[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/in-adriatico-meridionale-il-programma-safeshark\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/in-adriatico-meridionale-il-programma-safeshark\/","headline":"In Adriatico meridionale il Programma SafeShark","name":"In Adriatico meridionale il Programma SafeShark","description":"In Adriatico meridionale \u00e8 stato condotto il Programma SafeShark &#8211; da gap conoscitivi da colmare verso buone pratiche di gestione delle catture accidentali attraverso la partecipazione attiva di pescatori e autorit\u00e0 addette al controllo. 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Gli elasmobranchi del Mediterraneo sono tutelati da un ampio quadro normativo, in pratica, tuttavia, queste specie rischiano di scomparire.Come nasce l&#8217;idea di un progetto per proteggere gli squali in Mediterraneo?Squali e razze presentano spesso caratteristiche biologiche che li rendono molto pi\u00f9 vulnerabili agli impatti antropici, tra cui la pesca. La maggior parte di queste specie possiede un ciclo vitale basato su bassa fecondit\u00e0, lento accrescimento, raggiungimento della maturit\u00e0 sessuale in et\u00e0 avanzata e per le specie ovovivipare lunghi periodi di gestazione, tutte caratteristiche che in molti casi non assicurano una grande capacit\u00e0 di ripresa delle popolazioni sfruttate. Maturando in et\u00e0 avanzata molti squali vengono pescati prima di essersi potuti riprodurre almeno una volta. Purtroppo, biologia, ecologia e tassi di cattura di questi pesci organismi rimangono ancora poco conosciuti. Spesso, tra l\u2019altro, essi non sono il target della pesca, ma risultano catturate come specie accessorie (by-catch) ed accidentalmente.Quale \u00e8 la specie target della attivit\u00e0 ricerca?La verdesca, spesso catturata accidentalmente durante la pesca al pesce spada con i palangari di superficie. Una specie per la quale in Mediterraneo ed in particolare per l\u2019Adriatico meridionale dati quantitativi di esemplari catturati (e.g. lunghezza, condizione alla cattura, aree di maggior incidenza del fenomeno) sono scarsi o inesistenti. Conoscenze fondamentali per poter implementare azioni di gestione e di protezione su queste specie. Anche la legislazione inerente alla cattura accidentale di questi animali \u00e8 complessa, e non sempre nota a chi per primo deve rispettarla, i pescatori, ma anche i commercianti e i comuni cittadini. Basti pensare che l\u2019Italia \u00e8 uno dei maggiori mercati al mondo per il consumo di carne di squalo, in alcuni casi anche di specie protette, e molto spesso si tratta di frodi alimentari. Ecco perch\u00e9 il WWF con il supporto della fondazione MAVA ha deciso d\u2019investire in un progetto di conservazione e sensibilizzazione specifico su questi aspetti in un\u2019area come l\u2019Adriatico Meridionale, unica importante per gli squali pelagici come la verdesca.Quali sono i partner del progetto?SafeShark \u00e8 un programma triennale (2018-2020) che WWF Italia, grazie alla collaborazione con altri uffici del WWF del Mediterraneo, ha lanciato nell\u2019Adriatico meridionale &#8211; tra Italia ed Albania &#8211; in collaborazione con l\u2019ONG INCA (Institute for Nature Conservation Albania), COISPA Tecnologia &amp; Ricerca le cooperative di pesca locali della Marineria di Monopoli.Quali gli obiettivi specifici?Gli obbiettivi specifici del progetto SafeShark sono:\u2022 aumentare la conoscenza del fenomeno della cattura accidentale di elasmobranchi in Italia e Albania\u2022 valutare i tassi di sopravvivenza degli squali rilasciati in seguito a cattura accidentale e individuare insieme ai pescatori migliori pratiche di rilascio\u2022 valutare il fenomeno della frode alimentare (Safeshark ha previsto anche l\u2019analisi della catena di commercializzazione raccogliendo, tramite un semplice inventario di prodotti e rivenditori, pi\u00f9 informazioni sui pattern e sulle motivazioni dietro l\u2019etichettatura sbagliata degli elasmobranchi. Il progetto si \u00e8 concentrato lungo le coste)\u2022 rendere prioritario a livello di istituzioni nazionali (Italia e Albania) la gestione e la creazione di misure di conservazione appropriate per combattere il fenomeno della pesca accidentale di squali e la frode alimentareQuale \u00e8 stata la parte sperimentale e di ricerca applicata nel progetto e quali i principali risultati?Pierluigi Carbonara (COISPA) ci spiega che per comprendere la sopravvivenza alla cattura e gli spostamenti a breve\/medio termine delle popolazioni di verdesca del Mediterraneo centrale incluso l\u2019Adriatico meridionale, alcuni esemplari di squali sono stati marcati con dispositivi satellitari, \u201cpop-up tag\u201d. Tag programmati per registrare una serie di dati (profondit\u00e0, temperatura, velocit\u00e0 di nuoto ecc.) mentre sono attaccati agli squali, per poi staccarsi e raggiungere la superficie dove trasmettono tutti i dati via satellite.\u201cLa sopravvivenza che abbiamo registrato \u00e8 molto alta, oltre l\u201985% degli esemplari marcati \u00e8 sopravvissuta. Quindi una strategia di mitigazione del fenomeno del by-catch basato sul rilascio degli esemplari di verdesca catturati durante la pesca avrebbe un impatto positivo. Inoltre, abbiamo scoperto che le verdesche hanno un pattern di movimenti verticali molto stabile, durante il giorno preferiscono nuotare in acque anche molto profonde fino oltre i 600 m, mentre durante la notte cacciano in superficie anche a pelo d\u2019acqua. L\u2019Adriatico meridionale durante il periodo estivo \u00e8 un hot-spot molto importante per la verdesca (oltre il 75% degli esemplari \u00e8 rimasto in zona). Probabilmente perch\u00e9 quest\u2019area rappresenta un\u2019ambiente favorevole all\u2019alimentazione, un dato particolarmente interessante perch\u00e9 in un caso la verdesca marcata a largo di Bari in un mese ha nuotato fino a largo di Creta, confermando che nonostante abbia capacit\u00e0 natatorie per compiere grandi migrazioni la maggior parte degli esemplari preferisce l\u2019Adriatico. Ulteriori dati sulle migrazioni di questa specie saranno forniti dai tag satellitari che registrano dati per un anno (i primi 5 esemplari con questa tipologia di tag \u00e8 stata marcata l\u2019estate scorsa e fra non molto inizier\u00e0 a fornirci i primi dati)\u201d dichiara Pierluigi Carbonara (COISPA).COISPA si \u00e8 occupata anche dello studio della dieta della verdesca, tramite analisi dei contenuti stomacali, la dieta della verdesca in Adriatico meridionale presenta tratti comuni con altre aree del Mediterraneo, basata essenzialmente su cefalopodi, ma con alcune differenze come i pesci ossei e diversi esemplari di uccelli (probabilmente esemplari che migrano attraversando l\u2019Adriatico nel periodo estivo) ed un elevata incidenza di rifiuti marini. Lo studio di incidenza del by-catch di verdesca per la marineria di Monopoli ha evidenziato che ogni 7 pesci spada viene sbarcato una verdesca ed in termini di esemplari sbarcati il 16% dello sbarcato totale dei palangari di superficie \u00e8 rappresentato da esemplari di verdesca.In che modo sono state coinvolte le cooperative di pescatori?Come molti pescatori hanno dichiarato, sia in Italia che in Albania, esiste molta disinformazione sulle regolazioni regionali e nazionali e, anche laddove conosciute, la loro applicazione \u00e8 difficoltosa o insufficiente. SafeShark ha sottolineato l\u2019importanza di una formazione mirata ai pescatori, sia con programmi regionali che nazionali, sulle misure necessarie per mitigare i fenomeni di catture accidentali e frodi alimentari, includendo anche l\u2019identificazione delle specie, le misure tecniche e di raccolta e segnalazione dei dati. SafeSharks ha previsto due eventi di formazione a Monopoli e Chioggia per pescatori, Capitanerie di Porto e commercianti. Sono stati prodotti materiali di riferimento per tutte le parti coinvolte, inclusa una guida per l\u2019identificazione delle specie di squalo e razza che compaiono pi\u00f9 frequentemente come cattura accidentale e le relative legislazioni in vigore, in Italia e in Albania. \u201cPer rendere efficaci tutte queste misure di conservazione \u00e8 necessario rafforzare la cooperazione tra le autorit\u00e0 e gli stakeholders, a livello regionale e nazionale, creando cos\u00ec un sistema di controllo e applicazione delle norme organico e coordinato. I pescatori rappresentano un anello chiave nella conservazione degli elasmobranchi, e la loro partecipazione e collaborazione \u00e8 indispensabile per qualsiasi strategia di protezione. Per questo motivo, SafeSharks ha avviato un dialogo diretto con le comunit\u00e0 di pescatori, coinvolgendo anche i consumatori e la societ\u00e0 civile, per trovare soluzioni condivise\u201d dichiara Giulia Prato WWF Italia.Cosa avverr\u00e0 adesso che il progetto SafeShark \u00e8 giunto a conclusione?\u201cResta moltissimo lavoro da fare per garantire che le vigenti normative di tutela di squali e razze siano correttamente applicate, migliorando l\u2019attuale gestione estremamente carente. Le attivit\u00e0 proseguiranno grazie al nuovo progetto Medbycatch, coordinato da Birdlife nel Mediterraneo e implementato da WWF Italia a Monopoli, Porto Cesareo e Marsala. In questa seconda fase, sperimenteremo strategie di mitigazione delle catture accidentali sulla base delle scoperte ottenute con SafeShark, e coinvolgeremo altre marinerie nelle formazioni e sensibilizzazioni in un gioco di squadra. La conservazione degli elasmobranchi \u00e8 un problema complesso, eterogeneo e in equilibrio precario tra economia, societ\u00e0 e conservazione. Le azioni di conservazione, monitoraggio e ricerca richiedono del tempo per essere applicate, tempo che alcune specie potrebbero non avere. Insieme, possiamo riuscire in questa difficile missione di salvataggio per gli squali, e dare a queste specie un futuro migliore. Dipende solo da ognuno di noi.\u201d sottolinea Giulia Prato.&nbsp;Maria Cristina Mangano"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"In Adriatico meridionale il Programma SafeShark","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/in-adriatico-meridionale-il-programma-safeshark\/#breadcrumbitem"}]}]