 proprio la loro espansione (+5% a valore e di +4,8% a volume) che ha contribuito all\u2019aumento delle vendite complessive del paniere, sia a valore (+2,8%) che a volume (+2,1%), (Figura 2).Anche il paniere dei prodotti destinati a chi soffre di intolleranze alimentari si caratterizza per la maggior incidenza di referenze ad alto prezzo: met\u00e0 delle vendite totali arrivano dalla fascia media (50,4%) e il 30,2% da quella alta, mentre quella bassa \u00e8 sottoallocata rispetto alla media dei prodotti alimentari, acqua minerale e alcolici esclusi. Ciononostante, la crescita totale del paniere \u00e8 stata spinta dalle performance positive dei prodotti di fascia bassa e media, portando a un downgrading del carrello della spesa per intolleranti (Figura 2).Figura 2. Andamento delle vendite di free from, rich-in e prodotti per intolleranti per fasce di prezzo&nbsp;I principali claim dell\u2019universo dell\u2019italianit\u00e0 in etichetta si concentrano nella fascia media di prezzo, che contribuisce a quasi il 47,0% del giro d\u2019affari del paniere, contro il 44,7% della media del totale food, acqua minerale e alcolici inclusi. Pi\u00f9 contenuta invece l\u2019incidenza delle altre due fasce di mercato (27,8% quella alta e 25,2% quella bassa). A sostenere l\u2019aumento di fatturato del paniere (+1,3% a valore, ma -0,2% a volume) \u00e8 la crescita dei prodotti di fascia alta (+2,4% a valore e +1,0% a volume), ma la ricerca di convenienza inizia a farsi sentire (Figura 3), in particolare per i prodotti in fascia bassa (-1,6% a volume), quelli certificati Dop, Doc e Docg, con una compressione dei consumi in tutte le fasce di prezzo, e quelli Igp\/Igt, che registrano una migrazione dei consumi verso la fascia bassa.Infine, nel paniere lifestyle prevale la fascia alta di prezzo (35,9% contro il 29,2% del totale food, acqua minerale e alcolici inclusi), mentre quella inferiore \u00e8 sotto media (17,1%), e nei 12 mesi rilevati si \u00e8 assistito a una prima contrazione dei consumi (-0,6% a valore e -1,7% a volume), spinta dal calo dei prodotti in fascia media (Figura 3). Ma i due principali claim di questo paniere mostrano situazioni differenti: il \u201cbio\u201d \u00e8 decisamente pi\u00f9 collocato nella fascia alta (54,8%) e ha sub\u00ecto un calo di vendite trasversale a tutte le fasce di prezzo, mentre nel \u201cveg\u201d (vegano e\/o vegetariano) si legge una prima migrazione dalla fascia media (53,6%) tanto verso quella bassa, tanto verso quella alta.Figura 3. Andamento delle vendite di italianit\u00e0 e lifestyle per fasce di prezzo3. La convenienza in etichetta e il profilo del consumatore medioL\u2019Osservatorio Immagino ha infine costruito un \u201ccarrello convenienza\u201d, in cui ha posto tutti i 6.471 prodotti (5,0% del totale rilevato) che presentano in etichetta almeno un riferimento a questa caratteristica (ad esempio le parole \u201crisparmio\u201d, \u201cofferta\u201d oppure \u201c+30 ml gratis\u201d), e ne ha monitorato le performance. Rispetto all\u2019anno finito a giugno 2021, restano stabili sia la numerica sia il giro d\u2019affari, pari a 2,8 miliardi di euro di sell-out tra super e ipermercati. Ma la situazione \u00e8 dinamica: produttori e distributori hanno decisamente aumentato l\u2019offerta (+10,4% la componente push) a fronte di un consumatore non ancora sensibile alle lusinghe della convenienza (-11,7% la componente pull).\u00abIl mancato sostegno della domanda pu\u00f2 essere spiegato con il fatto che nella prima parte del 2022 i consumatori avevano vissuto i primi rialzi inflattivi, ma non avevano ancora sentito appieno la necessit\u00e0 di risparmio trasversale su tutte le categorie di beni di largo consumo. Sicuramente la prossima rilevazione dell\u2019Osservatorio Immagino ci proporr\u00e0 una situazione in forte evoluzione\u00bb conclude Cuppini.Chiude il dossier l\u2019analisi di questo paniere dal punto di vista delle famiglie acquirenti, che conferma che i prodotti che parlano di risparmio e convenienza sono acquistati prevalentemente da famiglie con figli, piccoli o adolescenti, residenti nel Meridione e con reddito medio-basso. Guardando per\u00f2 agli andamenti tendenziali, crescono, seppur in modo lieve, gli acquisti nelle aree del Nord-Est del paese e da parte di famiglie con maggiori disponibilit\u00e0 di reddito, e di +6 punti percentuali da parte della fascia \u201cpre-family\u201d, ossia single o famiglie under 35 senza figli.Per scaricare la dodicesima edizione dell\u2019Osservatorio Immagino: osservatorioimmagino.it.Per rimanere aggiornati e seguirlo sui social: #OsservatorioImmaginoImmagini: Osservatorio Immagino GS1 Italy, ed. 2, 2022 &#8211; GS1 Italy. 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