[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-nuova-geografia-dei-consumi-nellitalia-dei-quattro-territori\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-nuova-geografia-dei-consumi-nellitalia-dei-quattro-territori\/","headline":"La nuova geografia dei consumi\u2028 nell\u2019Italia dei quattro territori","name":"La nuova geografia dei consumi\u2028 nell\u2019Italia dei quattro territori","description":"La nuova geografia dei consumi nell\u2019Italia dei quattro territori &#8211; La composizione del carrello della spesa? Dipende anche (e molto pi\u00f9 di quello che si pensi) dal territorio in cui vive il consumatore. 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Dipende anche (e molto pi\u00f9 di quello che si pensi) dal territorio in cui vive il consumatore. Ma non tanto in termini di regione o zona geografica, quanto di struttura socio-economica: a rivelarlo \u00e8 il Nuovo Codice Consumi, realizzato da GS1 Italy in collaborazione con Ipsos e McKinsey &amp; Company, in cui si propone un modo nuovo, pi\u00f9 attuale ed efficace, di leggere i comportamenti d\u2019acquisto degli italiani nel largo consumo. E cos\u00ec, analizzate con questa chiave di lettura innovativa, le scelte di spesa fatte in zone d\u2019Italia distanti tra di loro si sono rivelate sorprendentemente simili, ad esempio tra le aree urbane di Milano e Roma, tra la Riviera Romagnola e la Versilia, tra le Alpi Piemontesi o gli Appennini calabresi, o tra le aree residenziali di Verona o Lecce.\u00abIl nuovo modo di leggere i territori italiani, messo a punto dal Nuovo Codice Consumi, ha evidenziato che la classificazione tradizionale, in base alle aree geografiche, non basta pi\u00f9 per cogliere le profonde differenze esistenti anche tra territori molto vicini tra loro, all\u2019interno della stessa provincia o regione\u00bb spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy. \u00abInvece, la suddivisione dell\u2019Italia nelle quattro tipologie di territori, che abbiamo individuato in base al loro profilo economico, ha rivelato profonde analogie nei fattori attitudinali che guidano le motivazioni di spesa e la scelta dei canali di acquisto lungo tutto il territorio nazionale\u00bb.Per arrivare a questa nuova mappatura dell\u2019Italia, il team di ricerca del Nuovo Codice Consumi ha prima suddiviso la popolazione in nove \u201ccomunit\u00e0 di sentire\u201d, accomunate da esigenze, affinit\u00e0, attitudini e passioni simili, e ha poi classificato i Comuni italiani in quattro aree basate sull\u2019indicatore di prevalenza economica (Figura 1):\u2022 Agricola.\u2022 Manifatturiera.\u2022 Turistica.\u2022 Grandi citt\u00e0 e zone residenziali.Infine, ha analizzato come le nove \u201ccomunit\u00e0 di sentire\u201d sono distribuite in queste quattro tipologie di territori.Aree a prevalenza agricola: 61% del territorio, 18% della popolazioneLa vocazione agricola diventa spesso anche identit\u00e0 culturale condivisa, con un\u2019alta sensibilit\u00e0 alla custodia del territorio e delle tradizioni, e ai prodotti locali, di cui si conoscono provenienza e lavorazione. A questo si contrappone il disinteresse verso la cucina, probabilmente come ribellione e come ispirazione a uno stile di vita urbano. C\u2019\u00e8 una maggiore attenzione al prodotto e alle sue qualit\u00e0 rispetto ai brand. Le attitudini di acquisto per i prodotti dal maggior coinvolgimento emotivo si dividono tra quelli per cui si amano le novit\u00e0 dettate dalle mode urbane (come frutta esotica e pane fresco con mix di farine) e quelli legati al passato (come carni, pesce e salumi). Per questi prodotti si preferiscono i canali specializzati (meno frequentati rispetto agli altri tre territori), ma il punto vendita di riferimento resta il supermercato, mentre ipermercati e discount sono associati alla spesa veloce e conveniente.Aree a prevalenza industriale: 22% del territorio, 37% della popolazionePiccole citt\u00e0 o sobborghi di grandi citt\u00e0, dove prevalgono le PMI familiari, e dove gli stili di vita e di consumo sono in equilibrio tra il pragmatismo (inteso come attenzione alla moderazione nei consumi in nome della forma fisica e alla convenienza) e l&#8217;aspirazione allo stile di vita metropolitano (interesse per il delivery e i nuovi gusti). Questi consumatori si approcciano ai prodotti a elevato coinvolgimento emotivo muovendosi tra l\u2019imitazione dei trend urbani (ad esempio nell\u2019interesse per il vino, anche come indicatore di status) e la ricerca di tradizioni provenienti da un passato conosciuto e confortevole (ad esempio nel cibo per animali). La vasta presenza della GDO ne fa il canale preferito e assimila i diversi format. Per ortofrutta, carni, pesce e salumi c\u2019\u00e8 interesse a fare acquisti nei canali specializzati, con una frequentazione allineata alla media nazionale (inferiore per i mercati).Aree a prevalenza turistica: 14% del territorio, 25% della popolazioneGli stili alimentari sono improntati all&#8217;efficienza e alla velocit\u00e0, bench\u00e9 la cucina resti prevalentemente mediterranea o tradizionale. Emerge un\u2019alta attenzione alla forma fisica, che porta al consumo regolare di piatti pi\u00f9 salutari e alla saltuariet\u00e0 degli sfizi. La sperimentazione viene, invece, associata all\u2019evoluzione della cucina tradizionale, nell\u2019ottica di una filiera corta e affidabile. In questo territorio l\u2019acquisto tende alla ricerca di un equilibrio interiore ed esteriore, in chiave quasi etica. Pane fresco, pesce fresco e prodotti per la persona diventano cos\u00ec fondamentali in quanto fonte di benessere e vengono contrapposti all\u2019area dei prodotti tradizionali (ortofrutta, salumi e carni). Il supermercato viene frequentato in modo costante e si fanno tappe nei negozi specializzati, in linea con la media nazionale. Ipermercati e discount vengono preferiti per quei pochi prodotti su cui investire il meno tempo possibile.Grandi citt\u00e0 e aree residenziali: 3% del territorio, 20% della popolazioneIn queste aree, ad alta densit\u00e0 abitativa e con una popolazione mediamente pi\u00f9 scolarizzata e agiata, gli stili alimentari ambiscono a una maggiore raffinatezza, con un\u2019elevata incidenza di regimi alimentari alternativi, spesso sostenuti dall\u2019effetto moda, e una forte attenzione alla sostenibilit\u00e0 ambientale. Gli acquisti tendono a essere frutto di un consumo consapevole e impegnato, in particolare per il pesce, il pane, gli alimenti per neonati e il petfood. Ortofrutta, carni e salumi restano invece legati alla nostalgia, forse anche per le zone d\u2019origine di questi cittadini. A livello di canali frequentati, c\u2018\u00e8 un minor ricorso a discount e ipermercati e una forte predilezione per il mercato. Il ricorso al canale online risulta leggermente superiore agli altri territori, soprattutto per chi ne fa un uso settimanale.Ulteriori informazioni e il report \u201cNuovo Codice Consumi &#8211; La spesa e gli italiani\u201d sono disponibili sul sito del progetto Nuovo Codice Consumi di GS1 Italy.La nuova geografia dei consumi nell\u2019Italia dei quattro territori "},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"La nuova geografia dei consumi\u2028 nell\u2019Italia dei quattro territori","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-nuova-geografia-dei-consumi-nellitalia-dei-quattro-territori\/#breadcrumbitem"}]}]