[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-bussola-pescatori-di-rifiuti\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-bussola-pescatori-di-rifiuti\/","headline":"La bussola. Pescatori di rifiuti","name":"La bussola. Pescatori di rifiuti","description":"La bussola. Pescatori di rifiuti &#8211; L\u2019anno 2022 appena terminato sar\u00e0 ricordato come un anno importante per l\u2019ambiente marino nazionale con il varo della legge cosiddetta \u201csalvamare\u201d. 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Pescatori di rifiuti &#8211; L\u2019anno 2022 appena terminato sar\u00e0 ricordato come un anno importante per l\u2019ambiente marino nazionale con il varo della legge cosiddetta \u201csalvamare\u201d. Certo, una legge non perfetta, limitata, frutto di diversi compromessi, ma che rappresenta comunque un punto di partenza importante da cui poter seriamente provare a sviluppare talune azioni e progetti per contribuire al miglioramento dell\u2019ecosistema marino.Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo da perdereLa parola d\u2019ordine \u00e8: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo da perdere, il mare non deve pi\u00f9 continuare a ricevere e contenere rifiuti e tutti siamo chiamati a difesa del futuro dei nostri mari. Non serve solo una pressione culturale in tal senso ma anche efficaci politiche di proposizioni e di incentivazioni.In epoca passata si discuteva di \u201cinquinamento\u201d marino, molto spesso associato a quello dello sversamento in mare, accidentale o volontario, di idrocarburi o a quello degli scarichi di liquami lungo le coste. Purtroppo il tempo ed il progresso hanno fatto \u201cemergere\u201d anche la massiccia presenza nelle acque marine di materie soprattutto plastiche ed ecco che si parla pi\u00f9 insistentemente dei \u201crifiuti\u201d marini.Con l\u2019incremento dei traffici marittimi gi\u00e0 a partire dagli anni 70 la comunit\u00e0 mondiale si era resa conto che oltre ai casi di sinistri marittimi occorreva intervenire per prevenire qualsiasi fonte di potenziali inquinamenti provocati dalle navi, compresi quelli derivanti dai rifiuti solidi, ed il pilastro storico \u00e8 tuttora costituito dalla convenzione internazionale MARPOL, sottoposta a frequenti aggiornamenti in linea con le crescenti richieste di protezione ambientale. L\u2019attenzione della convenzione MARPOL, come gi\u00e0 detto, si limita alle navi, tuttavia rappresenta un solido fronte comune mondiale che non si riscontra in altri campi in materia ambientale e con tempi di realizzazione molto ristretti.L\u2019ONU da parte sua, attraverso l\u2019Agenda 2030, si era posta come obiettivo di prevenire e ridurre in modo significativo, entro il 2025, ogni forma di inquinamento marino, in particolar modo quello derivante da attivit\u00e0 esercitate sulla terraferma. Nel nostro continente la questione globale dei rifiuti \u00e8 stata trattata negli anni dalle pertinenti Istituzioni Europee con apposite Direttive di cui quella di interesse per il tema in trattazione risale al 2008 che traccia una Marine Strategy avente l\u2019obiettivo di raggiungere una buona salute dei nostri mari entro il 2020.In campo nazionale, agli inizi del 1983, ci si \u00e8 mossi con una legge recante disposizioni per la difesa del mare, meglio conosciuta come legge di istituzione delle riserve marine, ma il cui scopo generale era quello dell\u2019attuazione di una politica intesa alla difesa del mare dall\u2019inquinamento ed alla tutela dell\u2019ambiente marino.Fatto questo doveroso, propedeutico e breve excursus sulla visione generale a livello mondiale, comunitario e nazionale sulle questioni di protezione dell\u2019ambiente marino e sulla salvaguardia delle sue risorse, torniamo alla legge \u201csalvamare\u201d ed alle sue implicazioni in materia di pesca.La legge salvamareDue sono i concetti chiave che vengono introdotti con questa legge: campagna di pulizia e campagna di sensibilizzazione. La prima \u00e8 intesa come iniziativa preordinata all\u2019effettuazione di operazioni di pulizia del mare; la seconda \u00e8 una attivit\u00e0 finalizzata a promuovere e diffondere comportamenti di prevenzione dell\u2019abbandono dei rifiuti in mare.\u00c8 giusto, tuttavia, richiamare prima l\u2019attenzione sulla questione dei rifiuti accidentalmente pescati con le reti durante le operazioni di pesca che, in passato, venivano ributtati in mare per colpa anche degli ostacoli normativi, primo fra tutti il regime dello smaltimento dei rifiuti secondo il nostro Codice dell\u2019Ambiente del 2006. In tal senso \u00e8 stata introdotta l\u2019equiparazione di tali rifiuti a quelli prodotti dalle navi potendosi avvalere pertanto, in forma gratuita, della organizzazione e delle strutture portuali disciplinati gi\u00e0 dalla norma nazionale di riferimento per le navi emanata nel 2003. Da osservare, in merito alla gratuit\u00e0, la previsione che i costi di tali operazioni dovranno essere ripartiti sull\u2019intera collettivit\u00e0 con modalit\u00e0 (apposita tassazione) in corso di definizione. Quindi, innanzitutto, dovrebbe radicarsi la cultura del mantenimento a bordo e del successivo conferimento in porto dei rifiuti raccolti da parte dei pescatori con il conseguente favoreggiamento dell\u2019economia circolare e, a rafforzamento di queste iniziative spontanee, subentrare l\u2019organizzazione delle due campagne di pulizia e di sensibilizzazione sopra richiamate. Ma, a dire il vero, le adozioni di campagne di pulizia, premesso che possono essere attuate non soltanto con il coinvolgimento degli operatori della pesca ma anche di altre organizzazioni generalmente di natura ambientalista, non rappresentano una novit\u00e0 in ambito comunitario. Anzi l&#8217;UE ha previsto negli ultimi anni specifici finanziamenti per le iniziative di raccolta dei rifiuti in mare. Difatti, nell\u2019ambito del FEAMP 2014-2020 \u00e8 stata prevista la possibilit\u00e0 di un sostegno finanziario per la raccolta, da parte dei pescatori, di rifiuti dal mare, compresa la rimozione degli attrezzi perduti e di altri rifiuti giacenti sui fondali. Tale sostegno viene ripreso dal successivo fondo FEAMPA, valido fino al 2027, ma articolato diversamente con il riconoscimento di un indennizzo ai pescatori che raccolgono \u201cpassivamente\u201d attrezzi da pesca perduti e rifiuti marini ed inoltre un sostegno per gli investimenti intesi a predisporre nei porti adeguate strutture in cui depositare gli attrezzi e i rifiuti raccolti.Come si vede con il FEAMPA si incrementa l\u2019allineamento alla normativa ambientale europea degli sforzi per il conseguimento di un buono stato ecologico dei nostri mari, realizzato con il coinvolgimento del settore della pesca verso l\u2019attuazione della strategia europea per la plastica, componente predominante nei rifiuti marini, verso l\u2019economia circolare. Ci\u00f2, in aggiunta alle iniziative, gi\u00e0 esposte in precedenti occasioni, dirette alla blue economy con la costruzione di attrezzi da pesca green e con la limitazione degli inquinamenti provocati dai motori dei pescherecci. Per completezza, va precisato che i rifiuti marini devono intendersi nelle due forme galleggianti e affondati, che le iniziative possono essere programmate, come gi\u00e0 detto, non solo da pescatori e loro organizzazioni ma anche da Istituti scientifici, organizzazioni ambientalistiche, ecc., e, infine che la regia viene affidata alle Autorit\u00e0 Comunali. Tali campagne non rappresentano una novit\u00e0, molto spesso sono state effettuate pulizie di fondali sotto costa ad opera di sub non professionisti, in maniera autonoma o organizzata, spontaneamente o per conto di associazioni ambientaliste, sulla spinta di forti e documentate denunce da parte di operatori subacquei che nel corso delle loro esplorazioni hanno fotografato lo stato dei fondali. Tra le problematiche sollevate si rileva quello delle cosiddette \u201creti fantasma\u201d, reti accidentalmente perdute in mare anche in tempi lontani, che risiedono sui fondali costituendo un pericolo sia per la fauna ittica, a causa del fenomeno dell\u2019intrappolamento, che per la salute del mare a causa della loro natura sintetica. Il punto \u00e8 proprio questo: non basta una svolta comportamentale generale per la salvaguardia del futuro dei nostri mari ma occorre anche sanare le conseguenze di infelici o errati comportamenti del passato. Negli anni 90, per esempio, fortunatamente per un brevissimo periodo, in Italia fu consentito di attuare l\u2019arresto definitivo delle unit\u00e0 da pesca, sostenuto con fondi pubblici, con l\u2019affondamento degli scafi in aree costiere nelle quali si intendeva sia porre una barriera alla pesca a strascico illegale sia favorire un presunto ripopolamento ittico offrendo rifugi alle specie ittiche. Ma a parte queste situazioni \u201cmacroscopiche\u201d resta il fatto che negli anni passati in mare si \u00e8 riversato di tutto, spesso volontariamente, nella convinzione che la loro apparente invisibilit\u00e0 innescata dalle enormi distese marine corrispondesse al definitivo smaltimento. A tal proposito, si \u00e8 accennato sopra dello stato dei fondali sotto costa, da ultimo va segnalato l\u2019allarme lanciato sullo Stretto di Messina, ma bisogna rilevare come i pescherecci d\u2019altura che utilizzano reti radenti debbano fare i conti con i rifiuti rinvenuti nei loro sacchi e inevitabilmente, almeno in passato, ributtati in mare. Pertanto non \u00e8 da escludere che nel nostro Mediterraneo in talune zone si siano formate vere e proprie discariche sottomarine offshore. Ma qui il problema sarebbe molto pi\u00f9 complesso con la necessit\u00e0 di impiego di navi oceanografiche e di robot sottomarini. In conclusione, l\u2019affibbiare a questa legge l\u2019etichetta, magari trionfalistica, di \u201csalvamare\u201d sembrerebbe in tutta onest\u00e0 solo parzialmente aderente alla realt\u00e0, visto il suo ristretto raggio di azione, ma sicuramente essa rappresenta un tassello nuovo nella promozione della coscienza civile sull\u2019ambiente marino e che dovr\u00e0 contribuire al ripristino, per quanto possibile, della salute dei nostri mari. Ci si augura adesso che gli operatori e le organizzazioni facciano, concretamente e in maniera estesa, la loro parte e che i Ministri competenti si affrettino ad emanare tutti i regolamenti che dovranno rendere esecutive le iniziative previste.La bussola. Pescatori di rifiutiLeggi anche gli altri articoli di Federico Cammilleri"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"La bussola. 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