[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/il-mercato-ittico-ornamentale-e-diventato-un-affare-multimiliardario\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/il-mercato-ittico-ornamentale-e-diventato-un-affare-multimiliardario\/","headline":"Di Crescenzo. Il mercato ittico ornamentale \u00e8 diventato un affare multimiliardario","name":"Di Crescenzo. 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Il 2% di queste vengono da allevamenti realizzati in impianti di acquacoltura.&#8211; Il commercio al dettaglio delle specie acquatiche ornamentali ha superato i 10 miliardi di dollari con una crescita annua stimata pari al 10% ogni anno;&#8211; Si stima tra i 18 e i 20 milardi di dollari il valore totale del mercato dell&#8217;indotto (acquari, pompe, areatori, accessori, mangimi, medicinali).Come si &egrave; arrivati a questi numeri da capogiro?La domanda sorge spontanea se si guarda a quello che &egrave; accaduto soltanto qualche decina di anni fa. Ben due crisi, una alla fine degli anni &#8217;90 e l&#8217;altra nel 2009, hanno determinato una riduzione degli scambi commerciali e quindi anche della produzione delle specie ornamentali &#8211; oltre ai pesci anche gli invertebrati, come i gamberi, occupano una quota rilevante del mercato in questione.Secondo la Ornamental Fish International (OFI) &#8211; l&#8217;associazione di categoria che riunisce e rappresenta gli interessi degli operatori del settore ornamentale appartenenti a 30 Paesi diversi &#8211; siamo di fronte ad una stabilizzazione del mercato ornamentale con una ripresa evidente ma geograficamente eterogenea. Paesi che prima importavano con una frequenza maggiore, hanno temporaneamente ridotto la domanda a causa di una significativa diminuzione degli acquisti interni.L&#8217;Unione Europea rappresenta oggi il pi&ugrave; grande mercato ornamentale acquatico, mentre gli Stati Uniti detengono l&#8217;Oscar per la nazione che importa di pi&ugrave; nel mondo.Il valore del mercato &egrave; strettamente legato alla struttura della catena che lega &#8211; tramite anelli intermedi (importatore, il grossista, il distributore&#8230;) &#8211; il capo (l&#8217;allevatore o pescatore) alla coda (l&#8217;acquirente finale). Trafila che porta il prezzo finale al dettaglio di un animale ad incorrere in un aumento sostanziale di pi&ugrave; del 300% a fronte del costo iniziale.Complessivamente si possono individuare 3 segmenti specifici per quanto riguarda la tipologia ornamentale di animali allevati o catturati, richiesti dal mercato acquariofilo:&#8211; Specie tropicali di acqua dolce: numericamente rappresentano la quota di maggior rilievo di pesci e invertebrati venduti, arrivando a coprire il 50% del mercato ornamentale. La loro produzione viene svolta principalmente in Asia.&#8211; Specie temperate di acqua dolce: molto conosciute in Europa e negli altri Paesi occidentali che non hanno un clima di tipo tropicale. Famosi per la loro docilit&agrave;, velocit&agrave; di acclimatamento e la semplicit&agrave; che richiedono in termini di gestione quotidiana anche in vasche all&#8217;aperto e in laghetti. Ricordo ad esempio a questo proposito la carpa koi ed il Pesce rosso.&#8211; Specie marine tropicali: il 98% sono catturate in mare &#8211; con particolare attenzione a quelle che vivono nelle barriere coralline e fra le quali sono incluse anche le specie di invertebrati come coralli ed anemoni. Una curiosit&agrave; &egrave; l&#8217;impennaggio nella mole di vendite del Pesce Pagliaccio, reso famoso dal fortunatissimo film d&#8217;animazione intitolato &#8220;Alla ricerca di Nemo (Finding Nemo)&#8221;.Sebbene quindi il mercato globale ornamentale abbia mostrato segni di riduzione del flusso commerciale in anni passati, &egrave; sempre stato comunque in grado di dimostrare la sua capacit&agrave; vitale di ripresa&nbsp;grazie anche ad un aumento dell&#8217;offerta non solo in quantit&agrave; ma anche in quanto alla variet&agrave; di specie proposte. Risultato che si deve ai continui avanzamenti tecnici e scientifici nel campo della riproduzione artificiale, del trasporto su lunghe distanze e dei mezzi per il mantenimento in acquario delle migliori condizioni ambientali. Oggi pi&ugrave; di prima, gli appassionati possono sbizzarrirsi ogni anno nella ricerca di specie sempre pi&ugrave; peculiari e rare.La domanda di pesci ornamentali ha inoltre stimolato negli ultimi decenni lo sviluppo di svariati piccoli allevamenti familiari oltre che commerciali, creando cos&igrave; occupazione e redditonei Paesi contraddistinti da economie povere o emergenti.Ne &egrave; passata di acqua negli acquari dall&#8217;epoca in cui soltanto l&#8217;imperatore cinese poteva godere della vista del lento nuoto di un pesce dalle squame d&#8217;oro, ospitato all&#8217;interno di un prezioso vaso Ming.La democratizzazione dell&#8217;acquariofilia sta dimostrando oggi come continuiamo ad essere affascinati dal ricreare una minuscola bolla di mare o di lago in casa per immergerci per un attimo nello spazio fluttuante dell&#8217;immaginazione.In effetti molti studi hanno rivelato come lo spettacolo offerto da un acquario influenzi l&#8217;ambiente in maniera positiva, riversando sulla nostra psiche la sua azione calmante; fatto sta che viene consigliato di tenerne uno soprattutto in luoghi che creano parecchia tensione, come le sale di attesa di uno studio dentistico.L&#8217;Europa importa specie ornamentali principalmente da Singapore. Israele, Tailandia, Nigeria, Tanzania, India, Srilanka e Maldive sono altri Paesi esportatori di rilievo sempre per gli appassionati europei.C&#8217;&egrave; poi La Repubblica Ceca che si sta conquistando un ruolo di primo piano come fornitore, avvalendosi della discriminante di prezzi competitivi da praticare sui suoi prodotti, in virt&ugrave; dell&#8217;assenza di tasse transfrontaliere da dover pagare.Visto l&#8217;aumento delle importazioni di specie ornamentali e quindi per supplire alla domanda interna europea, si &egrave; oramai profilata la necessit&agrave; (leggi &#8220;opportunit&agrave;&#8221;) di incentivi per l&#8217;attuazione di piani di&nbsp;sostegno nazionali alla creazione di allevamenti produttivi di specie ornamentali. Per molti anni infatti si &egrave; preferito puntare esclusivamente a sostenere con finanziamenti pubblici la creazione di impianti&nbsp;ittici per il mercato alimentare, trascurando il settore ornamentale; nonostante quest&#8217;ultimo abbia dimostrato in altre Nazioni di essere un settore in grado di creare occupazione e di dar risalto a figure professionali per ora poco valorizzate.L&#8217;opportunit&agrave; di crearsi un solido futuro nel settore oggi &egrave; ancora pi&ugrave; concreta per noi europei, essendo avvantaggiati, competitivamente parlando, da condizioni climatiche pi&ugrave; stabili di quelle che invece si stanno abbattendo sul Sudamerica e l&#8217;Asia.Anche una pi&ugrave; efficace azione di sensibilizzazione popolare nei confronti del benessere animale che viene portata avanti in Occidente da specialisti e appassionati, ha portato a privilegiare gli allevatori che si attengano a dettami gestionali pi&ugrave; rigidi e attenti. Per quanto riguarda invece le specie, la cui riproduzione in allevamento non &egrave; stata ancora messa a punto, c&#8217;&egrave; l&#8217;interesse nel pagare come valore aggiunto una pesca sostenibile che risulti nel minimo impatto sull&#8217;habitat della specie catturata.Mi auguro che nel 2018 potremo assistere alla realizzazione di pi&ugrave; impianti per l&#8217;allevamento delle specie ornamentali, cosicch&eacute; l&#8217;Italia recuperi la sua originaria fama di fornitrice di specie di acqua temperata di alta qualit&agrave; &#8211; un primato che abbiamo detenuto fino agli anni &#8217;90 e che abbiamo perso in primis per l&#8217;assenza di un ricambio generazionale.Auguro ai miei lettori un Anno nuovo ricco di nuove prospettive e progetti!Dr. Davide Di Crescenzo"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Di Crescenzo. 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