[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-pesca-italiana-e-in-allarme-rosso-per-limpatto-della-crisi-del-prezzo-dellenergia-e-dei-carburanti\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-pesca-italiana-e-in-allarme-rosso-per-limpatto-della-crisi-del-prezzo-dellenergia-e-dei-carburanti\/","headline":"La pesca italiana \u00e8 in allarme rosso per l\u2019impatto della crisi del prezzo dell\u2019energia e dei carburanti","name":"La pesca italiana \u00e8 in allarme rosso per l\u2019impatto della crisi del prezzo dell\u2019energia e dei carburanti","description":"La pesca italiana \u00e8 in allarme rosso per l\u2019impatto della crisi del prezzo dell\u2019energia e dei carburanti &#8211; L\u2019intervento dell\u2019Alleanza Pesca al Parlamento Europeo accende i riflettori sulle conseguenze drammatiche del caro-gasolio, della crisi energetica e sul futuro della flotta Perdita di profitto, costi insostenibili, imbarcazioni ferme in porto, occupazione a rischio. 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La situazione determinata sulla pesca italiana dalla crisi del prezzo dell\u2019energia e dei carburanti ha assunto caratteristiche drammatiche che non accennano a stemperarsi. Considerata l\u2019importanza del costo del carburante per le imprese pescherecce, in Italia si stima una perdita di profitto lordo per il settore, nei primi mesi dell\u2019anno, pari a circa il 28% rispetto al profitto realizzato negli anni 2020 e 2021. Tale calo risulta ancora pi\u00f9 grave se si considera che il raffronto \u00e8 basato sull\u2019annualit\u00e0 2020 che aveva gi\u00e0 sub\u00ecto contrazioni notevoli in termini di fatturato e giorni di attivit\u00e0 a causa della crisi pandemica. Le imprese di pesca scontano una forte dipendenza dal carburante ed i motori delle imbarcazioni, soprattutto per quanto riguarda i sistemi a traino, risultano fortemente energivori. Per questi ultimi tipi di pesca l\u2019incidenza dei costi di produzione \u00e8 infatti nell\u2019ordine del 60\/70%. L\u2019impatto della crisi energetica riguarda quindi, in modo pi\u00f9 profondo, questo sistema di pesca, ovvero circa il 30% della flotta peschereccia italiana, (composta nel complesso da circa 12.000 imbarcazioni) che rifornisce la gran parte di prodotto dei nostri mercati ittici. A seconda della tipologia e della dimensione del peschereccio vengono infatti consumati tra i 500 e i 1.700 litri di gasolio al giorno.L\u2019aumento del costo del gasolio &#8211; e degli altri costi di produzione &#8211; ha indotto inizialmente gli operatori, soprattutto il sistema a strascico, a ridurre le giornate di pesca con evidenti ripercussioni sulla produzione complessiva e sulla possibilit\u00e0 di approvvigionamento da parte dei mercati ittici e delle famiglie italiane, con sensibili conseguenze sul reddito dei pescatori, anch\u2019esso diminuito a causa del meccanismo previsto dal contratto alla parte, con vantaggi significativi offerti nel commercio all\u2019importazione extra-Ue che ne ha tratto, e ne sta traendo, un indubbio profitto. Queste riduzioni, a seconda delle Regioni, hanno comportato arresti dei pescherecci in banchina per periodi continuativi anche prolungati (diverse settimane) o, in alternativa, diminuzione delle uscite settimanali in mare (ridotto a 2-3 giorni\/settimana) anche con riduzione e rotazione delle imbarcazioni ferme in porto, per evitare da un lato di chiudere i mercati o lasciare troppo spazio alla sostituzione del prodotto locale con quello importato, dall\u2019altro di sbarcare gli equipaggi. Ad oggi le imbarcazioni continuano ad avere enormi difficolt\u00e0 a far quadrare i conti e, anche a causa del calo dei prezzi del prodotto ittico dopo il periodo estivo (-30-40%), sono sempre di pi\u00f9 gli armatori interessati al fermo definitivo.L\u2019impatto drammatico sul reddito dei pescatori si registra nonostante i vari interventi messi in campo dalla CE e dal Governo italiano con un credito d\u2019imposta, che sul piano finanziario non ha evidentemente effetti immediati sul cash-flow delle imprese. Stessa cosa si pu\u00f2 affermare sulle misure FEAMPA che la CE ha tempestivamente consentito di modificare per intervenire sulla perdita di redditivit\u00e0 e costi aggiuntivi, ma ad oggi ancora senza effetto per mancata attivazione del nuovo Fondo.Se queste criticit\u00e0 dovessero mantenersi stabili nei prossimi mesi sar\u00e0 difficile se non addirittura impossibile garantire margini alle imprese, come anche riconosciuto dalla CE nella comunicazione del 1.6.2022 (COM(2022)253 final) in cui si stima che \u201ccirca il 40% della flotta artigianale, il 66% della flotta su larga scala e l&#8217;87% della flotta d&#8217;altura non sarebbero redditizi se i prezzi dell&#8217;energia rimanessero al livello attuale per il resto del 2022\u201d, per ridare futuro alla pesca occorrono rapidi investimenti per adottare nuovi carburanti e motori meno energivori, ma il FEAMPA non prevede sostegni in questo senso per la parte di flotta peschereccia che ne ha pi\u00f9 bisogno, e tantomeno per il rinnovo delle imbarcazioni.Senza sostegni al rinnovamento della flotta il Feampa si allontaner\u00e0 sempre di pi\u00f9 dalla pesca europea, ci saranno sempre pi\u00f9 ritiri definitivi e meno turnover fino a chiudere il settore nei musei. Per evitare che ci\u00f2 accada occorre rimuovere un blocco ideologico senza smettere di perseguire l\u2019obiettivo della piena sostenibilit\u00e0 della pesca che in realt\u00e0 sta diventando, se non lo \u00e8 gi\u00e0, insostenibile pi\u00f9 per i pescatori che per le risorse ittiche.La pesca italiana \u00e8 in allarme rosso per l\u2019impatto della crisi del prezzo dell\u2019energia e dei carburanti"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"La pesca italiana \u00e8 in allarme rosso per l\u2019impatto della crisi del prezzo dell\u2019energia e dei carburanti","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/la-pesca-italiana-e-in-allarme-rosso-per-limpatto-della-crisi-del-prezzo-dellenergia-e-dei-carburanti\/#breadcrumbitem"}]}]