[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-bussola-riordino-e-semplificazione-nel-settore-della-pesca-professionale-italiana\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-bussola-riordino-e-semplificazione-nel-settore-della-pesca-professionale-italiana\/","headline":"La bussola.\u2028Riordino e semplificazione nel settore della pesca professionale italiana","name":"La bussola.\u2028Riordino e semplificazione nel settore della pesca professionale italiana","description":"La bussola.\u2028Riordino e semplificazione nel settore della pesca professionale italiana &#8211; \u00c8 appena iniziato presso il nostro Parlamento l\u2019iter per l\u2019esame di due identiche proposte di legge, ma presentate da due gruppi politici diversi, recanti interventi per il settore ittico e in materia di politiche sociali per la pesca professionale nonch\u00e9 una delega al governo 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evidenza","La bussola","News","Pesca"],"wordCount":1125,"keywords":["la bussola","pesca professionale italiana","riordino semplificazione pesca"],"articleBody":"La bussola.\u2028Riordino e semplificazione nel settore della pesca professionale italiana &#8211; \u00c8 appena iniziato presso il nostro Parlamento l\u2019iter per l\u2019esame di due identiche proposte di legge, ma presentate da due gruppi politici diversi, recanti interventi per il settore ittico e in materia di politiche sociali per la pesca professionale nonch\u00e9 una delega al governo per il riordino, anche in ottica di semplificazione, della normativa nazionale inerente il medesimo settore.In realt\u00e0 trattasi della ripresentazione di una precedente proposta di legge che nella passata legislatura non era riuscita a completare tutto l\u2019iter parlamentare connesso.Non si pu\u00f2 che accogliere con favore il mantenimento dell\u2019interesse della politica italiana nei confronti della pesca professionale anche perch\u00e9 questo atteggiamento farebbe da volano per manifestare con pi\u00f9 vigore le proprie posizioni in sede Comunitaria.Ricordiamo che la normativa italiana sulla pesca professionale \u00e8 tuttora retta essenzialmente, dal punto di vista applicativo, da un regolamento risalente al 1968 e ispiratosi ai principi allora dettati dalla storica legge del 1965, ora abrogata, con la quale la pesca si era distaccata come cellula dell\u2019ancora pi\u00f9 datato Codice della Navigazione per assumere una posizione \u201cspeciale e autonoma\u201d per il ruolo economico, politico e sociale di primo piano acquistato in virt\u00f9, soprattutto, dell\u2019evoluzione tecnologica che prepotentemente stava coinvolgendo questo settore.Certamente desta stupore che ancora siano in vita queste norme ma bisogna tenere presente che quella era un\u2019epoca in cui la carenza legislativa costituiva terreno fertile per la nascita e lo sviluppo di norme di grande respiro mentre adesso assistiamo al continuo proliferare di norme che rendono effettivamente arduo qualsiasi tentativo di raggruppamento in un testo coordinato.Tuttavia, bisogna evidenziare che leggi delega similari a quella attualmente all\u2019esame parlamentare, non rappresentano affatto una novit\u00e0 e nel tempo si sono succeduti diversi interventi sia parlamentari che governativi.Indubbiamente la prima svolta storica la si \u00e8 avuta nell\u2019anno 2001 con l\u2019espressa manifestazione della volont\u00e0 politica di mettere mano ad una modernizzazione nel settore della pesca e dell\u2019acquacoltura.Nel 2001, quindi, \u00e8 iniziato un processo di modernizzazione nel settore della pesca professionale e gli interventi successivi sono stati, e sono tuttora, finalizzati a completare tale processo e l\u2019ultimo di essi , di una certa rilevanza, \u00e8 stato emanato nell\u2019anno 2012.Bisogna stare attenti per\u00f2 a dare, nel nostro caso, il corretto significato al termine \u201cmodernizzazione\u201d che, a mio parere, deve essere inteso nell\u2019azione di dotare il settore di uno strumento adatto alle sue specificit\u00e0, alle sue tendenze ed alle sue esigenze attuali nell\u2019ottica della chiarezza e della semplificazione.Quindi una reale modernizzazione non riguarda tanto la normativa generale che oramai \u00e8 quasi esclusivamente di competenza della Unione Europea e si rischierebbe di addentrarsi in un mero richiamo o, peggio ancora, in una duplicazione delle previsioni comunitarie, ma sugli aspetti tecnico\/organizzativi che comunque hanno un grosso impatto sul settore come, ad esempio, le categorie e le abilitazioni professionali di pesca e le procedure per conseguire le varie licenze e titoli.Tuttavia non passa inosservato che, laddove taluni aspetti non siano stati disciplinati da norme comunitarie e siano stati invece demandati alla competenza nazionale, i risultati siano stati talvolta insufficienti con casi anche di mancata applicazione di taluni dispositivi fortemente innovativi e favorevoli.Pertanto l\u2019attenzione, la pressione e la vigilanza sul corretto sviluppo delle proposte tuttora in attesa dell\u2019esame parlamentare deve essere mantenuta alta da parte delle organizzazioni di categoria e, in proposito, ho potuto apprezzare ultimamente soprattutto l\u2019intervento dell\u2019Alleanza delle Cooperative.D\u2019altro canto, quello del cooperativismo \u00e8 un aspetto su cui questo processo di modernizzazione in corso sta puntando e investendo.A questo punto il quesito che ci si deve porre \u00e8 se queste nuove proposte di legge siano effettivamente in linea con l\u2019esigenza di modernizzazione sopra definita.In effetti, in esse si possono scorgere taluni principi importanti come quelli relativi alle annose ed ancora irrisolte questioni previdenziali dei marittimi e poi c\u2019\u00e8 tutto un contorno di altri dettami, forse di secondo piano e poco convincenti, ma che ulteriormente e correttamente approfonditi potrebbero dare un contributo per un quadro pi\u00f9 completo del settore.Invece voglio richiamare l\u2019attenzione sul principale articolo, a mio giudizio, delle proposte di legge e precisamente l\u2019art.2 che contiene una missione importante affidata al governo e suddivisa in pi\u00f9 punti.Fra tutti ritengo fondamentale quello che contiene la previsione della raccolta in un testo unico di tutte le norme vigenti in materia di pesca e di acquacoltura, apportando ad esse le modifiche necessarie per la semplificazione, il riordino e l\u2019aggiornamento della normativa di competenza nazionale, seguita dall\u2019 adeguamento delle categorie di pesca previste dal Codice della Navigazione per renderle coerenti con le evoluzioni tecnologiche anche in materia di sicurezza della navigazione e, infine, dal miglioramento delle condizioni di lavoro.Soprattutto la previsione dell\u2019introduzione di disposizioni volte a semplificare i procedimenti amministrativi deve rappresentare una concreta risposta dello Stato a tutti gli operatori della pesca che quotidianamente fanno i conti con le miriadi di incombenze, anche documentali, che di fatto rallentano o addirittura bloccano l\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale o parte di essa.Ci si rende conto, cio\u00e8, che l\u2019applicazione della 241\/90 \u00e8 risultata insufficiente per incidere sui procedimenti di interesse del settore ittico e devono essere trovate pertanto effettive e valide soluzioni in chiave di semplificazione.In tal senso, ad esempio, rilevo con rammarico che anche in queste proposte legislative in esame ci si imbatte ancora, a distanza di molti anni, in soluzioni sulla materia delle licenze di pesca e delle connesse tasse di concessioni governative la cui efficacia ritengo molto dubbia e con il fondato rischio di una ulteriore occasione persa per migliorare il relativo sistema.Con l\u2019ultimo riordino normativo del 2012, invece, colmando le lacune allora esistenti, si era riusciti a dare una ridefinizione esaustiva ed efficace della figura dell\u2019imprenditore ittico e delle attivit\u00e0 di pesca e di acquacoltura nonch\u00e9 a fare un completo riordino del sistema sanzionatorio relativo al settore ittico.Quindi \u00e8 evidente che l\u2019affidamento alla competenza specialistica del Governo, che i parlamentari non possiedono, degli aspetti tecnico\/amministrativi presi in considerazione deve essere raccolto con convinzione dagli Uffici centrali preposti, con il doveroso passaggio del confronto fattivo con il mondo cooperativistico e associazionistico, con l\u2019auspicio che il vaglio delle soluzioni sia improntato sulla effettiva completa conoscenza delle realt\u00e0 alle quali si vuole dare un concreto contributo di sviluppo.Si tratterebbe, in conclusione, di interpretare e favorire il superamento delle criticit\u00e0, soprattutto in termini di tempistica, pi\u00f9 volte segnalate dagli operatori del settore e che spesso incidono sul sempre pi\u00f9 faticoso esercizio della propria attivit\u00e0 perch\u00e9 non si deve dimenticare che il settore \u00e8 impegnato verso i nuovi orizzonti dettati dai processi di transizione messi in campo dalla comunit\u00e0 internazionale.La bussola.\u2028Riordino e semplificazione nel settore della pesca professionale italiana"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"La bussola.\u2028Riordino e semplificazione nel settore della pesca professionale italiana","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-bussola-riordino-e-semplificazione-nel-settore-della-pesca-professionale-italiana\/#breadcrumbitem"}]}]