[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/il-digitale-ci-sta-trasformando-si-ma-come%e2%80%a8\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/il-digitale-ci-sta-trasformando-si-ma-come%e2%80%a8\/","headline":"Il digitale ci sta trasformando: si ma come?","name":"Il digitale ci sta trasformando: si ma come?","description":"Rivedere i processi interni e i modelli organizzativi, sviluppare nuove competenze e costruire una cultura digitale aziendale: sono queste le priorit\u00e0 su cui le imprese del largo consumo italiano si stanno concentrando per affrontare la trasformazione digitale. E quelle che ritengono saranno strategiche anche nel prossimo biennio. A rivelarlo \u00e8 la ricerca \u201cLa trasformazione digitale. 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E quelle che ritengono saranno strategiche anche nel prossimo biennio. A rivelarlo \u00e8 la ricerca \u201cLa trasformazione digitale. Impatti su processi e competenze nel largo consumo\u201d, condotta da GS1 Italy con un team di ricercatori del Politecnico di Milano e dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Parma, e presentata ieri nel corso dell\u2019evento digitale dal titolo \u201cIl digitale ci trasforma?\u201d.\u00abLo scoppio della pandemia ha accelerato una serie di processi, mettendo in luce come il digitale pu\u00f2 aiutare le imprese a lavorare, comunicare e gestire meglio tutte le attivit\u00e0. Ma la digitalizzazione va ben oltre il semplice e-commerce\u00bb commenta Francesco Pugliese, Presidente di GS1 Italy. \u00abDigitalizzare significa mettere a fattor comune tutte le informazioni che derivano dal rapporto con il consumatore. Si rendono quindi necessari diversi modelli organizzativi interni, che tengano conto delle nuove modalit\u00e0 di lavoro, che hanno ridisegnato la relazione stesse tra le persone, e che diano spazio a profili adeguati, con culture differenti e, soprattutto, giovani. La sfida \u00e8 trovare l\u2019equilibrio e aprire il dialogo tra i nuovi ingressi e il management senior, costruendo una solida cultura digitale aziendale\u00bb.Lo studio ha indagato le diverse aree che rappresentano i temi della relazione informativa con il cliente e quello dei nuovi format, il contesto dell\u2019efficienza operativa e la negoziazione. Dall\u2019indagine emerge che le aziende si sentono &#8220;pronte&#8221; per le nuove sfide imposte dalla digitalizzazione: il 49% si dichiara pronta e il 35% pi\u00f9 che pronta a lavorare sugli aspetti che renderanno possibile questo cambiamento. Per accompagnare la trasformazione digitale, le aziende sentono il bisogno di investire per sviluppare nuove competenze nelle persone e per migliorare l\u2019approccio aziendale alla digitalizzazione. Minore \u00e8, invece, l\u2019impatto sulle strategie di business, limitato alla messa a fuoco di come sfruttare al meglio le opportunit\u00e0 offerte dal digitale.Il percorso verso una sempre maggiore digitalizzazione \u00e8 ormai tracciato. Ma \u00e8 anche costellato di ostacoli e criticit\u00e0. Le principali, individuate dalla ricerca, sono la complessit\u00e0 di riprogettare i processi aziendali, la resistenza da parte delle persone e la difficolt\u00e0 nel diffondere una cultura del digitale.\u00abLa trasformazione digitale produce cambiamenti significativi nei flussi informativi nella relazione tra imprese e con il consumatore, cambiamenti che condizionano le modalit\u00e0 di lavoro e le competenze necessarie alle organizzazioni\u00bb ha commentato Silvia Scalia, ECR and training director di GS1 Italy. \u00ab\u00c8 un aspetto che tocca da vicino GS1 Italy, che da sempre si occupa di contribuire all\u2019efficienza del sistema nella gestione e nel trasferimento dei dati attraverso gli standard, sin da quando ha creato il codice a barre, il primo esempio di hyperlink della storia\u00bb.Riorganizzare i processi interni \u00e8 la priorit\u00e0Lo studio ha chiesto alle aziende quali sono i processi che mostrano la maggiore rilevanza strategica e qual \u00e8 il livello di soddisfazione attuale delle soluzioni adottate e, in base alle risposte, li ha classificati in quattro macro aree di intervento.\u2022 Nel quadrante delle priorit\u00e0, caratterizzato da alta rilevanza strategica futura e soddisfazione rispetto alle soluzioni a supporto al di sotto della media, ci sono i processi di omnichannel category e nuovi formati (fisico e digitale) che hanno chiari legami logici e funzionali con il tema dell\u2019e-commerce.\u2022 Nel quadrante del consolidamento si posizionano gestione e presidio dell\u2019accuratezza del dato, comunicazione digitale, CRM e loyalty, data science e shopper marketing, tutti strettamente legati al tema del presidio della relazione informativa con il cliente, per i quali si conferma la strategicit\u00e0 per le imprese e gli alti livelli di soddisfazione attuali.\u2022 Nell\u2019area della manutenzione (ossia con alta soddisfazione ma con minor rilevanza strategica) ricadono la gestione della relazione commerciale (pi\u00f9 rilevante per il mondo dell\u2019industria), dell\u2019attivit\u00e0 a punto vendita e presidio del territorio, e le soluzioni per aumentare la visibilit\u00e0 e l\u2019efficienza negli ordini di consegna. Si tratta di processi gi\u00e0 in parte ottimizzati, su cui le aziende intendono lavorare in un\u2019ottica di mantenimento per garantire i flussi di merci\/prodotti.\u2022 Infine, nel quadrante dell\u2019osservazione (con bassa rilevanza strategica e soddisfazione) figurano mobile e smart payment (ritenuto per\u00f2 strategico dai retailer), e-procurement, B2B finance.Cambiare i modelli organizzativi, soprattutto per gestire l\u2019omnicanalit\u00e0La soluzione pi\u00f9 adottata per gestire la digital transformation \u00e8 la creazione di team interfunzionali, presenti nel 46% dei retailer e nel 56% dei produttori (dato che sale al 70% se consideriamo le aziende industriali di maggiori dimensioni). Il 20% delle industrie e il 35% dei distributori hanno creato una funzione digital, che risponde quasi sempre al top management, mentre il 43% delle imprese industriali e il 25% di quelle commerciali (soprattutto multinazionali) ha scelto il \u201cdigitale trasversale\u201d, facendo in modo che ogni funzione incorporasse ruoli e competenze digitali creando di fatto una cultura digitale orizzontale e pervasiva.Una riflessione a parte la merita l\u2019e-commerce che nella Distribuzione \u00e8 gestito da una funzione dedicata in una azienda su tre, mentre nell\u2019Industria vede soluzioni pi\u00f9 eterogenee, non ultima quella di affidarlo alle \u201cvendite\u201d (nel 25% dei casi). Dall\u2019altra parte, va segnalato che nella Distribuzione raramente (9% dei casi) l\u2019e-commerce risponde ai colleghi degli acquisti.\u00abIl digitale rimodella le relazioni orizzontali all&#8217;interno delle imprese (interfunzionalit\u00e0 e pervasivit\u00e0), ma anche le relazioni verticali tra Industria e Distribuzione creando nuovi spazi di dialogo\u00bb spiega Davide Pellegrini, direttore scientifico del Master GS1 in Retail and Brand Management dell\u2019Universit\u00e0 di Parma. \u00abIndustria e Distribuzione si aprono al confronto su temi che impattano sull\u2019efficacia, e non solo sull\u2019efficienza. Le nuove sfide che si prospettano alle aziende rimandano s\u00ec ai processi, ma anche alla dimensione soft dell&#8217;organizzazione, su cui abbiamo voluto concentrare la seconda parte della nostra ricerca\u00bb.I nuovi profili professionali ai tempi del digitaleLa trasformazione digitale e la ridefinizione delle attivit\u00e0 aziendali hanno comportato la necessit\u00e0 di nuove professionalit\u00e0 e competenze, da formare internamente o da ricercare all\u2019estero. Dalla ricerca di GS1 Italy emerge che tra i ruoli maggiormente presenti ci sono l\u2019e-commerce manager e il digital marketing manager, seguiti dal chief information security officer. Invece, tra le figure pi\u00f9 ricercate nei prossimi 12 mesi, le aziende indicano il social media listening analyst e il lean\/agile specialist\/scrum master, seguiti dalla figura del data scientist.Grazie alla forza attrattiva dei brand sui consumatori, le aziende del largo consumo percepiscono meno la concorrenza per attrarre i profili digitali rispetto al campione multisettoriale, ma il 60% del campione lamenta la difficolt\u00e0 a identificare percorsi di carriera attrattivi dedicati a queste figure. Nonostante ci\u00f2, i livelli di diffusione di profili digitali sono maggiori rispetto al campione multisettoriale, soprattutto per le funzioni Marketing e IT (e-commerce manager, digital marketing manager, chief information security officer).La formazione di competenze e specialisti nel digitalL\u2019avvento del digitale ha cambiato radicalmente i compiti e i processi della Direzione HR: se da una parte \u00e8 chiamata a supportare persone e organizzazione nel processo evolutivo, assumendo il ruolo di promotrice del cambiamento, contemporaneamente deve essa stessa raccogliere la sfida ed evolvere verso paradigmi innovativi, pi\u00f9 digitali.\u00abIl ruolo della Direzione HR \u00e8 fondamentale nell\u2019abilitare la transizione dell\u2019organizzazione verso il digitale: da una parte deve essere promotrice del cambiamento sviluppando iniziative e attivit\u00e0 di formazione per creare un digital mindset a tutti i livelli aziendali e supportare i fabbisogni specifici di profili e competenze digitali, dall\u2019altra deve lavorare su se stessa ripensando i propri processi in chiave digitale per avvicinarsi alle esigenze e alle aspettative di candidati e collaboratori\u00bb racconta Fiorella Crespi, direttore Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano.La necessit\u00e0 di dotarsi di una cultura del digitale sta impegnando i responsabili delle risorse umane aziendali nell\u2019attivare processi e iniziative finalizzati allo sviluppo interno, all\u2019integrazione e al reperimento dall\u2019esterno delle competenze e delle professionalit\u00e0 digitali.\u00abCentralit\u00e0 delle persone e innovazione sono i protagonisti della nostra strategia di recruiting ed employer branding: il progetto di selezione \u00e8, infatti, sempre pi\u00f9 orientato a una digitalizzazione people centered, disegnata per offrire ai candidati una candidate experience gratificante, generando un impatto positivo anche sulla sostenibilit\u00e0 sociale e ambientale\u00bb spiega Daniele Del Gobbo, talent acquisition &amp; employer branding manager in Esselunga. \u00abInoltre, l\u2019era dell\u2019esperienza condivisa, in cui le esperienze assumono significato nell\u2019atto stesso della loro condivisione, ci ha portato a sviluppare un\u2019employer branding strategy che dia voce alle nostre Persone in qualit\u00e0 di ambassador, attraverso il programma di employee advocacy: i veri protagonisti dei successi e delle sfide aziendali diventano, cos\u00ec, centrali nella costruzione di uno storytelling che valorizzi i nostri valori, mission, purpose e cultura\u00bb.L\u2019importanza dell\u2019attenzione verso l\u2019aspetto umano emerge anche dalle parole di Alessio Gianni, global digital &amp; content marketing director di Barilla: \u00abLa conoscenza delle persone e la raccolta di dati di prima parte \u00e8 una priorit\u00e0 strategica. \u00c8 l&#8217;obiettivo della Listening Room di Barilla, nata per poter essere sempre in ascolto e andare incontro agli interessi di consumatori e shopper\u00bb.Lo sviluppo di competenze digitali rappresenta un\u2019attivit\u00e0 in costante evoluzione e divenire. Rispetto a cinque anni fa \u00e8 cresciuta di molto la quantit\u00e0 di contenuti formativi dedicati ai temi del digitale, con la Distribuzione che tende ad affidare a provider esterni l\u2019erogazione della formazione sul digitale e concentra la formazione principalmente sul personale di sede, e con l\u2019Industria che, invece, preferisce gestire internamente il processo, attraverso percorsi di learning on the job, l\u2019utilizzo di video formativi e corsi d\u2019aula in presenza, e che apre la formazione sul digitale anche a parte del personale di stabilimento.\u00abL\u2019accelerazione della trasformazione digitale nelle aziende passa per la creazione di nuove competenze da parte delle persone che devono muovere e guidare questa trasformazione\u00bb commenta Ermanno Bertelle, HR and training manager di GS1 Italy. \u00abL\u2019Academy di GS1 Italy da diversi anni si occupa di formare i futuri manager del Largo Consumo, grazie ai rapporti instaurati con le principali universit\u00e0 italiane, in primis l\u2019Universit\u00e0 di Parma e il Politecnico di Milano. Inoltre, attraverso i suoi percorsi di formazione, favorisce la creazione di tutte quelle competenze necessarie proprio alla digitalizzazione dei processi, verso una sempre maggiore efficienza ed un rapporto rinnovato con il consumatore finale\u00bb.La ricerca \u201cLa trasformazione digitale. Impatti su processi e competenze nel largo consumo\u201d di GS1 Italy \u00e8 disponibile alla pagina dell\u2019evento sul sito di GS1 Italy."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Il digitale ci sta trasformando: si ma come?","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/il-digitale-ci-sta-trasformando-si-ma-come%e2%80%a8\/#breadcrumbitem"}]}]