[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/nel-2100-il-ph-dei-mari-sara-acido-a-ischia-e-gia-realta-parola-di-ricercatori-di-trieste-e-napoli\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/nel-2100-il-ph-dei-mari-sara-acido-a-ischia-e-gia-realta-parola-di-ricercatori-di-trieste-e-napoli\/","headline":"Nel 2100 il pH dei mari sar\u00e0 acido. A Ischia \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0, parola di ricercatori di Trieste e Napoli","name":"Nel 2100 il pH dei mari sar\u00e0 acido. 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L&#8217;ultimo &#8216;summit&#8217;, conclusosi nei giorni scorsi, &egrave; invece il primo di solo esperti italiani nell&#8217;ambito del progetto premiale dell&#8217;Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste con la Stazione Zoologica di Napoli Anton Dohrn, coordinato da Paola Del Negro e Cosimo Solidoro, per &#8220;ricapitolare quanto noto sino ad oggi e predisporre il piano di ricerche per i primi sei mesi del prossimo anno&#8221;, spiega Valerio Zupo, ricercatore della Stazione Zoologica. L&#8217;unicit&agrave; del mare di Ischia &egrave; in una &#8220;area acidificata a causa di bollicine di anidride carbonica che si dipartono dal fondo, dovute all&#8217;attivit&agrave; vulcanica&#8221;: creano &#8220;una variazione continua del pH, da &#8216;normale&#8217; (circa 8,2) a &#8216;molto acido&#8217; (inferiore a 6). Le previsioni degli scienziati tendono a dimostrare che nell&#8217;anno 2100 i nostri mari avranno un pH intorno a 7,7 ed &egrave; per questo che le ricerche si concentrano in una particolare zona, prossima al Castello Aragonese di Ischia Ponte, dove questo valore &egrave; costante&#8221;. Qui &#8220;gli scienziati hanno a disposizione un laboratorio naturale per comprendere come saranno fatti gli oceani del prossimo secolo: vengono da ogni parte del mondo per studiare gli oceani del 2100&#8221;. E&#8217; dalla rivoluzione industriale del XVIII secolo che gli oceani assorbono CO2: danno cos&igrave; una mano all&#8217;ambiente sul fronte dell&#8217;effetto serra ma ne pagano un prezzo, una acidificazione che &#8220;espone gli organismi marini a condizioni quasi mai sperimentate nel corso della loro storia evolutiva&#8221;. E con un impatto (che potr&agrave; incidere dalla pesca alla protezione delle coste, dalla regolazione del clima alla perdita di biodiversit&agrave;) &#8220;non necessariamente favorevole&#8221; alle attivit&agrave; sul mare dell&#8217;uomo. L&#8217;acidificazione potr&agrave; avere effetto sullo scheletro calcareo di coralli, molluschi, crostacei, ed avere chiss&agrave; quali e quante altre conseguenze: per esempio, il pesciolino &#8216;Nemo&#8217; di Disney (il Pesce Pagliaccio diffuso nell&#8217;Oceano Indiano e Pacifico) evita i predatori percependone l&#8217;odore ma &#8220;quando il pH dell&#8217;acqua scende, improvvisamente l&#8217;odore del predatore diventa attraente ed i giovani nuotano verso le sue fauci&#8221;, spiega ancora Zupo, che ha organizzato con Maria Cristina Buia l&#8217;ultimo vertice di esperti: lavorano nella sede distaccata dell&#8217;Anton Dohrn ad Ischia, nella villa a picco sul mare a punta San Pietro che a fine ottocento fu fatta costruire dallo stesso Dohrn (uno dei massimi darwinisti tedeschi, fondatore e primo direttore dell&#8217;Istituto partenopeo) in un luogo strategico per gli studi in ecologia bentonica.Fonte ANSA"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Nel 2100 il pH dei mari sar\u00e0 acido. 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