[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/interrogazione-venittelli-su-fermo-biologico\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/interrogazione-venittelli-su-fermo-biologico\/","headline":"Interrogazione Venittelli su fermo biologico","name":"Interrogazione Venittelli su fermo biologico","description":"Uno dei punti di maggiore dibattito nel mondo delle marinerie italiane e dell&rsquo;Adriatico soprattutto &egrave; senza ombra di dubbio quello sul fermo biologico. Un argomento che difficilmente negli ultimi trent&rsquo;anni ha messo d&rsquo;accordo il mondo ittico e ci sono criticit&agrave; relative anche al sistema di indennizzi e di ammortizzatori sociali legato al periodo di stop [&hellip;]","datePublished":"2017-06-05","dateModified":"2017-06-05","author":{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/author\/admin\/#Person","name":"Mariella Ballatore","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/author\/admin\/","identifier":2,"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/cecab3fab3dfcd9b752858ca79300944bd64a1aff14f7c8515e7364d9f447a23?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/cecab3fab3dfcd9b752858ca79300944bd64a1aff14f7c8515e7364d9f447a23?s=96&d=mm&r=g","height":96,"width":96}},"publisher":{"@type":"Organization","logo":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/pesceinrete.png","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/pesceinrete.png","width":600,"height":60}},"image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/75f181c8b506b67343f491340fe913ee.jpg","url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/75f181c8b506b67343f491340fe913ee.jpg","height":365,"width":570},"url":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/interrogazione-venittelli-su-fermo-biologico\/","about":["Pesca"],"wordCount":770,"keywords":["Laura Venittelli"],"articleBody":"Uno dei punti di maggiore dibattito nel mondo delle marinerie italiane e dell&rsquo;Adriatico soprattutto &egrave; senza ombra di dubbio quello sul fermo biologico. Un argomento che difficilmente negli ultimi trent&rsquo;anni ha messo d&rsquo;accordo il mondo ittico e ci sono criticit&agrave; relative anche al sistema di indennizzi e di ammortizzatori sociali legato al periodo di stop imposto all&rsquo;attivit&agrave; della pesca.&nbsp;L&rsquo;onorevole dem Laura Venittelli, responsabile nazionale delle politiche agricole, alimentari e forestali interroga il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, per sapere a fondo come stia l&rsquo;attuale situazione relative alle numerose questioni correlate al fermo biologico.&nbsp; Nel testo dell&rsquo;atto ispettivo l&rsquo;onorevole Venittelli evidenzia che a seguito di recenti innovazioni legislative, dal 2017, non &egrave; pi&ugrave; possibile utilizzare la Cassa integrazione straordinaria in deroga per sostenere il reddito dei pescatori nel caso di sospensioni temporanee dell&#8217;attivit&agrave; di pesca per condizioni meteorologiche avverse e per ogni altra causa &ndash; organizzativa o ambientale &ndash; non imputabile al datore di lavoro, ad esempio per la &nbsp;presenza di mucillagine, e nel caso di arresto temporaneo obbligatorio, cosiddetto fermo biologico.&ldquo;Il fermo biologico &egrave; un adempimento derivante da una decisione dell&rsquo;Unione europea ed &egrave; prevedibile e ciclico, il periodo viene individuato infatti annualmente da un decreto del Mipaaf, mentre il ricorso alla Cassa integrazione straordinaria &egrave; consentito in caso di situazioni imprevedibili &ndash; sottolinea la parlamentare dem, che aggiunge &#8211; anche il sistema ordinario rappresentato dalla Cassa Integrazione Salariale Operai dell&rsquo;Agricoltura (Cisoa) &#8211; applicato attualmente ai braccianti agricoli e\/o operai dell&#8217;agricoltura assunti a tempo indeterminato con almeno 180 giorni di lavoro annuali al proprio attivo &ndash; non &egrave; stato ritenuto applicabile al settore della pesca in quanto i rapporti di lavoro sono prevalentemente a termine e gli addetti raggiungono di rado i 180 giorni lavorativi nell&rsquo;arco dell&rsquo;anno; inoltre, una nota elaborata dagli uffici dell&rsquo;Inps ha evidenziato l&rsquo;insostenibilit&agrave; economica di tale soluzione; per i motivi descritti, con la legge di bilancio 2017 si &egrave; cercato di fornire una risposta concreta al problema mediante l&rsquo;istituzione di un Fondo di Solidariet&agrave; per il Settore Pesca (Fospe) &ndash; assimilabile ai fondi di integrazione salariale previsti dall&rsquo;art.26 del D.Lgs 148\/2015 &#8211; che ha come scopo la tutela, in costanza di rapporto di lavoro, del reddito dei lavoratori delle imprese di pesca; tuttavia il Fondo ha una dotazione iniziale di solo 1 milione di euro a carico del bilancio dello Stato per l&#8217;anno 2017 e prevede la contribuzione ordinaria, ripartita tra datori di lavoro e lavoratori nella misura, rispettivamente, di due terzi e di un terzo&rdquo;.&ldquo;Da ultimo &ndash; conclude il deputato componente della XIII commissione della Camera &#8211; la proposta di riforma del settore ittico contiene una delega al governo per ristrutturare il sistema degli ammortizzatori sociali nella pesca, allo scopo di sostenere il reddito e di favorire la tutela dei livelli occupazionali degli operatori della pesca in tutti i casi di sospensione dell&#8217;attivit&agrave; e di individuare forme alternative di impiego; questa situazione ancora indefinita si ripercuote pesantemente sulle aziende e sui lavoratori della pesca, che lamentano l&rsquo;assenza da parte del governo di adeguate tutele a sostegno del reddito in un comparto fortemente esposto alle incertezze conseguenti alle avversit&agrave; meteorologiche, alle crisi di mercato e all&rsquo;inquinamento ambientale; a quanto risulta gli indennizzi agli armatori di tutte le regioni italiane non sono stati corrisposti, in particolare, &egrave; giunta segnalazione all&rsquo;interrogante che la cooperativa Lavoratori del mare di Rimini ed altre realt&agrave; delle regioni Marche, Abruzzo e Molise ad&nbsp;oggi&nbsp;non hanno ancora ricevuto il pagamento del fermo pesca obbligatorio del 2015 e del 2016 e tutte esprimono forte preoccupazione per l&rsquo;anno in corso, poich&eacute; il periodo di fermo biologico si avvicina e la costituzione definitiva del Fondo di solidariet&agrave; per i lavoratori della pesca sta incontrando molte difficolt&agrave;&rdquo;.Con questa interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi Fusilli e D&rsquo;Incecco, l&rsquo;onorevole Venittelli chiede ai Ministri Martina e Poletti se siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali siano le cause del mancato pagamento del fermo pesca obbligatorio del 2015 e del 2016; in generale quale sia lo stato dell&#8217;arte dei pagamenti per il fermo pesca obbligatorio degli anni 2015 e 2016; quali decisioni intendano assumere in relazione all&rsquo;adozione di strumenti di tutela del reddito per le imprese e i lavoratori della pesca."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Interrogazione Venittelli su fermo biologico","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/interrogazione-venittelli-su-fermo-biologico\/#breadcrumbitem"}]}]