[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/intervista-a-paolo-tiozzo-vicepresidente-fedagripesca-confcooperative\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/intervista-a-paolo-tiozzo-vicepresidente-fedagripesca-confcooperative\/","headline":"Intervista a Paolo Tiozzo, vicepresidente Fedagripesca-Confcooperative","name":"Intervista a Paolo Tiozzo, vicepresidente Fedagripesca-Confcooperative","description":"Qual \u00e8 lo stato di salute delle realt\u00e0 da voi rappresentate? Stiamo vivendo una situazione senza precedenti. E la filiera ittica, che gi\u00e0 paga lo scotto di criticit\u00e0 strutturali (imprese sottocapitalizzate, difficolt\u00e0 di accesso al credito, complicato turnover generazionale), sta risentendo pi\u00f9 di altri settori di questa emergenza. 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E la filiera ittica, che gi\u00e0 paga lo scotto di criticit\u00e0 strutturali (imprese sottocapitalizzate, difficolt\u00e0 di accesso al credito, complicato turnover generazionale), sta risentendo pi\u00f9 di altri settori di questa emergenza. A pesare di pi\u00f9 sono la chiusura dei ristoranti, dove confluisce buona parte delle produzioni, e il cambiamento di abitudini dei consumatori che fanno spesa meno spesso e si orientano su prodotti a lunga conservazione, per fare scorta nelle dispense. Il coronavirus ha azzerato o quasi il fatturato della pesca italiana che ha fatto registrare nel solo mese di marzo una contrazione di circa 60 milioni di euro, ovvero oltre il -70% su base mensile e circa il -6% su base annua. A soffrire di pi\u00f9 le imbarcazioni pi\u00f9 grandi che hanno costi di gestione pi\u00f9 alti, quantitativi di sbarcato maggiore e di conseguenza rischi di invenduto pi\u00f9 elevati. Per i pescherecci pi\u00f9 piccoli, dove a bordo sono imbarcate poco persone e per lo pi\u00f9 componenti della stessa famiglia, \u00e8 andata un pochino meglio soprattutto nella gestione della sicurezza a bordo ma anche nella maggior flessibilit\u00e0 che gli ha permesso di cimentarsi nella vendita diretta a domicilio. Eppure, solo un anno fa i consumi di pesce facevano registrare, rispetto al 2018, un +2,6%. Con le cozze che rappresentavano il 50% delle vendite di molluschi. Traguardo che sembra difficile raggiungere quest\u2019anno. Proprio per le cozze oggi si registra l\u2019sos degli allevatori, preoccupati che se non ci sar\u00e0 a breve la ripresa dei mercati, il prodotto non verr\u00e0 raccolto, cosa che va fatta entro l\u2019estate, pena la perdita della produzione. Nonostante questa cornice tutt\u2019altro che rassicurante, la pesca, dopo qualche settimana dove circa l\u201980% della flotta \u00e8 rimasta ferma in porto, pur assicurando sempre la fornitura di prodotto ittico fresco, riprende il largo con la sua flotta anche se si naviga a vista. Si esce in mare non tutti e non tutti i gironi e si vede come reagisce il mercato. La domanda \u00e8 ancora ridimensionata, per tornare alla normalit\u00e0 bisogner\u00e0 attendere la riapertura del canale Horeca.Quali stime siete in grado di fare oggi circa le aziende che resisteranno ?Nonostante le enormi difficolt\u00e0, dobbiamo pensare positivo. Dobbiamo operare affinch\u00e9 nessuno resti indietro e nessuno chiuda. In questa ottica vanno i nostri appelli alle istituzioni nazionali e comunitarie affinch\u00e9 nelle misure di sostegno al settore previste nel \u201cCura Italia\u201d, ma non solo, non venga dimenticato nessun dalla piccola pesca, passando per i pescatori autonomi. Occorre per\u00f2 dare agli operatori non solo risposte certe ma strumenti da utilizzare nell\u2019immediato. E poi, dobbiamo augurarci che il sistema\u00a0 Paese esca quanto prima dal guado.Pesce fresco nei locali in riva al mare, sagre e turismo gastronomico. Per la stagione in vista, il ridimensionamento dell\u2019afflusso turistico ricadr\u00e0 sul settore, come vi state preparando all&#8217;impatto?Indubbiamente s\u00ec. La bella stagione rappresenta il periodo dell\u2019anno in cui storicamente si consuma pi\u00f9 pesce in un cocktail fatto di pi\u00f9 tempo libero, viaggi e pi\u00f9 occasioni di consumo al ristorante ma anche in casa. Quest\u2019anno bisogner\u00e0 fare i conti con una nuova normalit\u00e0 . Ma dopo questo lungo periodo trascorso tutti a casa, c\u2019\u00e8 voglia di riappropriarsi delle proprie abitudini anche a tavola. Bisogner\u00e0 fare i conti con i limiti imposti per tutelare la salute, non sappiamo quando si potr\u00e0 tornare a mangiare al ristorante e come saranno le nostre vacanze estive. Facilitare l\u2019acquisto del prodotto ittico, con la vendita diretta e la consegna a domicilio, \u00e8 stato, nei giorni pi\u00f9 bui della pandemia, una carta vincente per continuare a lavorare. Anche nella fase 2, occorrer\u00e0 impegnarsi al meglio per intercettare la domanda.\u00a0 La chiusura dei ristoranti ha mostrata tutta la fragilit\u00e0 di una filiera che stenta ad arrivare sulla Gdo. Il nodo cruciale resta la bassa penetrazione nella grande distribuzione delle produzioni nazionali. Da qui il nostro progetto di creare \u2018pescherie tricolori\u2019 all\u2019interno dei punti vendita. Per fare questo, servono accordi di filiera, occorre favorire la creazione di canali commerciali dentro i supermarket dove si vende pesce italiano. Un ruolo cruciale potrebbe svolgerlo il governo, dando cos\u00ec un sostegno reale al settore. Investire risorse pubbliche in questa iniziativa, favorendo un filo diretto tra supermercati e cooperative che producono, non significa solo dare \u00a0nuova vitalit\u00e0 ad un comparto in forte difficolt\u00e0 ma creare le premesse per favorire un consumo consapevole di prodotti ittici di qualit\u00e0. L\u2019obbiettivo \u00e8: mangiare pi\u00f9 pesce, mangiare italiano.Lo Stato e l&#8217;Ue come intervengono in aiuto della categoria?A fronte dell\u2019emergenza che stiamo vivendo, abbiamo chiesto un vero e proprio \u2018Piano Marshall\u2019 per il settore. Al momento l\u2019unica cosa fruibile veramente \u00e8 il sostegno al reddito degli imbarcati, legato al \u2018Cura Italia\u2019. Restano tuttavia esclusi alcune migliaia di pescatori autonomi che stiamo cercando di far recuperare dal governo. Si tratta di imperfezioni legislative che hanno tagliato fuori questi lavoratori dall\u2019assegno di 600 euro. Per il resto, abbiamo predisposto la cassetta degli attrezzi con il fondo per le imprese di pesca e acquacoltura, sempre nel Cura Italia, le modifica Feamp, l\u2019accesso al credito e qualche intervento de minimis che alcune regioni stanno ideando, come ad esempio in CampaniaQuando e come sar\u00e0 possibile uscire dalla crisi?E una crisi globale che riguarda tutti i settori, a tutte le latitudini. Mai come in questo momento \u00e8 evidente come l\u2019arrestarsi di una attivit\u00e0 pu\u00f2 avere ricadute negative sulle altre. Su fronte sanitario, dobbiamo confidare nella ricerca scientifica affinch\u00e9 venga trovato un vaccino. Dal punto di vista economico \u00e8 difficile fare previsioni sui tempi, ma \u00e8 indispensabile poter contare su una rete di protezione in grado di sostenere lo spirito di iniziativa di tutti quei privati che non vogliono gettare la spugna. Accompagnare, con risorse e strumenti adeguati, la voglia di innovare e reinventare la propria attivit\u00e0, superando cos\u00ec gli ostacoli oggettivi\u00a0 di questo momento storico. Occorre crederci, lavorare. Ma \u00e8 indispensabile che questo impegno venga incoraggiato e sostenuto, con la consapevolezza che\u00a0 si potr\u00e0 ripartire sono con un lavoro di squadra."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Intervista a Paolo Tiozzo, vicepresidente Fedagripesca-Confcooperative","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/intervista-a-paolo-tiozzo-vicepresidente-fedagripesca-confcooperative\/#breadcrumbitem"}]}]