[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-bussola-il-sostegno-economico-della-ue-alle-attivita-di-pesca-compensazioni-e-investimenti\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-bussola-il-sostegno-economico-della-ue-alle-attivita-di-pesca-compensazioni-e-investimenti\/","headline":"La bussola. Il sostegno economico della UE alle attivit\u00e0 di pesca: compensazioni e investimenti","name":"La bussola. Il sostegno economico della UE alle attivit\u00e0 di pesca: compensazioni e investimenti","description":"La bussola. Il sostegno economico della UE alle attivit\u00e0 di pesca: compensazioni e investimenti &#8211;\u00a0L\u2019Unione Europea nell\u2019ambito delle sue attribuzioni, al fine di supportare sia gli Stati membri che gli operatori economici, si preoccupa della concessione di aiuti finanziari anche nel campo della pesca. 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Il sostegno economico della UE alle attivit\u00e0 di pesca: compensazioni e investimenti &#8211;\u00a0L\u2019Unione Europea nell\u2019ambito delle sue attribuzioni, al fine di supportare sia gli Stati membri che gli operatori economici, si preoccupa della concessione di aiuti finanziari anche nel campo della pesca.Tali aiuti si pongono a sostegno degli obiettivi da conseguire nell\u2019ambito della Politica Comune della Pesca, sono elargiti attingendo ad un Fondo, appositamente istituito, che viene periodicamente rivisto ed aggiornato e che contiene le indicazioni su quali dei suddetti obiettivi devono essere indirizzati.Nel campo del sostegno economico-finanziario della pesca, si ha l\u2019impressione che l\u2019atteggiamento pi\u00f9 diffuso degli operatori sia quello di capire quali vantaggi economici possono essere tratti in maniera diretta ed immediata mostrando invece poco interesse verso un\u2019azione strategica di investimenti in un\u2019ottica di benefici futuri. La causa va ricercata soprattutto nei gravosi costi di esercizio che attanagliano tanto la pesca industriale che quella artigianale, forse con proporzioni diverse ma che spingono gli tutti gli operatori a cercare innanzitutto di attingere a risorse pubbliche che consentano di alleviare la propria situazione finanziaria e di fronteggiare la quotidianit\u00e0.Non \u00e8 un caso, ad esempio, che presso le marinerie ha suscitato molto interesse, e continua a suscitarlo anche se da qualche tempo interrotti, i famosi \u201cpremi di arresto definitivo\u201d altrimenti conosciuti come contributi per la demolizione dei pescherecci. Trattasi di una misura fortemente voluta dalla UE per un progressivo contenimento dello sforzo di pesca e di cui si progetta un prossimo ripristino come vedremo pi\u00f9 avanti. Facciamo adesso un passo indietro nella nostra esposizione per tornare al concetto di aiuti economici della UE.Al di fuori degli aiuti previsti dagli appositi Fondi europei, la UE ha posto delle regole rigidissime prevedendo, in caso di loro violazione, sanzioni economiche nei confronti degli Stati membri. In concreto, per gli aiuti economici che uno Stato pu\u00f2 stabilire nei confronti dei propri cittadini e delle proprie imprese l&#8217;UE vieta che essi alterino il mercato interno comunitario, cio\u00e8 che consentano alle imprese nazionali di assumere una possibile posizione di vantaggio rispetto a quelle di altri Stati membri configurandosi, quindi, una violazione del principio della concorrenza posto a fondamento del mercato stesso. In poche parole gli aiuti non devono incidere sui liberi scambi falsandone, di conseguenza, l\u2019andamento. Tanto per fare un esempio, perfino la eventuale concessione di sgravi fiscali alle imprese da parte di uno Stato membro sarebbe sottoposta ad attenta valutazione della UE. Fatta questa precisazione occorre far notare che la recente pandemia ha costituito un banco di prova sulla tenuta di queste regole ed in effetti \u00e8 prevalso il principio della solidariet\u00e0 con un certo allentamento dei suddetti vincoli ma sempre che si operi su casi reali e concreti.A completamento dell\u2019esposizione sugli aiuti economici \u00e8 opportuno ricordare il vincolo sui cosiddetti aiuti de minimis che, in sostanza, prevede la fissazione di un tetto massimo di aiuti di stato, di modesta entit\u00e0, che una singola impresa pu\u00f2 ricevere nel corso di un periodo di tempo determinato (tre anni).Abbiamo gi\u00e0 evidenziato che i Fondi europei sono istituiti per il raggiungimento di determinati obiettivi e come quella parte di essi stabiliti sotto forma di investimenti vengano accolti con evidente distacco e scetticismo nonostante l\u2019impegno degli organismi che li rappresentano e che li appoggiano ed assistono.Senza doverci addentrare nel complesso meccanismo che ruota intorno alla concessione degli aiuti previsti dai Fondi Europei e che possono essere interamente compresi solo da persone appositamente preparate e qualificate, resta il fatto che nel nostro Paese, pur in presenza di una regia nazionale, si assiste ad una accentuata \u201cregionalizzazione\u201d degli interventi, quindi disomogenea sul territorio nazionale, a volte anche nella stessa regione, unitamente ad una burocrazia a mio avviso ancora ben lontana dall\u2019auspicato snellimento (al netto di una spinta alla digitalizzazione delle procedure).\u00c8 evidente che in tale contesto le iniziative vengano percepite come \u201cisolate\u201d e la valenza delle stesse non di rado \u00e8 raggiunta pi\u00f9 dal punto di vista pubblicitario che materiale. Certamente ci sono degli operatori virtuosi ma bisogna considerare che la categoria di cui ci occupiamo \u00e8 rimasta pur sempre ancorata a vecchi concetti di esercizio dell\u2019attivit\u00e0 e pertanto le proposte di investimenti devono risultare realmente appetibili soprattutto per una nuova generazione da far subentrare nel campo dell\u2019economia della pesca nazionale.La svolta culturale di non invocare gli aiuti pubblici solamente sotto forma di \u201cristoro\u201d, da sempre radicata in questo settore, ma anche verso opportunit\u00e0 di evoluzione e di modernizzazione della pesca, come fissato invece dalla UE, pu\u00f2 avvenire solo attraverso uno sforzo comune condotto in maniera razionale. Se guardiamo al prossimo futuro, un esempio ci pu\u00f2 essere fornito dal Piano Operativo Nazionale relativo al Fondo Europeo per le Attivit\u00e0 Marittime, la Pesca e l\u2019Acquacoltura per il periodo 2021-2027 dove vengono fissate le varie priorit\u00e0 di sostegno finanziario all\u2019attivit\u00e0 di pesca. Sicuramente la parte che attirer\u00e0 gli operatori economici saranno gli interventi previsti dall\u2019Obiettivo Specifico della Priorit\u00e0 1 che prevede appunto la compensazione economica per la riduzione della sovraccapacit\u00e0 di pesca con azioni per l\u2019arresto definitivo e per l\u2019arresto temporaneo nonch\u00e9 per eventi imprevisti (es. calamit\u00e0 naturali, chiusura di un\u2019attivit\u00e0 di pesca, ecc.). Tuttavia, anche se di minore attrazione per gli operatori, non possono essere trascurate altre rilevanti priorit\u00e0 e obiettivi specifici che per\u00f2 non sempre possono essere direttamente realizzabili dagli stessi operatori ma necessitano della intermediazione di altri soggetti quali organizzazioni, enti, associazioni, ecc.. Forse far\u00e0 eccezione la possibilit\u00e0 della sostituzione dei motori con altri nuovi che garantiscano il miglioramento dell\u2019efficientamento energetico (minori consumi) e la riduzione dell\u2019emissione di sostanze inquinanti. Sono previsti, altres\u00ec, sostegni per le azioni mirate alla mitigazione dell\u2019impatto ambientale attraverso la selettivit\u00e0 degli attrezzi da pesca ma spesso queste iniziative sono percepite dai pescatori soltanto come possibilit\u00e0 di poter rinnovare le proprie attrezzature non considerando che le stesse devono rientrare in un progetto di maggiore selettivit\u00e0 con conseguente riduzione delle catture totali ed i cui potenziali benefici potranno essere rilevati in futuro.Come ultimo punto dell\u2019analisi delle iniziative che possono essere finanziate, mi preme attirare l\u2019attenzione sull\u2019esigenza di una pianificazione concreta, robusta ed incisiva per le azioni di sostegno ai giovani pescatori per favorire il ricambio generazionale gi\u00e0 in precedenza accennato. Mi \u00e8 capitato di assistere a progetti di avvicinamento di giovani all\u2019attivit\u00e0 di pesca di dubbia fattibilit\u00e0 ed efficacia e risoltisi pi\u00f9 che altro in azioni dimostrative. Si deve comprendere invece che, per ottimizzare l\u2019impiego di risorse pubbliche, tali iniziative devono essere parte di un pi\u00f9 ampio complesso di iniziative tra di loro strettamente aggregate che portino, tutte insieme, a rendere attraente l\u2019attivit\u00e0 di pesca.Pregevole, dunque, la previsione di creazione di start-up di giovani imprenditori con l\u2019erogazione di un premio di avvio all\u2019attivit\u00e0 di pesca ma, a monte, bisogna fare anche un\u2019attivit\u00e0 di sensibilizzazione presso i giovani delle comunit\u00e0 di pescatori facendoli sentire partecipi dell\u2019evoluzione e dello sviluppo futuro della pesca secondo gli indirizzi dettati dalla UE verso la modernizzazione della stessa attraverso, ad esempio, la crescita dell\u2019economia blu cos\u00ec come sostenuta nella Priorit\u00e0 3 del Fondo in questione.In conclusione, questa materia richiederebbe una profonda riflessione strategica e la convinzione che per ampliare la capacit\u00e0 di ottenere risultati in chiave di modernizzazione della pesca c\u2019\u00e8 bisogno dello spirito innovativo che caratterizza la nuova generazione.La bussola. 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