[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/intervista-a-gennaro-scognamiglio-presidente-unci-agroalimentare\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/intervista-a-gennaro-scognamiglio-presidente-unci-agroalimentare\/","headline":"Intervista a Gennaro Scognamiglio presidente UNCI Agroalimentare","name":"Intervista a Gennaro Scognamiglio presidente UNCI Agroalimentare","description":"Qual \u00e8 lo stato di salute delle realt\u00e0 da voi rappresentate? Le Cooperative, le imprese e i lavoratori del settore pesca che rappresentiamo, risultano particolarmente colpite dall\u2019emergenza epidemiologica in corso: il settore \u00e8\u00a0 in enorme sofferenza, al collasso. 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L\u2019attivit\u00e0 della pesca, sin dall\u2019inizio dell\u2019emergenza, non rientrava tra quelle ferme per Decreto, ma per forza di cose. Abbiamo assistito ad una sorta di paradosso: tutte le attivit\u00e0 legate al comparto primario, e quindi non solo l\u2019agricoltura ma anche la pesca, non si sono potute mai fermare per assicurare il necessario approvvigionamento alimentare all\u2019intera nazione. Eppure sin dall\u2019inizio, soprattutto le restrizioni imposte dalle misure di contenimento previste dal Governo, hanno generato notevoli difficolt\u00e0 alla logistica e ai trasporti che a loro volta hanno determinato un notevole rallentamento alla catena di distribuzione dei prodotti. Ecco dunque che i primi a registrare problemi sono state le imprese\u00a0 legate alla produzione e alla distribuzione dei cosiddetti \u201cfreschi\u201d, compresi i prodotti ittici dunque. Il pesce \u00e8 prodotto fresco soggetto a una\u00a0 deperibilit\u00e0 particolare. I pescatori dunque, pur continuando la loro attivit\u00e0 hanno dovuto fare i conti con la difficolt\u00e0 di collocare sul mercato il loro prodotto, per i motivi prima ricordati e anche a causa delle mutate abitudini dei consumatori che in tempo di lockdown hanno preferito comprare prodotti non freschi ma facili da conservare. Il colpo ferale poi \u00e8 arrivato con la chiusura completa del sistema Ho.Re.Ca.: \u00e8 venuta a mancare \u00a0la fetta pi\u00f9 consistente del mercato facendo registrare una caduta verticale della domanda.Quali stime siete in grado di fare oggi circa le aziende che resisteranno e quelle che chiuderanno?Come\u00a0 si affermava in precedenza la situazione \u00e9 particolarmente difficile per il settore pesca: la crisi ha investito tutti. Le stime sono difficili, ma certo le preoccupazioni principali riguardano i piccoli pescatori artigianali, le piccole e medie imprese spesso a conduzione familiare che rifornivano pescherie e mercati. Sono le stesse che stanno registrando enormi difficolt\u00e0 anche nell\u2019accedere alle misure di sostegno economico previste dai vari Decreti del Governo. Certo non si pu\u00f2 affermare che le imprese pi\u00f9 grandi non risentano della crisi, in minima parte arginata destinando alla grande distribuzione e all\u2019industria di trasformazione i propri prodotti. In ogni caso la crisi \u00e8 generalizzata e riteniamo che\u00a0 le attuali difficolt\u00e0 produrranno effetti a lungo termine.Pesce fresco nei locali in riva al mare, sagre e turismo gastronomico. Per la stagione in vista, il ridimensionamento dell\u2019afflusso turistico ricadr\u00e0 sul settore, come vi state preparando all&#8217;impatto?La stagione estiva alle porte poteva essere la luce in fondo al tunnel per ovvi motivi : ma l\u2019emergenza epidemiologica \u00e8 ben lontana dall\u2019essere risolta e le limitazioni alla circolazione delle persone e il distanziamento sociale continueranno ad essere essenziali in questa fase di convivenza con il virus. Il ridimensionato afflusso turistico far\u00e0 perdurare le difficolt\u00e0 registrate dal comparto pesca. Con poche presenza negli alberghi, nei ristoranti e nei locali, senza sagre e senza feste di piazza chiaramente il consumo di prodotti ittici che tradizionalmente aumenta durante i mesi estivi, registrer\u00e0 delle contrazioni record. Confidiamo allora nei consumi domestici: bisogna pensare a mettere a punto campagne di sensibilizzazione e di incentivazione finalizzate all\u2019acquisto di pesce da parte del consumatore. Ricordiamo che il pesce fresco dei nostri mari \u00e8 alimento di qualit\u00e0 il cui consumo \u00e8 particolarmente adatto ad una dieta sana ed equilibrata. \u00c8 questa quindi l \u2018occasione anche per rilanciare il nostro marchio Made in Italy che da sempre \u00e8 sinonimo di qualit\u00e0 e anche di sicurezza. Gli italiani devono imparare a comprare pi\u00f9 pesce da consumare a casa, bisogna potenziare le vendite dirette anche nei luoghi di sbarco. Va segnalato anche un certo successo relativo agli ordini online e alle consegne domiciliari.Lo Stato come interviene in aiuto della categoria?Sin da subito sia il nostro Governo nazionale che quello unionale hanno cercato di mettere in atto delle misure di sostegno per cercare di limitare i danni di una crisi senza dubbio epocale. In via eccezionale \u00e8 stata estesa anche alla pesca la misure della Cassa Integrazione, \u00e8 stato creato un Fondo per mettere a disposizione della categoria delle risorse utili a sopperire alle mancate giornate di attivit\u00e0; \u00e8 stato previsto un fondo di garanzia per le PMI operanti nel settore e che hanno bisogno di chiedere un prestito per far fronte alle perdite economiche a causa dell\u2019 emergenza epidemiologica, \u00e8 stato \u00a0innalzato il tetto degli aiuti di Stato per le imprese di pesca. L\u2019UE ha snellito l\u2019iter procedurale delle misure di finanziamento previste e ha provveduto a modifiche dei programmi operativi del FEAMP al fine di rendere disponibili maggiori riserve di liquidit\u00e0; \u00e8 stata adottata una nuova disciplina in materia di aiuti di stato; sono state \u00a0incluse le crisi sanitarie pubbliche fra gli strumenti di protezione dei fondi di mutualizzazione previsti dal FEAMP.Quando e come sar\u00e0 possibile uscire dalla crisi?\u00a0Risulta ancora molto difficile fare delle previsioni, abbiamo probabilmente superato il momento pi\u00f9 difficile, la fase pi\u00f9 acuta dell\u2019emergenza epidemiologica, ma non possiamo ancora dircene fuori. Da quanto affermato sin qui \u00e8 chiaro che la crisi economica che attanaglia il settore pesca \u00e8 strettamente connessa a quella epidemiologica: superata quest\u2019ultima si potr\u00e0 iniziare a ragionare sulla prima. Al di l\u00e0 delle misure a sostegno del comparto messe in campo sia dal Governo che dalla UE , la soluzione pi\u00f9 efficace per i pescatori \u00e8 tornare a lavorare a pieno regime. In fondo questa \u00e8 la speranza: che tutto passi presto e che si possa ritornare alla normalit\u00e0."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Intervista a Gennaro Scognamiglio presidente UNCI Agroalimentare","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/intervista-a-gennaro-scognamiglio-presidente-unci-agroalimentare\/#breadcrumbitem"}]}]