[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/intervista-a-angelo-petruzzella-vicepresidente-di-legacoop-agroalimentare\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/intervista-a-angelo-petruzzella-vicepresidente-di-legacoop-agroalimentare\/","headline":"Intervista a Angelo Petruzzella, vicepresidente di Legacoop Agroalimentare","name":"Intervista a Angelo Petruzzella, vicepresidente di Legacoop Agroalimentare","description":"Qual \u00e8 lo stato di salute delle realt\u00e0 da voi rappresentate? La chiusura del circuito HORECA, la diminuita operativit\u00e0 di alcuni mercati ittici, le difficolt\u00e0 logistiche\u00a0 ed i consumi orientati verso prodotti a lunga scadenza (surgelati) a scapito di quelli freschi, e soprattutto di quelli \u201cgi\u00e0 pronti\u201d, non hanno aiutato di certo la produzione. 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Nelle prime settimane di lockdown abbiamo assistito ad una forte battuta di arresto dell\u2019attivit\u00e0 di pesca. Successivamente, nei primi giorni di aprile, grazie anche a una presa di coscienza e applicazione delle norme di sicurezza Covid, che come Coordinamento pesca dell\u2019Alleanza delle Cooperative Italiane abbiamo ampliamente divulgato, c\u2019\u00e8 stata una lenta ripresa dell\u2019attivit\u00e0 soprattutto della cosiddetta \u201cgrande pesca\u201d. Certamente l\u2019operativit\u00e0 delle marinerie \u00e8 molto ridotta, ma alcune imbarcazioni stanno uscendo in mare, alternandosi tra loro per cercare di gestire mercato e prezzi, nonostante le difficolt\u00e0 e i costi che si riscontrano nel rispettare i protocolli di sicurezza anti contagio a bordo. Nel frattempo molte imprese si sono attrezzate per raggiungere direttamente i consumatori, attraverso la vendita diretta ed in alcuni casi consegnando a domicilio il pescato. Anche la piccola pesca , con grandi difficolt\u00e0, ha continuato ad operare e garantire prodotti ittici ai consumatori.Quali stime siete in grado di fare\u00a0oggi\u00a0circa le aziende che resisteranno? Molto dipende dalla durata di questa emergenza e dalla rapidit\u00e0 con cui verranno erogati i sostegni previsti dallo Stato. Oggi ancora da quantificare con precisione e in attesa delle norme di attuazione. Sicuramente le ricadute ci saranno in un settore che vive da anni le difficolt\u00e0 legate alla contrazione dello sforzo di pesca imposto e dalla assenza di una reale strategia di rilancio del settore della pesca e dell\u2019acquacoltura.Pesce fresco nei locali in riva al mare, sagre e turismo gastronomico. Per la stagione in vista, il ridimensionamento dell\u2019afflusso turistico ricadr\u00e0 sul settore, come vi state preparando all&#8217;impatto?La situazione \u00e8 in divenire, difficile in questo contesto fare delle previsioni. Senza dubbio il settore del turismo subir\u00e0 un notevole ridimensionamento, cambieranno le abitudini ed anche i consumi, compreso quello di pesce fresco. Molto dipender\u00e0 dall\u2019operativit\u00e0 del circuito HORECA, dalla possibilit\u00e0 per i ristoranti di poter esercitare, seppure con limitazioni.Non dimentichiamo inoltre che la grande attenzione del comparto verso nicchie di diversificazione dell\u2019attivit\u00e0 di pesca, ha orientato molti imprenditori ittici verso attivit\u00e0 legate fortemente al turismo. Mi riferisco alle pratiche del pescaturismo e dell\u2019ittiturismo che in alcune Regioni rappresentano realt\u00e0 importanti e punti di forza di molte marinerie. Per questo abbiamo sollecitato il Governo e le Istituzioni a non dimenticare queste realt\u00e0 che sono parte importante della filiera del turismo nazionale.Lo Stato e l&#8217;Ue come intervengono in aiuto della categoria? Cos&#8217;altro si potrebbe fare? L\u2019Unione europea ha emanato importanti provvedimenti (Reg UE 560\/2020, Reg UE 460\/2020, Comunicazione Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell\u2019economia nell\u2019attuale emergenza del COVID-19 n.d.r.). Sono provvedimenti che consentono oggi una rimodulazione dei Programmi Operativi e quindi lo spostamento di risorse comunitarie ancora a disposizione soprattutto delle Regioni, verso il sostegno ai fermi temporanei e al ristoro delle perdite dell\u2019acquacoltura (mitilicoltura in primis) dovute alla caduta della domanda per prodotti che, invece, devono essere in ogni caso raccolti nei prossimi giorni. Certamente tutto \u00e8 migliorabile, forse si poteva avere un\u2019attenzione particolare al tema della condizionalit\u00e0 dell\u2019aiuto FEAMP prevedendone una sospensione della vigenza, ma direi che ora la palla passa agli Stati membri e alle Regioni. In Italia anche il DL 18\/2020 Cura Italia convertito \u00a0da pochi giorni in legge, ha introdotto la possibilit\u00e0 di un ristoro economico \u00a0per le imprese della pesca e dell\u2019acquacoltura, comprese le imprese che operano nelle acque interne. E\u2019 questa una novit\u00e0 molto importante, ma molto resta da fare. Le stesse misure previste nel Cura Italia necessitano di uno snellimento delle procedure burocratiche che rischiano di vanificare quanto sino a qui ottenuto. L\u2019Amministrazione deve inoltre sicuramente sanare la dimenticanza, tra coloro che possono usufruire del sostegno dei 600 euro, dei pescatori autonomi.Quando e come sar\u00e0 possibile uscire dalla crisi?\u00a0Ripeto, i tempi dipenderanno da quanto saranno tempestive ed operative le misure di accompagnamento e di sostegno alle imprese previste dal Governo, ma sicuramente per il \u201cdopo\u201d, si avr\u00e0 bisogno di un grande disegno strategico per un settore vitale per l\u2019economia del nostro paese. Non dimentichiamo che siamo importatori di prodotti ittici (nel 2018 abbiamo importato oltre 1 milione di tonnellate di prodotto ittico tra fresco e trasformato) e molte volte sulle nostre tavole arrivano prodotti di dubbia qualit\u00e0. Noi come Coordinamento pesca dell\u2019Alleanza delle Cooperative Italiane e come Legacoop, continueremo a fare il nostro lavoro che in questi anni si \u00e8 concentrato molto sull\u2019innovazione. Una innovazione a tutto campo, dai temi della sostenibilit\u00e0 ambientale per noi mai scindibile da quelli della sostenibilit\u00e0 economica e sociale, a quelli della diversificazione, per finire alla trasformazione e alla commercializzazione. Quest\u2019ultimo sar\u00e0 determinante nei prossimi anni, senza la costruzione di forti filiere produttive di qualit\u00e0 che dalla produzione arrivano alla tavola dei consumatori, rispondendo ai nuovi bisogni ed esigenze di quest\u2019ultimi, non ci sar\u00e0 futuro per la pesca e l\u2019acquacoltura italiana."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Intervista a Angelo Petruzzella, vicepresidente di Legacoop Agroalimentare","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/intervista-a-angelo-petruzzella-vicepresidente-di-legacoop-agroalimentare\/#breadcrumbitem"}]}]