[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/il-pesce-e-finito-il-nuovo-saggio-del-naturalista-gabriele-bertacchin\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/il-pesce-e-finito-il-nuovo-saggio-del-naturalista-gabriele-bertacchin\/","headline":"\u201cIl pesce \u00e8 finito\u201d, il nuovo saggio del naturalista Gabriele Bertacchini","name":"\u201cIl pesce \u00e8 finito\u201d, il nuovo saggio del naturalista Gabriele Bertacchini","description":"\u201cSe noi italiani dovessimo mangiare solo pesce che proviene dalle nostre acque non ne avremmo pi\u00f9 a disposizione, approssimativamente, intorno alla fine di marzo di ogni anno\u201d. Inizia cos\u00ec \u201cIl pesce \u00e8 finito \u2013 lo sfruttamento dei mari per il consumo alimentare\u201d, il nuovo saggio del naturalista Gabriele Bertacchini, edito da Infinito edizioni, patrocinato da [&hellip;]","datePublished":"2021-04-22","dateModified":"2022-12-23","author":{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/author\/comunicato-stampa\/#Person","name":"Redazione","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/author\/comunicato-stampa\/","identifier":2217,"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2d27b5a1a7cf9a003c987f35693dd7fe345733443eaa68034a2ee9e92782e25d?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2d27b5a1a7cf9a003c987f35693dd7fe345733443eaa68034a2ee9e92782e25d?s=96&d=mm&r=g","height":96,"width":96}},"publisher":{"@type":"Organization","logo":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/pesceinrete.png","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/pesceinrete.png","width":600,"height":60}},"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/il-pesce-e-finito.jpg","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/il-pesce-e-finito.jpg","height":375,"width":640},"url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/il-pesce-e-finito-il-nuovo-saggio-del-naturalista-gabriele-bertacchin\/","about":["News","Pesca"],"wordCount":892,"keywords":["libro","pesca fantasma","pesce","settore ittico","sfruttamento mari"],"articleBody":"\u201cSe noi italiani dovessimo mangiare solo pesce che proviene dalle nostre acque non ne avremmo pi\u00f9 a disposizione, approssimativamente, intorno alla fine di marzo di ogni anno\u201d.Inizia cos\u00ec \u201cIl pesce \u00e8 finito \u2013 lo sfruttamento dei mari per il consumo alimentare\u201d, il nuovo saggio del naturalista Gabriele Bertacchini, edito da Infinito edizioni, patrocinato da Oceanus onlus, in libreria da oggi, 22 aprile, in occasione della giornata mondiale della Terra.Un viaggio sotto la superficie dell\u2019acqua, tra moderni attrezzi di cattura, dati impietosi, avvenimenti di cronaca, specie viventi che stanno diventando sempre pi\u00f9 rare, per diventare consumatori pi\u00f9 consapevoli e fare le scelte migliori.Peschiamo troppo e lo stiamo facendo male, se \u00e8 vero che, contemplando anche il deterioramento lungo la filiera, circa il 40% di tutte le catture non arriva al nostro piatto. Per alcuni \u201cprodotti\u201d, le catture accessorie possono essere anche pi\u00f9 del doppio rispetto la specie per la quale si \u00e8 usciti in mare. Per un chilogrammo di gamberetti, ad esempio, \u00e8 possibile trovare nella rete anche pi\u00f9 di cinque chilogrammi di animali \u201cnon desiderati\u201d, che finiscono per essere sacrificati nel nome degli attuali modelli di consumo. Per un chilogrammo di cannolicchi pescati con le draghe turbosoffianti vi possono essere altri tre &#8211; quattro chilogrammi di esseri viventi che non vengono commercializzati.La \u201cpesca fantasma\u201d non riguarda solo pesci, ma anche cetacei, uccelli marini e tartarughe. Solo per riportare qualche dato, a livello mondiale, ogni anno, perdono la vita nelle reti e nelle lenze di materiale plastico oltre centotrentamila tra leoni marini, foche e balene.Il Mediterraneo \u00e8 considerato il mare pi\u00f9 sfruttato al mondo. Vi peschiamo dalle due alle tre volte al di sopra di quello che la natura \u00e8 in grado di sopportare.A livello globale, oltre il 30% degli stock ittici \u00e8 eccessivamente sfruttato e circa il 60% \u00e8 pienamente sfruttato.Le specie che sono in cima alla piramide trofica (predatori), anche a causa dei loro cicli riproduttivi pi\u00f9 lunghi, sono quelle che se la passano peggio. Il pesce spada, alcuni squali (come la verdesca e il palombo), il merluzzo nordico, il tonno rosso, la rana pescatrice, diverse cernie, sono solo alcuni dei \u201cnomi\u201d commerciali pi\u00f9 famosi alla cui pesca ci si \u00e8 dedicati con un\u2019intensit\u00e0 spropositata.All\u2019interno dei Paesi dell\u2019Unione europea, cinque prodotti soltanto coprono quasi il 50% dei consumi complessivi. Nulla da meravigliarsi, dunque, se entro il 2048, come sostengono alcuni biologi marini, continuando con questo passo, i principali pesci che siamo abituati a mangiare saranno in parte scomparsi.In aggiunta c\u2019\u00e8 la pesca di frodo, quella che ha numeri difficili da conteggiare, ma che riguarda oloturie, cavallucci marini, giovani anguille, novellame di pesce azzurro, bivalvi, e che pu\u00f2 essere praticata anche con metodi altamente distruttivi (basti pensare che per ottenere un piatto di spaghetti ai datteri di mare si distrugge, mediamente, un quadrato di fondale con lato superiore a trenta centimetri).Oltre il 50% di tutti i prodotti ittici consumati dagli esseri umani, poi, proviene attualmente dall\u2019allevamento. \u201cQuesto&#8211; spiega Bertacchini \u2013 contribuisce ad alimentare il problema e a provocarne dei nuovi. Bisogna tenere in considerazione l\u2019efficienza con cui, in termini di peso equivalente, l\u2019acquacoltura converte un\u2019unit\u00e0 di pesce selvatico in un\u2019unit\u00e0 di pesce allevato. Seppure la ricerca stia facendo passi da gigante, per alcune specie di grandi dimensioni e con una certa dieta (pensiamo al salmone) non \u00e8 possibile ottenere un rapporto 1:1. Il che vuol dire che si svuotano i mari di pesci considerati di minore importanza solo per avere specie pi\u00f9 alla moda, in quanto solo una parte dei mangimi e delle farine si ottiene dai prodotti di scarto della filiera ittica, quali i filetti.L\u2019allevamento pu\u00f2 provocare anche fenomeni di inquinamento delle acque; distruzione di habitat (pensiamo alle gabbie per i gamberi tropicali che si sostituiscono alle foreste di mangrovie); introduzione di specie selezionate artificialmente in ambienti naturali. C\u2019\u00e8 infine l\u2019aspetto etico. I pesci non godono di grande considerazione, ma sono gli animali, a livello numerico, pi\u00f9 sfruttati al mondo\u201d.Il destino imminente dei pesci e delle altre creature dei mari \u00e8 affidato a una crescita di coscienza e di conoscenza allo stesso tempo sia individuale che collettiva. Le nostre azioni contano pi\u00f9 di quello che possiamo immaginare, in quanto vanno ad alimentare un circuito e a disegnare. Per quanto se ne dica, parole e idee possono cambiare il mondo. \u201cSono i pensieri che possono plasmare le leggi, i governanti, i consumi, i controllori, i commercianti e i pescatori di domani. Dobbiamo permettere agli ecosistemi di rimettersi in moto in modo naturale \u2013 continua Bertacchini. &#8211; Se messa nelle condizioni di poterlo fare, la vita acquatica \u00e8 in grado di riprendersi. Le aree marine ci dicono e di dimostrano questo\u201d.Come scrive Umberto Pelizzari nella prefazione: \u201cCogliamo i piccoli e grandi segnali che il mare ci invia. Osserviamo. Guardiamoci dentro e adattiamoci alle sue esigenze. Sentiamoci parte di qualcosa di pi\u00f9 grande. Fermiamoci per un istante, ascoltiamo quello che il mare ha da dirci\u201d.&nbsp;Note sull\u2019autoreGabriele Bertacchini (Bologna, 1980), \u00e8 un divulgatore ambientale. Dopo la laurea in Scienze naturali e un master in comunicazione ambientale, nel 2006, fonda AmBios, azienda specializzata in educazione e comunicazione ambientale. Collabora con molti enti sul territorio nazionale. Vive diviso tra Trentino e Sardegna, tra i boschi e le coste di cui ama raccontare le storie. Ha all\u2019attivo oltre duemila incontri pubblici tra conferenze e momenti formativi. Ha pubblicato Il mondo di cristallo (2017) e L\u2019orso non \u00e8 invitato (2020)."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"\u201cIl pesce \u00e8 finito\u201d, il nuovo saggio del naturalista Gabriele Bertacchini","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/il-pesce-e-finito-il-nuovo-saggio-del-naturalista-gabriele-bertacchin\/#breadcrumbitem"}]}]