[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/oceano-750-specie-non-autoctone-nel-mediterraneo\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/oceano-750-specie-non-autoctone-nel-mediterraneo\/","headline":"Oceana, 750 specie non autoctone nel Mediterraneo","name":"Oceana, 750 specie non autoctone nel Mediterraneo","description":"Arriva a 750 il numero di specie non autoctone (NIS) nel Mar Mediterraneo, il numero &egrave; molto pi&ugrave; alto che in altri mari europei: quasi il triplo rispetto alla costa dell&#8217;Europa occidentale dalla Norvegia al Portogallo, e tra il 1970 e il 2015 il numero &egrave; cresciuto del 215 % . 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Di queste 450 sono state introdotte attraverso il Canale di Suez.Il Canale di Suez &egrave; uno dei corsi d&#8217;acqua pi&ugrave; importanti del mondo: 17483 navi vi sono transitate nel 2015, ma &egrave; anche il corridoio pi&ugrave; potente per le invasioni di specie marine. Gli impatti individuali e cumulativi di queste invasioni influenzano negativamente lo stato di conservazione di particolari specie e habitat, cos&igrave; come la struttura e la funzione degli ecosistemi e la disponibilit&agrave; di risorse naturali. Alcune specie sono nocive, velenose e rappresentano chiare minacce per la salute umana. Mentre il commercio globale e la spedizione sono di vitale importanza per la societ&agrave;, gli accordi ambientali internazionali esistenti riconoscono anche la necessit&agrave; urgente di pratiche sostenibili che riducono al minimo gli impatti indesiderati e le conseguenze a lungo termine .Da una purtroppo lunga lista di esempi di specie non indigene (non indigenous species -NIS ) che hanno portato a problemi ambientali, economici, di salute per l&rsquo;uomo, ricordiamo la recente diffusione di un pesce palla letale velenoso (lagocephalus sceleratus) in tutto il Mediterraneo, che ha raggiunto anche Sebastopoli, nel nord-est del Mar Nero, che crea gravi rischi per la salute: i suoi organi interni contengono tetrodotossina, una forte neurotossina paralitica, in grado di indurre sintomi che vanno dal vomito alla arresto respiratorio, convulsioni, coma e morte. Tra il 2005 e il 2008, in Israele 13 persone sono state trattate per avvelenamento. La medusa Scyphozoan (rhopilema nomadica), dalla met&agrave; del 1980, forma enormi sciami ogni anno lungo la costa levantina, ma recentemente si &egrave; diffusa verso ovest, lungo le coste della Tunisia, di Pantelleria nel Canale di Sicilia. Le sue punture dolorose influenzano negativamente il turismo, i pescatori si lamentano di intasamento delle rete e i condotti di aspirazione di impianti di desalinizzazione e centrali elettriche aspirano con l&rsquo;acqua le meduse che interferiscono con il funzionamento degli impianti.Il recente allargamento del canale di Suez &egrave; destinato a far aumentare il numero di potenziali NIS nel Mediterraneo. Gli impatti individuali e cumulativi di queste specie influenzer&agrave; lo stato di conservazione delle specie autoctone e gli habitat, cos&igrave; come la struttura e la funzione degli ecosistemi e la disponibilit&agrave; di risorse naturali. Il surriscaldamento delle acque del mare accelera la diffusione di specie tropicali introdotte attraverso il Canale di Suez. Gli elementi cruciali per una strategia efficace per rallentare l&#8217;afflusso di NIS sono una politica scientificamente valida e il giusto coordinamento tra tutti i paesi del Mediterraneo al fine di garantire la coerenza delle norme e gli standard legali per affrontare tutti i principali percorsi."},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Oceana, 750 specie non autoctone nel Mediterraneo","item":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/oceano-750-specie-non-autoctone-nel-mediterraneo\/#breadcrumbitem"}]}]