[{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"NewsArticle","@id":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/overfishing-unci-agroalimentare-e-indispensabile-tutelare-la-pesca-artigianale\/#NewsArticle","mainEntityOfPage":"https:\/\/www.pesceinrete.com\/overfishing-unci-agroalimentare-e-indispensabile-tutelare-la-pesca-artigianale\/","headline":"Overfishing. UNCI Agroalimentare, \u00e8 indispensabile tutelare la pesca artigianale","name":"Overfishing. 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I dati pi&ugrave; importanti emersi dallo studio ci dicono che l&#8217;85% degli stock &egrave; al di sotto delle condizioni di sostenibilit&agrave; di pesca; che il 64% ad oggi &egrave; sovrasfruttato con un rischio potenziale di collasso nei prossimi anni; se le ore di pesca fossero ridotte del 20% complessivamente, entro il 2030 avremmo oltre il 57% di risorse alimentari provenienti dal mare in pi&ugrave; rispetto ad oggi, con un possibile incremento del benessere economico e sociale complessivo.Ora, per&ograve;, il sospetto &egrave; che come al solito si stia facendo di tutta l&rsquo;erba un fascio. Ovvero non si tenga conto della peculiarit&agrave; tutta italiana, quella della piccola pesca, che sui grandi numeri &egrave; destinata a soccombere difronte alle statistiche e gli effetti prodotti dalla pesca industriale effettuata in Mediterraneo da flotte comunitarie ma soprattutto da parte di soggetti terzi extra UE.Come al solito ci si ferma ai numeri senza approfondire le peculiarit&agrave; di chi opera nel settore e, come sempre accaduto quando si &egrave; legiferato in termini di PCP, si considera l&rsquo;Europa un &ldquo;unicum&rdquo; senza tener conto delle diversit&agrave; dei singoli membri. Nel caso delle politiche di pesca, infatti, la strategia comunitaria ha sempre avuto una diversa attenzione per il Nord dell&rsquo;Unione dove le flotte di pesca sono di tipo industriale con stazza e numero di imbarcati di gran lunga superiori a quelle mediterranee, cos&igrave; come nel definire le norme di approccio agli stock non si &egrave; mai tenuto conto delle specificit&agrave; dei bacini e la biodiversit&agrave; che li popola.Una pesca prevalentemente monospecifica in Atlantico, nel mare del Nord e nel Baltico dove le specie ittiche di interesse commerciale sono alcune decine, di contro una spiccata variet&agrave; di specie ittiche in Mediterraneo (almeno 500 edibili) di cui circa 160 di interesse commerciale. Va da se tale variet&agrave; e ricchezza ha creato le condizioni per una pesca tradizionalmente artigianale, multi-specifica, cio&egrave; rivolta alla cattura di un numero elevato di specie, e per questo maggiormente selettiva. Inoltre nel Mediterraneo i soggetti che operano nel settore entro e al di fuori delle acque territoriali sono molteplici.Da una parte si colloca la pesca dei 6 Stati membri UE (Spagna, Francia, Italia, Grecia, Malta e Cipro), fortemente e giustamente regolamentata; dall&rsquo;altra la pesca dei paesi nordafricani e della sponda orientale, in crescita, ma che tende a ripetere gli errori fatti dai Paesi gi&agrave; sviluppati, di una pesca non sempre razionale e controllata.All&rsquo;attivit&agrave; dei Paesi rivieraschi, prettamente di carattere artigianale, si aggiunge e quasi si contrappone una flotta che svolge attivit&agrave; industriale, battente bandiera giapponese, coreana, o pi&ugrave; spesso con bandiere di comodo, che continua a pescare oltre i limiti delle acque territoriali in assenza di qualsiasi controllo.Da ultimo una considerazione. I risultati pubblicati sono stati presentati a febbraio 2017 al Parlamento Europeo ma, poich&eacute; potrebbero avere un alto impatto sulle politiche di pesca dell&#8217;Unione Europea nel prossimo futuro, la mancanza di tempestivit&agrave; e di attualit&agrave; come al solito rischia di fotografare una situazione diversa da quella attuale. &Egrave; infatti lecito pensare che dati pubblicati nel febbraio 2017 siano stati raccolti nel 2016 o forse prima, e che questi produrranno effetti sul piano politico nel 2018 o dopo quindi, se lo stato delle risorse ittiche viene monitorato ad intervalli temporali di quattro o sei anni, rischia di produrre misure che male si attagliano sulla realt&agrave; falsando le economie di scala, decretando la morte di tante comunit&agrave; rivierasche che basano la propria sopravvivenza sulla pesca.Cos&igrave; UNCI Agroalimentare commentando i recenti dati diffusi dal CNR.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;"},{"@context":"https:\/\/schema.org\/","@type":"BreadcrumbList","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Overfishing. 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