[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/ispra-capofila-del-progetto-plastic-busters-mpas-via-la-plastica-dalle-aree-marine-protette\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/ispra-capofila-del-progetto-plastic-busters-mpas-via-la-plastica-dalle-aree-marine-protette\/","headline":"ISPRA capofila del progetto Plastic Busters Mpas. Via la plastica dalle aree marine protette","name":"ISPRA capofila del progetto Plastic Busters Mpas. Via la plastica dalle aree marine protette","description":"Negli ultimi vent&rsquo;anni la presenza della plastica nel mare &egrave; stata identificata come una delle minacce ambientali pi&ugrave; serie a livello globale. Il Mediterraneo &egrave; uno dei mari pi&ugrave; colpiti al mondo dalla presenza di rifiuti plastici. 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Il Mediterraneo &egrave; uno dei mari pi&ugrave; colpiti al mondo dalla presenza di rifiuti plastici. Se diversi studi hanno gi&agrave; messo in luce gli effetti della presenza di plastica in mare, l&rsquo;impatto sulle Aree Marine protette ad oggi non &egrave; ancora noto. Il progetto &ldquo;Plastic Busters&rdquo;, partito lo scorso febbraio, andr&agrave; a monitorare gli effetti delle macro e microplastiche su queste aree di particolare pregio naturalistico.Da diversi anni Ispra conduce ricerche sul tema dei rifiuti in mare insieme ad altri enti. Un recente studio dell&rsquo;Istituto realizzato nei Banchi del Canale di Sicilia ha dimostrato che il 98% dei rifiuti presenti nel Mediterraneo centrale &egrave; costituito da attrezzi da pesca abbandonati, che interagiscono e provocano danni alla fauna e agli habitat. I rifiuti marini dispersi nell&rsquo;acqua, in particolare le plastiche, tendono a decomporsi e a trasformarsi in microplastiche. Tracce di queste sono state trovate in ben 121 specie di pesci, alcuni di elevato valore commerciale. Un dato confermato da un altro studio condotto dall&rsquo;Ispra sui grandi pelagici del Mediterraneo (pescespada): la ricerca ha dimostrato che il 18% degli esemplari presenta tracce di rifiuti plastici nel tratto gastrointestinale, a dimostrazione del fatto che le microplastiche entrano nella catena alimentare marina e potenzialmente essere trasferiti all&rsquo;uomo quale consumatore finale di specie ittiche di valore commerciale.A Siena si &egrave; tenuto ieri l&rsquo;incontro di lancio di &ldquo;Plastic Busters MPAs&rdquo; insieme ai partner appartenenti a paesi UE e candidati all&rsquo;adesione (Grecia, Spagna, Francia, Croazia e Albania). Finanziato dalla Comunit&agrave; Europea Cooperazione Interreg Med, il progetto nasce nel quadro dell&rsquo;ampio &ldquo;Plastic Busters&rdquo; dell&rsquo;Universit&agrave; di Siena, che ha ricevuto il riconoscimento delle Nazioni Unite (UN-SDSN, Sustainable Development Solutions Network) come strategia di sviluppo dell&rsquo;area Mediterranea.&ldquo;Plastic Busters MPAs&rdquo; partir&agrave; da alcune aree protette pilota, come il Santuario dei Cetacei, per un primo censimento di tutte le macro e microplastiche presenti nell&rsquo;area, per poi analizzare gli impatti sull&rsquo;ambiente marino e sulla salute della fauna. Obiettivo del progetto &egrave; anche definire un piano di governance congiunta delle Aree marine protette coinvolte: i piani predisposti verranno presentati ai decisori politici (tra questi il Ministero dell&rsquo;Ambiente, partner associato del progetto), che recepiranno i risultati al fine di implementare gli obiettivi generali della Strategia Marina e definire una governance che possa essere estesa a tutto il Mediterraneo."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"ISPRA capofila del progetto Plastic Busters Mpas. Via la plastica dalle aree marine protette","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/ispra-capofila-del-progetto-plastic-busters-mpas-via-la-plastica-dalle-aree-marine-protette\/#breadcrumbitem"}]}]