[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/ispra-cambiamenti-climatici-e-invasioni-biologiche-i-pescatori-importanti-testimoni-dei-cambiamenti-in-atto-nel-mediterraneo\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/ispra-cambiamenti-climatici-e-invasioni-biologiche-i-pescatori-importanti-testimoni-dei-cambiamenti-in-atto-nel-mediterraneo\/","headline":"ISPRA. Cambiamenti climatici e invasioni biologiche: i pescatori importanti testimoni dei cambiamenti in atto nel Mediterraneo","name":"ISPRA. Cambiamenti climatici e invasioni biologiche: i pescatori importanti testimoni dei cambiamenti in atto nel Mediterraneo","description":"Sei un pescatore esperto? Allora quando esclami: &#8220;Questo non si era mai visto prima&#8221;, potresti essere testimone di importanti cambiamenti in atto nel Mar Mediterraneo. 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Allora quando esclami: &#8220;Questo non si era mai visto prima&#8221;, potresti essere testimone di importanti cambiamenti in atto nel Mar Mediterraneo.Uno studio, pubblicato\u00a0dalla prestigiosa rivista\u00a0Global Change Biology,\u00a0raccoglie le testimonianze di oltre 500 pescatori provenienti da 9 paesi mediterranei, che raccontano come il nostro Mediterraneo stia cambiando rapidamente sotto la spinta del riscaldamento globale e delle specie invasive. Cambiamenti climatici e attivit\u00e0 antropiche stanno, infatti, provocando una vera e propria redistribuzione delle specie viventi in tutto il pianeta: una riorganizzazione su grande scala che pu\u00f2 essere considerata per gran parte irreversibile. Alcuni effetti sono gi\u00e0 ben osservabili negli ambienti costieri del Mediterraneo, incluse le Aree Marine Protette che dovranno gestire questa nuova problematica ambientale al fine di conservare gli ecosistemi naturali ed i servizi da essi offerti.Il fenomeno si estende lungo enormi spazi naturali che possono essere molto difficili da monitorare con i metodi tradizionali e con le risorse disponibili. Ciononostante, la condivisione delle conoscenze di pescatori di diversi paesi ha permesso ai ricercatori di ricostruire recenti cambiamenti di distribuzione di 75 specie ittiche del Mediterraneo. \u00c8 questo il caso di alcune specie native \u2013 ad esempio il pesce serra\u00a0Pomatomus saltatrix, il barracuda\u00a0Sphyraena viridensis\u00a0e il pesce pappagallo mediterraneo\u00a0Sparisoma cretense\u00a0&#8211; che si sono espanse verso nord approfittando di condizioni climatiche pi\u00f9 favorevoli. Ci sono poi specie tropicali, come i pesci coniglio\u00a0Siganus luridus\u00a0e\u00a0S. rivulatus, il pesce palla maculato\u00a0Lagocephalus sceleratus\u00a0ed il pesce scorpione\u00a0Pterois miles,\u00a0che hanno attraversato il canale di Suez causando severi impatti ecologici e socio-economici.Osservare la presenza di queste specie, documentarne i cambiamenti nella distribuzione ed abbondanza equivale oggi a\u00a0testimoniare trasformazioni epocali nei nostri mari.\u00a0 Questo obiettivo \u00e8 stato raggiunto grazie alla collaborazione 22 gruppi di ricerca mediterranei, coordinati da ISPRA, che hanno raccolto in modo standardizzato le osservazioni di singoli pescatori locali intervistati in Albania, Montenegro, Tunisia, Grecia, Cipro, Libano, Slovenia, Turchia ed Italia. Questo bagaglio di conoscenze \u00e8 oggi trasformato in dati e raccolto in un unico dataset che cumulativamente corrisponde a pi\u00f9 di 15 mila anni di esperienze in mare. L\u2019 approccio utilizzato valorizza quindi le osservazioni e le conoscenze di esperti che tutti i giorni vivono a stretto contatto con la natura ed interagiscono con i suoi abitanti. Un sapere riconosciuto solo di recente dal mondo scientifico ed indicato in gergo con il termine\u00a0Local Ecological Knowledge\u00a0(Conoscenza Ecologica Locale) o LEK.L\u2019indagine dimostra per la prima volta come la LEK possa essere un valido strumento di monitoraggio su grande scala geografica. Allo stesso tempo questo studio pu\u00f2 esser considerato come un prezioso esempio di cooperazione internazionale in un periodo estremamente critico per la storia del Mediterraneo. Una formidabile\u00a0partnership\u00a0tra comunit\u00e0 locali e ricerca scientifica che offre oggi nuove possibilit\u00e0 per comprendere e gestire le problematiche ambientali del terzo millennio.Lo studio \u00e8 stato portato a termine nell\u2019ambito del progetto europeo MPA-Adapt (programma INTERREG MED finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale), con il coinvolgimento iniziale di importanti istituzioni che operano in Mediterraneo, come la CIESM (Mediterranean Science Commission) e la FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations)."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"ISPRA. 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