[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/il-paradosso-dellacquacoltura-nutrire-pesci-con-altri-pesci\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/il-paradosso-dellacquacoltura-nutrire-pesci-con-altri-pesci\/","headline":"Il paradosso dell&#8217;acquacoltura: nutrire pesci con altri pesci","name":"Il paradosso dell&#8217;acquacoltura: nutrire pesci con altri pesci","description":"Il paradosso dell&#8217;acquacoltura: nutrire pesci con altri pesci &#8211; L\u2019acquacoltura, spesso presentata come una soluzione sostenibile per soddisfare la crescente domanda globale di proteine animali, nasconde un\u2019incongruenza difficile da ignorare: per allevare pesci, si uccidono altri pesci. Un ciclo alimentare che si morde la coda! 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Il loro nutrimento principale nei sistemi di acquacoltura intensiva consiste in farina di pesce e olio di pesce, derivati dalla pesca di piccoli pesci pelagici come acciughe, sardine e sgombri. In pratica, si pescano grandi quantit\u00e0 di pesce selvatico per trasformarle in mangime destinato ad altri pesci, chiusi in vasche o gabbie.Questo approccio comporta diversi problemi:Sfruttamento eccessivo dei mari. Si stima che circa un terzo della pesca globale sia destinata alla produzione di farina e olio di pesce. Questo impatta negativamente sugli ecosistemi marini e sulle comunit\u00e0 costiere che dipendono da quei pesci per la propria alimentazione.Inefficienza energetica. Servono da 2 a 5 kg di pesce selvatico per produrre 1 kg di pesce allevato (a seconda della specie). Il fattore di conversione aumenta drasticamente per esempio per l\u2019accrescimento dei tonni in gabbia. \u00c8 questo un sistema contrario ai principi dell\u2019economia circolare e della sostenibilit\u00e0.Dipendenza da una risorsa limitata. Le popolazioni di pesce selvatico non sono infinite. Continuare a far affidamento su questo tipo di alimentazione compromette seriamente l\u2019ecosistema.Promuovere l\u2019acquacoltura come \u201csostenibile\u201d in questo contesto appare quasi contraddittorio.Fortunatamente, la ricerca sta offrendo diverse soluzioni innovative per superare questa dipendenza come, per esempio mangimi a base vegetale: soia, alghe, microalghe e altri ingredienti vegetali sono gi\u00e0 utilizzati in parte per sostituire la farina di pesce. Alcuni studi mostrano buoni risultati in termini di crescita e salute dei pesci, anche se resta da migliorare il profilo degli acidi grassi polinsaturi omega-3. (DHA, EPA)Altro mangime deriva dagli insetti come le larve di mosca e altri che possono essere allevati e trasformati in proteine animali ad alto valore nutritivo. Sono gi\u00e0 utilizzati in alcuni mangimi sperimentali, con buoni risultati.Ma anche il riciclo dei sottoprodotti della pesca come gli scarti e residui dell\u2019industria ittica i quali possono essere trasformati in mangimi, riducendo lo spreco e la necessit\u00e0 di pescare ulteriormente.Un passo avanti si sta ottenendo con l\u2019acquacoltura integrata multitrofica (IMTA), ovvero un sistema in cui specie diverse coesistono in modo simbiotico (es. pesci, molluschi, alghe) permettono di riutilizzare i nutrienti presenti nell\u2019ambiente e ridurre l\u2019impatto ambientale complessivo.Il sistema attuale dell\u2019acquacoltura \u00e8 per\u00f2 prevalentemente basato sul nutrire i pesci con altri pesci, e ci\u00f2 un \u00e8 paradosso ecologico. Se vogliamo davvero che l\u2019allevamento ittico sia parte della soluzione globale per una dieta sostenibile, dobbiamo rompere questo circolo vizioso. La buona notizia \u00e8 che le alternative esistono: serve volont\u00e0 politica, investimenti nella ricerca e una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori.Il paradosso dell&#8217;acquacoltura: nutrire pesci con altri pesci"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Il paradosso dell&#8217;acquacoltura: nutrire pesci con altri pesci","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/il-paradosso-dellacquacoltura-nutrire-pesci-con-altri-pesci\/#breadcrumbitem"}]}]