Una diffusa moria di mitili sta interessando gli allevamenti dell’Emilia-Romagna. Le prime segnalazioni arrivano dalle organizzazioni della cooperazione, che indicano nelle elevate temperature e nelle conseguenti condizioni critiche dell’ambiente marino i principali fattori associati al fenomeno. La Regione ha avviato una ricognizione per accertarne le cause, misurare le perdite produttive e verificare quali strumenti di sostegno possano essere attivati.
A segnalare le mortalità sono Agci Emilia-Romagna, Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia-Romagna e Legacoop Emilia-Romagna, sulla base delle evidenze raccolte tra le imprese del comparto.
La situazione è stata resa nota dalla Regione Emilia-Romagna, che ha coinvolto i servizi territoriali competenti per definire dimensione e caratteristiche del fenomeno.
Al momento non esiste ancora una stima ufficiale della produzione compromessa né del valore economico delle perdite. Ed è proprio questa quantificazione a rappresentare il passaggio decisivo per l’eventuale attivazione di interventi straordinari.
Danni e perdite produttive, avviata la ricognizione
Gli uffici regionali hanno fornito alle imprese le indicazioni necessarie per documentare quanto sta accadendo, anche attraverso l’interlocuzione con l’azienda sanitaria territorialmente competente.
L’obiettivo è ricostruire con precisione l’entità delle mortalità, le perdite di prodotto allevato e le conseguenze economiche per le aziende coinvolte.
“La priorità, in questa fase, è completare rapidamente la ricognizione e disporre di tutti gli elementi utili per valutare successivamente gli strumenti di intervento più adeguati”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca Alessio Mammi.
Non è quindi ancora definito un sostegno economico. Prima dovrà essere costruito un quadro documentato del danno e, sulla base degli esiti, verificata la possibilità di ricorrere alle misure disponibili.
Temperature elevate sotto osservazione, ma le cause vanno accertate
Il comunicato regionale associa il fenomeno alle elevate temperature registrate e alle condizioni particolarmente critiche degli habitat marini, ma gli stessi uffici stanno procedendo agli accertamenti necessari per determinarne le cause.
La distinzione è rilevante: lo stress termico rappresenta il principale elemento indicato nelle segnalazioni, ma non è ancora disponibile un accertamento conclusivo che permetta di attribuire alla temperatura, da sola, le mortalità osservate nei diversi allevamenti.
In ambiente marino, infatti, temperatura, disponibilità di ossigeno e condizioni locali della colonna d’acqua possono interagire e determinare situazioni differenti anche tra aree relativamente vicine. Per valutare l’impatto sulle produzioni sarà quindi necessario partire dalle condizioni effettivamente riscontrate negli impianti interessati.
Per la mitilicoltura un’altra criticità dopo anni difficili
La nuova emergenza arriva in una fase già complessa per la molluschicoltura emiliano-romagnola.
Negli ultimi anni le imprese hanno dovuto confrontarsi con la proliferazione del granchio blu, con fenomeni di mucillagine e con episodi di ipossia e anossia, cioè una forte riduzione o assenza di ossigeno nelle acque.
Problemi diversi per origine e dinamica, ma accomunati dalla capacità di incidere sulla produzione e sulla redditività delle aziende. Nel 2025 erano già state introdotte in Emilia-Romagna misure di sostegno alle imprese ittiche colpite dalla mucillagine, dopo le difficoltà registrate lungo la costa adriatica.
La successione di eventi critici assume un peso particolare per attività come la mitilicoltura, nelle quali la perdita del prodotto allevato non si esaurisce nel mancato ricavo immediato, ma può modificare programmazione produttiva, investimenti e capacità di garantire continuità all’attività.
Dalla quantificazione del danno dipenderanno gli interventi
Per le imprese coinvolte, il prossimo passaggio sarà quindi soprattutto economico e amministrativo.
La ricognizione dovrà stabilire quanto prodotto sia stato perso, quali allevamenti siano stati colpiti e quale sia il danno effettivamente documentabile. Solo dopo sarà possibile verificare la presenza dei presupposti necessari per eventuali misure straordinarie.
La Regione ha annunciato che manterrà aperto il confronto con associazioni e imprese. Il dato decisivo, adesso, sarà quello che emergerà dalla conta dei danni: servirà a capire quanto la moria abbia inciso realmente sulla campagna produttiva e quale risposta potrà essere messa in campo per la mitilicoltura emiliano-romagnola.













